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Pensieri da “clausura”

L’amico Stefano Ferrari, che ringrazio per essere sempre di stimolo, ha voluto condividere con me alcune sue riflessioni fatte in questo “tempo sospeso”.

Con Stefano abbiamo spesso scambi di opinioni non sempre allineate, e questo come ho detto è davvero di grande stimolo e di più, in questo momento anche di aiuto per cercare di non mandare i pensieri in “fuori giri”.

Quindi nell’illusione che anche qualche altro amico ci legga condivido con tutti le mie “repliche” che ovviamente non pretendono di essere autorevoli riferimenti ma solo un altro spunto per una discussione che magari potrebbe attivarsi nei commenti di seguito a questo articolo.

Incollo la copia del messaggio di Stefano e inserisco i miei pensieri dopo.

Pensieri da covid 19 (di Stefano Ferrari)

Questo virus ha avvicinato il pettine ai nodi, e sono tanti, una evidente inadeguatezza della politica italiana che è stata eletta con sistemi tutt’altro che meritori, una ancor più evidente inadeguatezza del sistema scolastico che sforna a ritmi forsennati laureati che sono essenzialmente degli umanoidi con qualche competenza, una drammatica inadeguatezza del sistema produttivo che ha affidato la guida ai figli dei vari cumenda che molto spesso conoscono meglio il valore di un aperitivo a Ibiza  piuttosto che il valore di un bene che producono.

L’Italia dei furbi, che se anni fa veniva stigmatizzata adesso viene adorata.

Ma il pettine si incaglia sul sistema finanziario, chi legge anche distrattamente le cronache di finanza sa che ormai da un decennio tutte le banche mondiali stampano soldi da destinare solo ed esclusivamente alla finanza, alla economia reale, a volte, arriva qualche briciola, bene, il risultato? tutti più poveri e pochissimi ricchissimi, capacità di movimento della politica pari a quasi zero, e folle di pecoroni plaudenti in occasione del respingimento di qualche disperato che scappa da guerre e fame.

Periodo eccezionale, tutti a casa, il pensiero più ricorrente che attraversa internet è su come trovare un modo di fare il furbo.

E quei politici che azzardano qualche dichiarazione, se ne escono con starnazzanti polemicucce a proposito di una tecnica espositiva del messaggio, del “io l’avevo detto prima”, nessuno che provi a dire: proviamo a pensare a qualcosa di nuovo, ovvio, servirebbero capacità, competenze, cervello funzionante.

Lo scrittore Harari sintetizza efficacemente un mito attuale:

Ciascuno di noi possiede all’interno di sé un brillante raggio di luce che dà valore e significato alla propria vita. Nelle moderne scuole dell’Occidente, insegnanti e genitori dicono ai bambini che, se i compagni di classe li prendono in giro, devono ignorare la cosa. Soltanto loro stessi, non altri, sanno qual è il proprio vero valore.

Questi bambini sono cresciuti, stanno crescendo. Questo è il risultato.

Qui di seguito le mie personali considerazioni:

Ciao Stefano,
è un piacere sentirti, ho letto come sempre con curiosità ed interesse il tuo messaggio.
Ovviamente non sono del tutto d’accordo con la prima parte , credo che la questione relativa al “come siamo” sia molto più complessa, ma su alcuni punti sono in sintonia: vent’anni di “liberismo” proposto come la panacea a tutti mali della società e metodo veloce per stare meglio, hanno sdoganato il “furbettismo” illudendo molti furbetti (più o meno ignoranti, letteralmente parlando) che stessero bene in quanto appunto furbetti.
L’illusione stava nel fatto che quelli più “furbi” di loro (gli scaltri e gli opportunisti) nel fare soldi a palate e concentrare un enorme potere nelle mani di pochi, lasciavano loro (ai furbetti) solo briciole, consistenti se paragonate alla loro pochezza ma contemporaneamente altrettanto inconsistenti se confrontate con la mole di potere che gli altri stavano rastrellando.
Finita la “mietitura”, ai furbetti sono mancate le spigolature e il “furbettismo” si è trasformato in “malpancismo”, rancore, rabbia, dalle quali uscire costa ovviamente fatica e sacrificio,  cose che per i furbetti non sono in vocabolario.
Qui gli opportunisti di turno hanno trovato una nuova fonte di potere:
La paura.
Nulla di nuovo sotto il sole, ma questa volta i furbetti, arrabbiati, hanno a disposizione un megafono che li illude di essere in molti e quindi di essere maggioranza e come sempre senza fare il minimo sforzo critico, prendono l’illusione per realtà ed escono allo scoperto, convinti di essere nel giusto perché vedono solo gli altri come loro e quindi pensano di essere l’intero, del quale invece sono solo una parte.
Alla fine sono comunque in tanti, ma non sono la maggioranza.
O almeno io mi illudo di questo: Resto convinto che le persone con un cervello funzionante, una coscienza, un minimo di senso critico, umiltà e rettitudine siano la maggioranza ma una maggioranza che si tiene alla larga dal rumore e dal caos se solo ne ha la possibilità e fino a quando può. Resto convinto che oltre le immagini della corsa ai treni o ai traghetti per tornare a casa dai propri cari, pur sapendo bene che c’è la reale possibilità di portare loro (e non solo) anche la malattia, questo faccia parte certamente di quel carattere irrazionale che ci contraddistingue tutti come Italiani (ma in diversa misura); resto convinto, dicevo, che la maggioranza delle persone, degli italiani, sia di persone consapevoli, responsabili, forse non proprio definibili come razionali ma certamente lucide e consapevoli, questo si.
Solo che questa maggioranza, silenziosa, non rende sui social, non può essere sfruttata come audience per essere poi persuasa dalle sirene dei social, e quindi non risulta istantaneamente visibile e quindi non utile per la diffusione della paura ignorante che consegna il potere agli opportunisti di turno (per fortuna). 
Se però dobbiamo indubbiamente dare merito, ad esempio, al personale della sanità (dal primario all’ultimo dei portantini, senza dimenticare chi si occupa di tenere puliti gli ospedali), è proprio a questa “maggioranza silenziosa” che bisogna rendere merito dei primi numeri positivi di questi due giorni, e siccome è altrettanto vero che è troppo presto per cantare vittoria lo è anche il fatto che è sempre questa maggioranza di persone che permetterà alla comunità di venirne comunque fuori alla fine.
Purtroppo la classe politica che attualmente esprime il governo del paese è stata eletta (eh si ! Il parlamento è stato eletto regolarmente e liberamente dagli Italiani, certamente da tutti quelli che a votare ci sono andati) non credo esprima la realtà di quella maggioranza cui faccio riferimento. Infatti se qualcosa manca a questa “maggioranza silenziosa” è forse proprio la fiducia nella politica, ed è un grave errore, perché così si è lasciata la politica in mano a personaggi di minima levatura espressione del furbettismo e del rancore passivo e brontolone che (in parte) trovando corpo e legittimazione principalmente (non solo) con l’avvento dei social media si è ritenuta maggioranza.
Per fortuna il parlamento ha mantenuto una quota di rappresentatività anche dell’Italia più seria e (per fortuna) nel momento in cui il paese (e quindi anche una parte della maggioranza silenziosa) ha dato segnali dissonanti, il parlamento dicevo è riuscito ad esprimere un governo decente e che con i limiti di chi si trova a dover fare scelte difficili in una situazione del tutto nuova dove le esperienze del passato hanno utilità relativa, ha fatto, credo, il meglio possibile cercando di tenere l’equilibrio tra realtà scientifica, realtà sociale e realtà economica. Realtà, non “racconto della realtà”.
Il discorso è certamente più lungo e complesso e altrettanto certamente oltre le mie possibilità di analisi, tuttavia ciascuno ha strumenti critici, di coscienza e di analisi sufficienti per trarre le proprie sintesi, l’importante è che non ci si fermi alla superficie degli strilli, delle notizie buttate nel megafono social o sbandierate in malafede per fomentare paure più o meno latenti e fittizie ma ci si prenda il tempo e l’impegno di fermarsi un attimo (cosa che in questo “tempo sospeso” abbiamo l’occasione di ritrovare – almeno alcuni di noi) per pensare con la nostra testa, riprendere la capacità di distinguere in coscienza tra vero e falso e tra bene e male, che ovviamente sono parametri soggettivi per ciascuno, ma se messi assieme con onestà definiscono certamente insiemi condivisibili.
Spero davvero che questa tempesta che ha causato e continua causare dolore e sofferenza (forse non maggiori di altre situazioni ma certamente di impatto più intenso e globale), valga proprio a questo: una riflessione cui segua una presa di consapevolezza seria e che porti allo scoperto la maggioranza silenziosa rendendola consapevole del proprio peso e del proprio valore oltre che naturalmente della propria diversità intrinseca.
Qui mi fermo altrimenti mi “incarto” da solo, sento passare una sirena, (io abito dietro all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna) e in questi giorni di deserto la prima cosa che mi viene in mente è (anche se so benissimo che le “sfighe” sono di tanti tipi e non si fermano certo solo per un virus): “Ecco, un altro …” e mentre lo penso, ringrazio di potermene stare in casa per scrivere a un amico.
La seconda parte del tuo messaggio purtroppo mi coglie impreparato: non conosco Yuval Noah Harari, ma da quello che ho potuto vedere, mentre cercavo di informarmi un minimo su di lui, è un personaggio del quale vale certamente la pena di conoscere il pensiero e di questo spunto ti ringrazio. Ma proprio perché non lo conosco e nemmeno conosco il contesto della sua citazione, non posso dire nulla al riguardo, anche perché il senso delle parole che hai citato al momento non mi è chiaro, anzi mi risulta piuttosto ambiguo, per cui se ti va rimanderei la nostra conversazione in proposito più avanti.
Sappi che ti sfrutterò pubblicando il tuo pensiero e i miei deliri (questi) sul mio blog al quale manco da un po’.
A presto, abbi cura della tua salute
Stefano M.