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Non sono iscritto al PD

Anche se mi sento certamente più vicino al pensiero di sinistra , almeno per quella parte che si può accostare al pensiero cristiano (e faccio qui distinzione tra questo e quello cattolico); ogni volta che trovo motivazioni ed entusiasmi per farlo, immancabilmente qualcosa o qualcuno mi offre altrettanto validi motivi per rinunciare.
Lo spettacolo piuttosto deludente della “dialettica” interna tra i candidati alle primarie, che più che esporre le sfumature e le idee personali per perseguire obiettivi comuni, paiono invece impegnati a farsi vicendevolmente le scarpe mentre l’ombra del vecchio apparato politico pare continuare ad utilizzare altrettanto vecchi metodi “vetero-comunisti” nel disperato (e mi auguro vano) tentativo di assicurarsi perpetua sopravvivenza. La “sinistra” al governo delle larghe (ma piuttosto miopi) intese non riesce ad esprimere, non dico addirittura qualcosa di sinistra ma nemmeno qualcosa di semplicemente innovativo o solo minimamente originale, restando passivamente impotente, è vittima di schemi ormai evidentemente superati e a mio modesto parere, inefficaci (basta vedere che il meglio che hanno strologato per non farci pagare l’IMU è l’ennesimo aumento delle accise sui carburanti!) ed è completamente ostaggio di una altrettanto vecchia idea “vetero-liberista” dettata da una destra litigiosa e tutta ripiegata sulla tutela di vecchi equilibri di potere e privilegi di una classe politica ormai completamente scollegata dal mondo e dalla vita reale delle persone e delle famiglie.
Tutto ciò mi sta togliendo l’entusiasmo e la voglia di partecipare, spero solo che riescano almeno a non ripetere gli errori commessi tra le precedenti primarie e l’ultima campagna elettorale.
Da esterno e profano continuo ad essere convinto che l’attuale situazione di stallo politico a tre sia soprattutto responsabilità della vecchia guardia del PD che ora come allora, non capisce quando è il momento di cedere il passo e mettere l’esperienza al servizio di energie nuove, anche (anzi soprattutto) se queste nuove energie (e penso a Renzi e Civati) non sono omologate alla loro “ortodossia”.
Anche questa volta non mi iscriverò al PD, probabilmente non lo farò mai, forse anche io sto invecchiando, ma la mia idea di politica non trova neppure qui idee convincenti …
S.c.m.

Distanze

sempre più lontano dal PD … e a distanza siderale dal M5S.

Dal primo dopo la tristissima (per il mio modo di vedere) figura di D. Franceschini  che alle Inv. Barbariche nello scambio con Zingales (non simpaticissimo, certo, ma le cui osservazioni meritavano ben altra attenzione) ha dato prova di essere più che altro rancoroso ma senza dare alcuna risposta un minimo costruttiva. Quando poi la Finocchiaro apostrofa Renzi come miserabile … direi che stiamo raggiungendo la velocità tangenziale di distacco …

Dal secondo (dal quale mi sono sempre tenuto a diffidente distanza) dopo le deludenti prove di serietà e concretezza sin qui prodotte sempre più distante e diffidente dopo la bella prova delle “quinarie”!

La democrazia per me non è materia digitale ! è invece materia concreta che ha a che fare con le nostre vite e con quelle dei nostri figli … illudersi che gli strumenti digitali possano essere di per sè la soluzione di problemi attuali o addirittura confonderli con il concetto stesso di democrazia mi pare cosa assai pericolosa … (e sciocca).