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Pensieri prima che sorga il sole

Forse è perché l’animo è oppresso dai dubbi, dalle paure e dalle ansie, per il lavoro, per il futuro, in particolare per il futuro di mia figlia, della mia famiglia; forse perché è mattina presto, la notte è stata buia e il sole deve ancora sorgere ed illuminare completamente i pensieri oscuri; ma sono sempre più convinto che il mondo, noi, “l’occidente” stia scivolando lungo un pendio sempre più ripido.

Un pendio che abbiamo cominciato a precorrere da molto tempo, tutti contenti del fatto che in lieve discesa si facesse poca fatica.

Poi, quando la discesa si è fatta più percepibile, invece di pensare che stavamo continuando a scendere e quindi a perdere di vista l’orizzonte, ci siamo detti che in effetti era anche divertente correre in discesa.

Poi, ad un tratto la discesa si è fatta ripida, la pandemia ci ha costretti a faticare per rallentare, a preoccuparci che durante la nostra folle corsa non ci capitasse di inciampare, abbiamo iniziato a capire che inciampare e cadere mentre corri in discesa può essere doloroso.

Poi, ancora più all’improvviso: il pendio, ripido, molto ripido, della guerra; e terribilmente da qui qualche scorcio del baratro, della voragine che ci stava davanti e ci siamo resi conto di come dentro ci stessero già cadendo molte persone.

Allora qualcuno, a fatica, si ferma un attimo, guarda in alto; il cielo è sempre li, a volte con il sole, a volte con la pioggia, e capisci che se piovesse, forte, sarebbe difficile non scivolare, e ancora più difficile risalire il pendio dove ci siamo allegramente scapicollati pensando che si potesse andare perennemente in discesa senza dover mai risalire.

Ci siamo dimenticati che ad ogni discesa corrisponde una salita, chi ama le passeggiate in montagna lo dovrebbe sapere bene e sa anche che più è ripida la discesa più ti devi preoccupare di non correre troppo per non inciampare e soprattutto sai che sarà altrettanto difficile e faticoso e a volte doloroso risalire.

Sai anche però che il panorama in cima sarà bellissimo. Ma fino a che non ci arrivi sarà anche fatica e sudore.

Bene ci siamo, siamo al punto in cui il pendio che abbiamo allegramente disceso è diventato ripido, qualcuno ha iniziato a fermarsi e a girarsi indietro quando a visto che molti vicino a noi stavano cadendo nella voragine. Qualcuno comincia a rendersi conto che risalire sarà difficilissimo, soprattutto perché in molti continuano a scendere e alcuni stanno addirittura rotolando senza controllo.

Ecco, Putin, nella sua lucida follia credo abbia visto tutto questo, abbia visto come l’occidente europeo stava discendendo il pendio della storia, illudendosi nel suo dorato isolamento, di non essere sul medesimo pendio ma di esserne al di sopra, come un dio che aleggia sulle nuvole, ha pensato di poter essere (o forse addirittura di dover essere) lui a decidere come fermare la discesa e chi si doveva fermare e in che modo farlo.

Sinceramente non riesco a capire cosa possa pensare di fare, d’altronde io sono qui, con i piedi puntati a terra per cercare di non scivolare, e non ho la minima idea di cosa può passare per la testa di chi crede di essere Dio. Io però so che anche Putin è invece sullo stesso pendio assieme ai suoi sodali, potenti, altrettanto isolati e convinti di sapere cosa fare, convinti che siccome a noi (suoi nemici, coloro che lo hanno umiliato) piace molto camminare in discesa, e quindi bastasse darci una spintarella per farci precipitare tutti oltre il baratro e restare indiscusso padrone del campo.

Purtroppo non è così, lui non è sulle nuvole e noi non dobbiamo farci trascinare dalla sua follia; noi dobbiamo puntare i piedi resistere, e non possiamo e non dobbiamo farci prendere anche noi dalla frenesia e cominciare a spintonare lui perché si sta portando nel baratro l’Ucraina indifesa.

Se iniziamo anche noi a spintonare, non aiuteremo di certo le persone che vivono in Ucraina a risalire per non cadere nel baratro dove li ha cacciati un folle allucinato dal potere.

Se iniziamo a spintonare anche noi, quello che si rischia è di perdere l’equilibrio e cadere tutti assieme nel baratro, un burrone da cui NON SI ESCE.

Quello che dovremmo fare è puntare i piedi, offrire una mano a chi sta cadendo, cercando con tutte le nostre forze di tirarlo su dal burrone e cominciare, assieme, a risalire.

Agitarsi in modo isterico o addirittura spingere gli altri per non cadere noi stessi, di solito causa come unico risultato che si cade tutti quanti.

In questo momento la priorità è non cadere nel baratro, possibilmente cercando di dare una mano a chi vi è trascinato dentro. Molti, troppi, sono già caduti (purtroppo non da oggi ma noi eravamo ancora tutti convinti che il nostro bel prato verde in discesa fosse infinito per accorgerci che invece è costellato di voragini).

La priorità è la Pace, smettere di sparare, fermarci, recuperare lucidità, isolare la follia cieca senza cadere nella retorica eroica altrettanto cieca ed inutile per la Pace.

Parlare di riarmo, mostrare che ancora abbiamo i muscoli tonici e che se veniamo colpiti possiamo reagire facendo del male, non credo sia di alcun aiuto, soprattutto guardando un po’ oltre e sempre guardando oltre, non aiuta nemmeno la retorica eroica e vendicativa del “la pagherete cara”: ci sarà sempre un conto da pagare, fin quando, tragicamente, non ci sarà nulla da e per pagare qualunque cosa.

Forse sarebbe opportuno guardare avanti, cercare di immaginare cose c’è oltre !

Se l’urgenza è fermare la guerra, cosa c’è di male a parlare di neutralità dell’Ucraina ?

Cosa c’è di sbagliato nel rassicurare chi sta tenendo una nazione intera per il collo perché si è convinto che questa potesse venire a braccetto con noi per danneggiare lui ? 

Non sarebbe forse meglio cercare di rassicurare chi ha perso il lume della ragione per cercare di farlo smettere e poi magari questa volta non dimenticare la sua follia e cercare di fare in modo che non possa proseguire nella sua follia in futuro ?

Se per smettere di bombardare case e uccidere persone occorre promettere la neutralità dell’Ucraina, sarebbe così insopportabile l’onta della “sconfitta” per le madri che potrebbero riabbracciare i propri figli o per le mogli che potrebbero ricongiungersi ai propri mariti ?

A chi giova “la pagherete cara” se non ci sarà più nulla da pagare ?

A cosa varrà l’eroismo di una nazione se il rischio è che non ci sia nemmeno un futuro dove questo eroismo possa essere scritto sui libri di storia e questo perché non ci sarà più una storia da scrivere ?

Certo l’Ucraina è una nazione e come tale ha il diritto di poter scegliere liberamente e in autonomia, libera da costrizioni, da che parte stare e cosa fare e Prendere decisioni con una pistola puntata alla tempia, non è certo il modello di autodeterminazione, ma se ha senso difendere i propri diritti ed il proprio onore a costo di vite umane ? 

Il sacrificio dell’orgoglio e dell’onore di una nazione a fronte del sacrificio di migliaia di vite umane non credo possa essere giudicato come egoismo o paura e se anche lo fosse, non sono entrambe facce del nostro innato istinto di sopravvivenza ? E se una nazione non sopravvive cosa ne sarà del suo onore ? della sua autodeterminazione ?

Morire con onore dipendere dalla volontà di ciascuno per se stessi, non credo sia applicabile e nemmeno giusto se questo comporta il sacrificio di altre persone, anzi non so nemmeno se sia giusto rinunciare alla propria vita per poterlo fare con onore se hai responsabilità verso altri.

Io credo che la rinuncia (temporanea come temporanei sono tutti gli eventi della storia) all’orgoglio e all’onore di una nazione a fronte della salvezza di migliaia di vite umane sia semplicemente mantenere lucidità di pensiero politico nel governo della azione stessa.

Forse sarei anche disposto (dico forse perché in certe situazioni sai come ti comporti solo quando ti ci trovi) a sacrificare la mia vita per difendere la mia famiglia, non so se ne sarei altrettanto disposto per il mio onore, ma non credo che sarei disposto a seguire fino in fondo chi non comprende quando è il momento di alzare le mani e parlare.

A cosa giova mostrare i muscoli e stringere un folle nell’angolo sapendo che il folle senza via di scampo può reagire esattamente da quel che è: da folle ?

Possibile che nessuno abbia mai giocato a Risico e trovandosi in una situazione di irreversibile stallo non si sia trovato a decidere di attaccare tutti, soprattutto chi ha più carriarmatini, per fare almeno un po’ di scompiglio e vendere cara le pelle ?

Ma se in realtà i carriarmatini sono invece armi in grado di uccidere o annichilire nel dolore e nella sofferenza migliaia di persone nel solo tempo di un lampo ! Non è forse un rischio troppo alto anche per la salvaguardia dell’orgoglio e dell’onore ?

Cosa c’è di così difficile da capire ? O forse sono io che non riesco a capire ?

Per me l’urgenza è fermarsi !

Finché è possibile farlo, e il tempo NON gioca a nostro favore in questo.

Chi ha pianificato da tempo ed iniziato con arroganza, protervia e violenza questa guerra, potrebbe ritrovarsi prigioniero della suo stesso orgoglio e non poter ammettere una sconfitta sapendo che non potrebbe sopravvivere ad essa e chi è stato offeso, attaccato, invaso, umiliato potrebbe restare accecato dalla rabbia (comprensibile ma inutile) e dalla sete di rivalsa.

Ma che onore ci sarebbe nel causare altre vittime anche e soprattutto tra la propria gente ?

E allora penso che sarebbe il caso smettete subito di parlare di armi, di riarmo e di guerra, di onore e di “libertà” e di mostrare i muscoli, parliamo invece subito di pace, parliamo di fermarci, cerchiamo le chiavi per fermare tutto questo prima che sia tardi.

Non occorre scomodare la storia, abbiamo già dimenticato che solo due settimane fa tutti ci illudevamo credendo che una cosa simile non sarebbe mai potuta accadere ?

Due settimane fa ! non un secolo.

Pace in questo momento significa posare le armi e prendere un respiro profondo, calmare la rabbia e recuperare lucidità per iniziare la faticosa risalita.

La speranza è l’ultima a morire.

Stefano

14 luglio

Penso alle famiglie, alle persone, ai ragazzi e ai bambini che stavano partecipando serenamente alla celebrazione del 14 luglio … Libertà, Uguaglianza, Fraternità … esattamente le tre cose che il terrorismo ignorante, illuso e privo di speranza odia di più … ciò per cui invece occorre continuare a resistere, a ricordare, a sostenere; senza odio, senza rancore, nonostante la rabbia, forte, feroce ed istintiva … penso alla notizia passata quasi come “normale” sentita ieri che riportava di come la guerra in Siria sia costata più di 400.000 vite … penso che onestamente non so se potrei dire le stesse cose se questa follia mi avesse toccato da vicino portandomi via le persone che più amo … sono pensieri cupi, ma credo che sia proprio responsabilità e dovere di chi può farlo (per fortuna, fato, o provvidenza), mantenere la lucidità ed il distacco necessari per non cedere all’odio ed allo spirito, sterile, della vendetta cieca e proseguire lottando e sostenendo quotidianamente la pace la libertà, l’uguaglianza e la fraternità nella propria vita quotidiana …

Ancora violenza, ancora terrore !

 

Non c’è molto da dire purtroppo, preghiere per le vittime e solidarietà con le loro famiglie.

Queste ora come tutte le altre vittime della violenza, del fanatismo e delle guerre.

Mai come ora serve fermezza ed equilibrio, non solo dei governi e dei governanti ma di ciascuno di noi, personalmente.

Occorre reagire con azioni concrete di pace, ciascuno per le proprie  possibilità.

Non so esattamente come, ma so che c’è alternativa alla violenza ed al terrore nei quali costoro vorrebbero che anche tutti noi sprofondassimo, non riuscendo loro a vedere altro, a vedere oltre, privi come sono di qualsiasi speranza e di qualsiasi futuro.

 

s.c.m.

Venti di guerra

Sono sempre più che mai convinto che occorra cercare la PACE … tanto più che in tutto quello che sta succedendo alla fine il terrorismo, l’islam e le religioni centrano sempre di meno … Mi pare invece che siano gli interessi militari, strategici ed economici sia a oriente che ad occidente a cercare nello scontro il perpetuarsi di una gestione sociale ed economica del nostro pianeta ormai insostenibile

Russia, America, Francia, Inghilterra, (qui purtroppo dopo un primo momento l’Europa non risulta come soggetto politico), e ora anche la  Turchia oltre agli stati arabi e al califfato sembrano non trovare altra soluzione che giocare con la Guerra.
La Russia mostra i muscoli, Putin mostra future terribili armi definitive e si esibisce in roboanti affermazioni del tipo: “è compito di dio giudicare i terroristi, il mio compito è  portarli a lui” , non è neppure chiaro di quale dio stia parlando, e temo che non sia minimamente influente.

Mi pare di essere tornato indietro, neppure tanto,  di 40 anni.

La Russia ripropone toni da Guerra Fredda, la Turchia sembra voler riesumare l’impero ottomano, la Francia di Hollande (che assomiglia sempre più terribilmente al nostro simpatico comico Gianni Fantoni … Ci avevate fatto caso? è incredibile; e quel che è peggio è che io quasi quasi mi fiderei di più di Fantoni…), la Francia dicevo pare avere nostalgia di Grandeur e l’Inghilterra di Cameron figuriamoci se più stare un passo indietro, l’america di Obama (premio Nobel per la Pace !!! ricordate?) che continua a cercare di esportare democrazia con i droni, mentre il califfato con l’inconsapevole (forse) aiuto dei social media fa proseliti tra i giovani annoiati e/o disadattati delle periferie (nemmeno tanto pare) europee che poi nelle interviste straparlano del fallimento della democrazia e della necessità di un nuovi ideali come quelli proposti dal califfo, senza neppure sapere di cosa stanno parlando, senza capire che se possono dire quello che vogliono, anche sparando stupidaggini ignoranti, è proprio grazie alla democrazia dentro la quale sono cresciuti, agli agi che gli sono stati concessi proprio dalle libertà che la democrazia ha concesso.

Al peggio non c’è limite è necessario RESISTERE all’odio e AGIRE per la PACE.

Occorrono Concrete Azioni di PACE

Eufemismi …

“Attività anomale” così sono state definite le attività dell’aviazione militare russa sui cieli d’Europa.

Gli aerei mi hanno sempre affascinato e quindi mi sono preso 5′ per verificare:

Ecco cosa è passato sui cieli d’Europa mettendo in allarme le aviazioni di Finlandia, Gran Bretagna, e Portogallo:

Victory_Day_parade_in_Moscow,_Russia_in_2009

L’immagine è “di repertorio” (come dicevano i giornalisti dei TG di una volta), tratta da Wikipedia, rende però l’idea …
Alcuni di questi “gingilli” (quelli grossi davanti – IL-78 tanker – riforniscono quelli dietro – TU-95 -) assieme ad altri aerei militari sempre russi (MiG-31 Foxhound, Su-34 Fullback, Su-27 Flanker, Su-24 Fencer), hanno attraversato da N/E verso S/W i cieli d’europa fino sopra l’oceano per poi tornare indietro.
Il TU-95 H è un bombardiere strategico progettato alla fine degli anni ’50 ma ancora in servizio.

Un’altra cosa che si legge tra le righe dei report della NATO è che ad oggi gli intercettamenti di aerei russi sull’europa sono già più del triplo di tutti quelli fatti nel 2013.

Che dire … a che gioco stanno giocando?

L’immagine che mi si è formata nella mente è quella di un vecchio palestrato, potente ex KGB che a torso nudo mostra i muscoli un po’ rugosi degli anni ’50 … Resta però il fatto che se poi decide di mollarti un cazzotto può farti ancora male se non sei pronto.

Certo non credo che ci sia una intenzione bellica diretta, ma pensando a ciò che sta succedendo in Ucraina (e di cui si hanno sempre meno notizie) fatico anche a credere alle coincidenze casuali …

Se volete sapere qualche cosa di più questo è il link della notizia riportata dal sito della NATO

Buona giornata !

Questa volta non è una barzelletta

Ci sono un americano,un inglese, un francese e un tedesco che si incontrano … e non c’è nessun italiano.

Mi viene da pensare: ma noi allora ci siamo solo nelle barzellette? … hanno un bel da dire ma a me pare un segno dei tempi … e sono tempi grigi …

Stefano

Buffoni e burattini

Oggi rientrando in studio da un cantiere mi è capitato di ascoltare le parole di una vecchia canzone di Edoardo Bennato. Una canzone che ascoltavo da ragazzino … ” … la guerra è una cosa seria, buffini e burattini, no, non la faranno mai …”

Vero!

Lungi da me fare di Bennato un profeta (ci mancherebbe altro). Però mi trovo terribilmente d’accordo con il testo di questa canzone: la guerra E’ una cosa seria, la si può chiamare come ci pare o ci conviene, “operazioni militari”, “peace keeping” ma tale resta.

Ed è talmente seria da essere giustificata da ragioni serissime, comprensibilissime, perfino condivisibili (le motivazioni).

Quello che mi chiedo è: possibile che non ci sia il modo di arrivare in tempo a risolvere le questioni che sono alla base dei conflitti PRIMA che l’unica opzione praticabile sia quella militare, ovvero la guerra?

Possibile che si resti sempre un passo indietro a guardare quello che succede salvo poi farsi avanti quando non è più possibile stare a guardare e non resta altro da fare che combattere …

Non so forse no … ma il dubbio resta … nessuno si è accorto di quello che stava accadendo in nord Africa?  L’aumento dei prezzi dei generi alimentari di base (non del saint honorè), l’accesso diffuso alla informazione (libera o meno), il diffuso cambiamento culturale … tutte queste cose che non sono nuove ed inaspettate ma già ben visibili e registrate da almeno 4 o 5 anni, non dovevano forse farci riflettere su come la gestione di questi problemi e delle risorse alimentari ed energetiche che stanno alla base di tutto avrebbe potuto e dovuto condurre a una maggiore coscienza e forse a cercare interventi correttivi? La crisi economica conseguenza di una gestione puramente speculativa delle attività finanziarie non ha insegnato molto  e forse ci ha anche distratti dal vedere cosa stava succedendo intorno mentre eravamo tutti contratti a piangere noi stessi (in senso generale di occidentali) …

Non so … forse giunti a questo punto non si poteva fare altro, non si poteva abbandonare la gente di Libia nelle mani di un pazzo sanguinario … forse però si poteva evitare prima di restare sempre proni alle sue follie per salvaguardare interessi economici e finanziari di limitato orizzonte … fino a fargli il baciamano …

Forse si poteva fare qualcosa prima. Io comune cittadino forse nulla direttamente … ma a volte basta anche dire le cose come stanno, e se si è in un numero abbastanza grande di singole voci a volte ci si può far sentire da chi, governando, dovrebbe avere la possibilità di incidere in qualche misura sugli eventi.

Stefano