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Forse non è l’età ma il tempo che viviamo

Ma sono io che sto invecchiando ? (la domanda è retorica, è ovviamente un dato di fatto e vale per chiunque, mentre la risposta potrebbe invece non esserlo altrettanto) o il livello dello schifo sta salendo, politicamente parlando:

  • si indaga per turbativa elettorale (TURBATIVA ELETTORALE !?) per uno che ha deciso di esprimere pubblicamente il proprio dissenso con uno striscione critico contro personaggio pubblico di turno (in modo anche più educato di molti altri);
  • l’insegnante che ha fatto assieme ai propri alunni un interessante e didatticamente corretto, lavoro di classe raccogliendo i sentimenti dei propri studenti viene sospesa (e qualcuno che non ha nulla da fare che dare aria alla bocca se ne esce dicendo che dovrebbe essere “radiata” dall’insegnamento !!!) perché uno di questi video accosta le leggi razziali del periodo fascista al decreto sicurezza dell’attuale governo;

A questo siamo?

E poi si va in televisione a dire che il fascismo non esiste.

Perché, non sono forse fascisti nel profondo del loro animo questi solerti funzionari che pensano di lecchinare il proprio comandante con azioni bieche, così prive di senso e rispetto delle idee e del lavoro altrui?

Non è forse fascismo questo? e non ne faccio una questione lessicale, se avete autorità per poterne criticare l’aspetto grammaticale fate pure, chiamatelo come volete, ma la sostanza è la medesima: arroganza e sopraffazione !!!

E il comandante che vi si adegua anche solo nel silenzio ne è consapevolmente complice foss’anche solo per il ruolo di responsabilità che ricopre.

Questi sono i veri pericoli che corre la democrazia (la nostra democrazia) in questo tempo.

s.c.m.

Contraddizioni

Non credo che coloro che sostengono la politica del “1 vale 1” possano essere in buona fede sostenendo una così evidente contraddizione.

Non ci credo perché se ti presenti come paladino della meritocrazia, non puoi contemporaneamente sostenere la logica della indifferenziazione dei meriti e dei valori.

Meritocrazia per me è: 1 vale esattamente quanto dimostra di meritare.

Proporre la logica egualitaria del 1 vale 1 a tutti i livelli, in particolare in politica, non è meritocrazia e forse in fin dei conti neppure democrazia.

1 vale 1 non è un obiettivo da raggiungere, nella nostra imperfetta e zoppicante democrazia, 1 vale 1 esiste già: quando si partecipa alle elezioni, il mio voto vale tanto quanto quello di qualunque altro cittadino.

1 vale 1 uno quando esercito il mio diritto/dovere di voto.

Poi si potrà discutere della rinuncia al diritto/dovere di voto che a mio avviso non può essere una rinuncia passiva (pena la perdita di qualsiasi possibilità di replica) ma deve essere concretamente motivata ed attivata da altre forme di protesta democratica.

Per tornare alla logica del 1 vale 1, questa secondo me non può essere estesa alla responsabilità di governo. Chi viene delegato al governo non è più soltanto una persona che vale 1 ma ha una precisa responsabilità che gli è stata delegata da tutti gli 1 che lo hanno eletto, e sempre nel nostro imperfetto sistema democratico, si ritrova anche la responsabilità di rappresentare assieme agli 1 che lo hanno eletto anche tutti gli 1 che avrebbero preferito altri. Chi è al governo (ciascuno per la propria carica) non vale più 1 ma molto di più.

Sono fermamente convinto che, verso il basso, ogni singola persona abbia il medesimo valore e che questo significa che certamente ciasc1 deve avere pari diritti e contemporaneamente anche ed immancabilmente ciasc1 ha pari doveri.

Se quindi chi viene eletto al governo rappresenta il valore dei diritti di ciascuno, anche i doveri non sono più solo quelli della singola persona.

Al governo l’ignoranza, la superficialità, l’opportunismo e l’interesse di parte non possono valere tanto quanto la competenza, la serietà, e l’onestà.

Chi viene eletto non vale più 1 ma inevitabilmente molto di più e di questo deve essere in grado di rendersene conto e non deve trarne profitto per sé stesso in quanto singolarità ma semmai per tutta la comunità che è stato chiamato a rappresentare.

Ignoranza ed incompetenza non possono restare al governo.

Sistema Operativo !?

Pensavo,

se anche l’attività politica deve essere ridotta a “sistema operativo” oppure ad “applicazione” …

mi preoccupo …

un sistema operativo (nella mia limitata e probabilmente ignorante concezione) è in fin dei conti una lista di istruzioni da seguire …

non c’è gran che da discutere con un sistema operativo, non ho mai trovato un gran dialogo con una applicazione … per quanto “smart” essa possa essere.

Certo i sistemi operativi sono indispensabili per poter utilizzare strumenti complessi (e utili) come i computer …

ma anche con questi ultimi non mi pare che ci possa essere un gran dialogo …

Sono altrettanto certo che con computer e relativi sistemi operativi e applicazioni social (come questa …) si può entrare (o restare) in contatto con molte persone con le quali altrimenti non ci sarebbe opportunità di scambio …

ma si tratta sempre di scambi mediati dal “media” di turno … restano superficiali, sono occasioni di innesco …

poi se ho qualcosa da dire o argomentare non posso fare poi a meno di farlo a quattro (o più) occhi, a viva voce … non in 256 caratteri (o quelli che siano), non in poche righe di “stato” … e nemmeno un pagine e pagine (per quanto a volte mi piaccia comunque farlo) di noiosi blog (i quali peraltro sono spesso letti da pochissima gente) …

Continuo ad essere piuttosto scettico in merito alla democrazia elettronica … nonostante la mia passione e il mio interesse per informatica, telematica, computer e similari … (che risale a quando i miei genitori mi regalarono il mio primo computer: uno splendido ed indimenticato Spectrum) …

sarà l’età?

Oppure ancora una volta per qualche motivo più o meno oscuro si vuol far passare il mezzo per il fine (e vice versa) ?

scm