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TV radio e parlamento

In Tanzania le sessioni di discussione parlamentare sono trasmesse in diretta televisiva (quanto meno per le discussioni più importanti) e tra l’altro sono molto più seguite e discusse, anche nei locali pubblici (quando no ci sono le partite di calcio) …

Questo può voler dire due cose:

1) la televisione non è un elettrodomestico diffuso come da noi e la programmazione “on demand” non ha ancora intorpidito o pressoché completamente assuefatto la platea degli spettatori, e quindi anche la discussione parlamentare è ancora un argomento di discussione interessante, mentre da noi è forse più seguito il dibattito sulla fine di una serie televisiva che quello parlamentare

2) il senso civico e l’interesse per la politica e la discussione parlamentare e la necessità/volontà di sentire e commentare e discutere le idee e le attività istituzionali dei politici ascoltandole direttamente dalla loro stessa voce all’interno del contesto entro il quale vengono enunciate è ancora prevalente rispetto alla pigra e passiva “digestione e rigurgito” in modo totalmente acritico, della prima sciocchezza diffusa sui social per sostenere artatamente un politico o un altro a seconda delle necessità.

Insomma, nel momento in cui qui si decide di chiudere il sostegno a chi offre un servizio pubblico come la trasmissione in diretta delle attività parlamentari senza prevederne il rimpiazzo con altre modalità (magari anche più tecnologicamente adeguate e magari economiche), mi pare che la Tanzania anche in questo settore ci stia superando …

Chiosa: a me sembra che il taglio dei fondi a Radio Radicale, l’unica emittente che offre la trasmissione dei dibattiti parlamentari (servizio importante ancorché poco utilizzato, ma questo non certo per loro mancanza) sia più pretestuoso e demagogico che non realmente utile e funzionale ad una migliore gestione dei soldi pubblici.

Ma forse è solo una questione di priorità e siccome non sono io ad avere le responsabilità del governo, le mie priorità certamente non contano se non per quello che sono: una opinione.

Yara non c’è più … può bastare

Credo che per soddisfare la mia “sete” di informazione possa essere sufficiente sapere che non c’è più, che è stata uccisa “dai cattivi” , come Chiara e altre prima e dopo di lei.

Io sono già pago, non ho bisogno di avere i dettagli, non mi interessa conoscere le polemiche sulle ricerche.

E meno di tutto non mi interessa sapere come stanno i genitori … lo posso immaginare. Come papà credo che perderei il lume della ragione in un caso simile.

E non mi interessa neppure sapere come si sentono i vicini e i paesani.

Ma ovviamente è una posizione personale, dal momento che in televisione vanno in scena i soliti talk show  e dal momento che mi tocca di sapere dai TG che c’è un “pellegrinaggio” di persone sul luogo dove è stato trovato l’ultimo cadavere …

Però continuo a rifiutarmi di credere che gli italiani siano tutti così, e non credo neppure che siano la maggioranza … anche se devo prendere atto che evidentemente sono in molti a trovare interessante e forse pure “divertente” vedere e sentire tutti i dettagli …

Certo è giusto sapere che i cattivi ci sono, che il mondo non è tutto “rose e fiori” … e anche qui mi tocca di constatare che da una parte mi si vuol far credere che se le cose non vanno bene è colpa del pessimismo, che bisogna pensare positivo per non deprimersi, ma poi mi si vuol anche fare credere che i problemi gravi e dei quali ci dobbiamo preoccupare sono i cattivi che “infestano” le nostre città e che (toh!) c’è un “esodo biblico” che sta per travolgerci…

Mi pare che qualcuno stia cercando di farlo prendere a me il “metilnelano” !!!

Dovrò stare mooolto attento

Stefano