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Esperimenti …

Esperimento di grafica da immagini riprese su pellicola chimica (Ilford FP4) con una Mamiya 645 Super, sviluppate con monobagno Ars Imago utilizzando una daylight drum tank Lab-Box. Le immagini sono poi state digitalizzate con uno scanner Reflecta x120 e montate con iMovie.

Tra serietà ed equilibrio

Quello che segue non è proprio uno “spiegone” come adesso usa tanto dire ma più appropriatamente un vero e proprio “pippone”.
Tant’è.
Avevo già da qualche tempo la necessità di provare a fare un po’ di ordine nel caos dei pensieri di questi giorni strani.
Se ne avete il coraggio leggete e se credete rispondete o commentate; magari ne potrebbe seguire, per una volta, un dialogo o ancora meglio una discussione.
Sarebbe bello se quello che scrivo qui non restasse sempre solamente un “pippone”.

Buona lettura.

Non è facile per me scrivere di quello che mi passa per la testa in questi giorni strani.

Non è facile mantenere la lucidità e l’equilibrio necessari per non cadere negli stessi “errori” che mi ritrovo a criticare in tutto quello che leggo e sento sui giornali, alla radio, alla televisione e sui vari social-media che seguo più o meno costantemente.

C’è già un gran caos così, senza bisogno di aggiungere altro, eppure per quanto sia deleterio parlare a vanvera è, credo, altrettanto importante parlare.
Con serietà ed equilibrio, per quanto possibile e soprattutto cercando di restare al proprio posto senza tuttavia farselo fregare dagli altri.

Cosa intendo ?

Sono un architetto, ne ho i titoli e anche l’esperienza. Non sono invece un medico o uno scienziato specializzato in alcuna disciplina specifica.
Cerco di restare quindi nel posto che mi compete.
Tuttavia essendo, credo, dotato, quanto meno di buon senso, non mi va nemmeno che altri siedano al posto di esperti, medici o scienziati senza averne i titoli e l’esperienza.
Questo non esula dai limiti del “mio posto”.
Per capirci.

Tutti parlano, tutti scrivono, ciascuno a torto o a ragione ritiene di poter dire la sua. Giusto, più che giusto: giustissimo. 

Però secondo me la serietà e l’equilibrio non dovrebbero essere mai persi di vista, sia dagli esperti  che dagli scienziati, dai giornalisti ma nemmeno dalle persone comuni (come lo sono io) che parlano o scrivono di ciò che sta succedendo nelle nostre vite a causa di questa pandemia.

Serietà: 

Senza voler essere troppo pignoli credo che basterebbe sovrapporre alla parola “serietà” il vocabolo “onestà” (anche solo quella intellettuale) e si farebbero già molti passi avanti. 
Riflettere prima di dire e scrivere pensando alle parole e non scrivere come si risponde a uno che ti taglia la strada arrivando dalla tua sinistra con il semaforo rosso; modalità che invece sembra piuttosto comune sui vari “social media”.
Prendersi il tempo di riflettere si ciò che si scrive o si dice non è obsoleto o inutile ma solo serio, soprattutto quando si scrive supponendo che altri leggano.
Poi tenere sempre presente che scrivere o parlare ad altri di solito non è un obbligo e che se non si ha o non c’è nulla da dire, è sempre possibile stare in silenzio; spesso basterebbe prendere in seria considerazione questa opportunità.

Se la mia vicina di casa “non crede alle mascherine” non dovrebbe sentirsi in diritto di chiedermi se anche io non ci credo guardandomi di sbieco evidentemente convinta di essere molto più furba o intelligente di me essendo, tra l’altro, evidente la risposta dal momento che io, la mascherina, la sto indossando. Se la mia vicina di casa “non crede alle mascherine” tutto sommato non dovrebbe avere grandi problemi se io invece la porto, anche perché visto che la schivavo già da prima normalmente le sto certamente anche più alla larga adesso. Quindi perché sente il bisogno di avvicinarmi per fare domande inutili (certamente inutili per me, ma direi di nessuna utilità anche per lei), visto che non ho nessuna intenzione di argomentare con lei sul tema ?

Se incontro una persona di un’altra religione, o che so professare un credo diverso dal mio, eventualmente gli chiedo se ha voglia di spiegarmi il perché delle sua convinzioni; ascolto quello che eventualmente ha da dirmi e se capisco che ci può essere dialogo argomento a mia volta sulla mia fede o ragiono se ho trovato argomenti convincenti. Non la affronto chiedendo se anche lei condivide la mia fede, tanto meno se è evidente che non è così.

E in tutto questo non mi spingo a dare giudizi sulla sua “credenza” o meno nelle mascherine, in fin dei conti se mi sbaglio io, sono abbastanza sicuro di non arrecarle alcun danno, se invece fosse lei a sbagliarsi, la probabilità di arrecare danno ad altri sarebbe per lei decisamente più elevata.

Credo che da qui passi la differenza tra cercare di essere “seri” (senza tuttavia essere certi di riuscirci) ed essere semplicemente ignoranti, arroganti ed egoisti (e qui si, do un giudizio su chi professa un credo – o un “non credo” in questo caso – senza usare il cervello) solo per giustificare la propria esistenza.

Ma se è vero che “penso, quindi sono”, per me se non pensi … non sei (nel senso che non mi do la pena di perdere tempo con te).

Equilibrio:

Forse ancora più difficile che cercare di essere seri, è cercare di mantenere un equilibrio.
Siamo continuamente bersagliati da notizie di tutti i generi, da fonti più o meno “autorevoli”; diventa sempre più difficile verificare l’autorevolezza stessa delle fonti o delle persone; siamo bersagliati da colpi e contraccolpi di informazioni contraddittorie, a volte talmente smaccatamente false e tendenziose da rendere difficoltoso persino non farsi prendere dalla rabbia e spesso sono talmente stupide da non meritare certo di doverci spendere più tempo di un “vai a c….e”; a volte, invece, sono così destabilizzanti e preoccupanti ma contemporaneamente così concrete e credibili da toglierti quasi la capacità di astrarsi almeno quanto basta per conservare la lucidità di andare fino in fondo, verificarle ed eventualmente cercare di saperne di più … proprio per recuperare, in conoscenza, ciò che l’ansia dell’ignoranza ci tolgono.

Non è per niente facile restare equilibrati in mezzo a questa tempesta, sballottati come siamo da tutte le parti, eppure credo sia la cosa di cui in questo periodo abbiamo maggior bisogno. Pochi però hanno la volontà e forse nemmeno la forza per mantenersi in equilibrio.

E qui torniamo all’inizio di questa chiacchierata (o meglio forse monologo, visto che per chiacchierare è necessario essere almeno in due): basterebbe praticare più spesso l’onestà o uno qualunque dei suoi sinonimi.

Semplicemente.

Faticosamente.

S.C.M.

Per aspera ad astra

Una tranquilla mattina di inizio agosto, nell’anno del virus, sei e quaranta del mattino, circa.

Come sempre più o meno a quest’ora mi ritaglio un’oretta di lettura (non sono mai riuscito a leggere gran che alla sera, di solito mi cade il libro sulla faccia dopo poche righe).

Questa mattina però capita che il sole del mattino, salendo oltre i tetti delle case di via Mengoli e dribblando la tapparella della cucina ancora mezza abbassata per infilarsi tra la spalla della finestra e lo stipite della porta, mi arriva dritto in faccia …

Bella sensazione, in fin dei conti se “il sole bacia la fronte ai belli …”.

Vabbè lasciamo stare dai, se non altro l’autostima non è ancora scemata del tutto nonostante a volte sia immotivata ;-).

Abbandono la testa sul cuscino della poltrona, chiudo gli occhi “guardando” a est e mi godo il tepore del sole sulla faccia nella brezza fresca che entra dalla finestra nel silenzio di questa tranquilla mattina di agosto.

E mentre mi godo questa “bell’atmosfera” anche le sinapsi allentano la presa e dalla memoria bambina, chissà come, riemergono i ricordi delle avventure di Topolino in Formula 1 con il pilota Emerson Fritticaldi e in moto con Giacomo Tangostini.

Sorrido.

Poi le sinapsi, illuminate dal sole mattutino, per qualche altro insondabile motivo lasciano affiorare una domanda apparentemente sciocca: “Chissà se una volta fuori da questa pandemia, prima o poi i nostri nipoti leggeranno le avventure di Topolino e Paperino ai tempi dello Sbrock Down per il Carogna Virus ?”

Forse.

Sarebbe bello perché significherebbe che hanno superato questa “cosa”, che non è certamente  violenta come la guerra che hanno superato i nostri nonni ed in parte i nostri genitori (durante la quale in 6 anni hanno perso la vita più di 54 milioni di persone), ma ha comunque causato (ad oggi ma purtroppo proseguirà ancora finché non si riuscirà a trovare una cura o un vaccino efficaci), più di 700.000 morti nel mondo. 

Non è quindi possibile paragonare questa pandemia alla guerra, come fanno in modo superficiale in molti, tuttavia certamente resteranno cicatrici e conseguenze.

Mentre il sole sta salendo oltre il bordo della tapparella, penso che sarebbe stato bello se questa pandemia fosse stata solo un brutto film di fantascienza di serie B, sarebbe stato bello se i nostri figli non dovessero sopportarne (chi più chi meno certo) le conseguenze.

Poi, probabilmente agitate dal medesimo ottimismo fanciullesco di prima, le mie sinapsi di cinquantenne (inoltrato) hanno generato altri pensieri in libertà.

Forse, in effetti, privare i nostri figli dell’esperienze della pandemia significherebbe privarli di una parte della realtà.

Il ragionamento è paradossale ma mi suggerisce un parallelo.

Forse questa esperienza potrebbe influire sulla educazione dei loro figli, dei nostri nipoti e pronipoti.

Qui si che mi sento di fare un aggancio con la guerra che vissero i nostri nonni e i nostri genitori allora bambini.

Noi in fin dei conti siamo cresciuti in un mondo migliore del loro, nonostante noi ci si lamenti in continuazione delle crisi e dei problemi che dobbiamo affrontare, nonostante gli scienziati portino le lancette dell’orologio del mondo sempre più vicine alla mezzanotte, credo che i progressi fatti, se da un lato (quello oscuro), ci hanno portato ad una corsa frenetica ed incosciente verso un egoistico continuo “miglioramento” del nostro personale benessere, spesso scambiandolo impropriamente con quello di tutti gli altri, dall’altro chi hanno portato certamente ad un miglioramento delle condizioni di vita, non per tutti, ma per molti. Per quel che posso osservare anche in Africa, in Tanzania, nonostante il perdurare di aspri contrasti credo che la medi, pur sempre molto più bassa della nostra, si sia comunque alzata.

Oggi abbiamo strumenti e risorse per poter combattere virus e malattie che i nostri genitori e nonni non avrebbero potuto minimamente fronteggiare.

Si è vero che mascherine, distanziamento ed igiene personale non sono novità e che anche i nostri nonni potevano starsene chiusi in casa, uscire con la mascherina e lavarsi le mani col sapone ma non avevano certamente a disposizione la conoscenza che abbiamo noi oggi e nemmeno la comunicazione che nonostante le fake news è fondamentale per poter condividere la consapevolezza di ciò che succede e di come si può reagire. 

Molte delle malattie che hanno causato immense e diffuse sofferente alle generazioni che ci hanno preceduto sono state pressoché debellate o comunque si possono curare, e forse succederà anche con questo “Carogna Virus”.

Soprattutto però ci hanno consegnato (almeno in Europa e in “occidente”) un periodo di pace relativa o almeno di ridotti conflitti se paragonato alla prima metà del secolo scorso dove in nemmeno 50 anni hanno perso la vita più di 60 milioni di persone e un numero molto maggiore ha dovuto sopportare dolori e sofferenze inimmaginabili.

Nella consapevolezza di tutto ciò che ancora causa sofferenze e morte nel mondo di oggi, penso che le generazioni che ci hanno preceduto ci abbiano lasciato un mondo se non migliore almeno “meno peggio” di quello che hanno vissuto loro.

Forse è proprio la nostra generazione che non può dire altrettanto, anzi che ha la colpa di non aver saputo migliorare ciò che ci è stato consegnato da chi ci ha preceduto, lasciando a chi ci seguirà (quindi proprio ai nostri figli) un mondo non così migliore quanto ci si sarebbe aspettato.

La speranza che mi permette di alzarmi dalla poltrona e proseguire è proprio che dall’esperienza degli errori e dei fallimenti della generazione che li sta precedendo, assieme a quella portata dalle conseguenze di questa pandemia, la prossima generazione possa riuscire a comprendere e correggere i nostri errori ed educare i loro figli ad un maggiore rispetto del pianeta in cui viviamo e degli altri esseri (tutti) che lo popolano; così come i nostri genitori hanno educato noi alla pace ed alla cura della libertà (Solo che noi abbiamo ben pensato che ci si potesse liberamente prendere tutto).

Ormai il sole è alto e devo andare a lavorare ma ho la speranza che le asperità di questo periodo possano dare ai nostri figli strumenti ed idee per migliorare loro stessi, l’ambiente in cui vivono ed educare i loro figli al rispetto di ciò che abbiamo sapendo che deve essere condiviso.

Per aspera ad astra (*), appunto.

Buona giornata !

S.C.M.

Ungheria : Orban assume pieni poteri e mette in quarantena la democrazia.

Il primo ministro ha ottenuto pieni poteri per governare per decreto senza limiti di tempo, estromettendo il Parlamento dal controllo.

L’emergenza sanitaria dovuta all’epidemia di Covid-19, la malattia causata dalla diffusione del virus SARS-CoV-2 (Severe Acute Respiratory Sindrome – Coronavirus – 2), comparsa inizialmente nella provincia di Wuhan in Cina tra dicembre 2019 e gennaio 2020, dichiarata dalla Organizzazione Mondiale Della Sanità (WHO, World Health Organization) emergenza internazionale il 30 gennaio 2020 e classificata poi come pandemia l’11 marzo 2020, è ormai diffusa in tutto il mondo.

Attualmente (18 aprile 2020) le zone più colpite sono l’Europa e gli Stati Uniti; in particolare in Europa l’epidemia, cominciata in Italia, si è presto diffusa in tutti i paesi dell’Unione.

L’Ungheria con 1.834 persone contagiate e confermate, 231 guariti e 172 decessi (fonte : Google al 17 aprile), sta affrontando la difficile fase di espansione, anche se con numeri inferiori agli stati più colpiti.
Proprio durante la fase espansiva del contagio i sistemi sanitari delle nazioni colpite vengono messi a durissima prova, sia per le strutture, che per il personale medico sanitario.

Il sistema sanitario ungherese era già in condizioni critiche, a causa dei tagli economici subiti per decenni, i più importanti e recenti dei quali sono stati inflitti proprio durante i governi condotti da Viktor Orbán.

Viktor Mihály Orbán (nato a Székesfehérvár il 23 maggio 1963) fa parte di Fidesz – unione civica ungherese, formazione politica traslata dall’iniziale liberalismo all’attuale sovranismo nazionale populista, proprio sotto la sua conduzione, ed è a capo del governo ungherese dal 2010 (dopo un primo periodo di governo dal 1998 al 2002).

In questi 10 anni, il suo governo, sostenuto da un’ampia parte dell’elettorato ungherese (49,7% alle ultime elezioni del 2018), ha tenacemente perseguito una politica nazionalista cercando di limitare in ogni modo le voci dell’opposizione, cavalcando con grande successo il diffuso sentimento di nazionalismo anti-europeista, restando tuttavia sino ad ora nel rispetto delle regole democratiche.

Da tempo i giornalisti e gli oppositori del suo governo lamentano questo tipo di atteggiamento sempre più autoritario.

Proprio in questo momento di grande difficoltà del paese, dovuta al dilagare dell’epidemia, il primo ministro ungherese, forte della schiacciante maggioranza parlamentare, fa approvare una legge che gli conferisce pieni poteri motivandola con il contrasto all’epidemia.
Cercando in questo modo di nascondere la crisi del sistema sanitario nazionale, in gran parte aggravata proprio dai governi da lui stesso presieduti.
Il tutto riducendo al silenzio oltre ai giornalisti anche medici e infermieri.

La legge approvata nella seduta del 30 marzo 2020 a larga maggioranza (138 voti a favore e 53 contrari) consente al premier magiaro di governare assumendosi tutti i poteri dello stato per decreto, senza limiti di tempo né avversari.

L’opposizione è insorta : “lei vuole mano libera per eliminare anche ciò che resta della libertà di opinione” ha accusato la deputata di “Dialogo per l’Ungheria” (partito politico ungherese ecologista di centrosinistra); “Ha inizio la dittatura di Orban” dichiara il deputato socialista Tamas Haranzogo.
In un intervista al fatto quotidiano il giornalista ungherese Gábor Polyák dice : “É dal 2010 che vengono approvate norme contro lo stato di diritto inimmaginabili – e aggiunge – è da più di dieci anni che viviamo governati da una persona che non viene controllata né limitata in alcun modo. Sappiamo che Orban odia qualsiasi tipo di interferenza e di dibattito : adesso ha avuto formalmente la possibilità di eliminarli.”

L’ambasciatore ungherese in Italia, alla domanda, “Orban, una volta finita l’emergenza, sospenderà questa legge?” risponde “Non ne ha bisogno sul lungo periodo, politicamente è troppo rischioso, ma sarà il vincitore quando annuncerà che il periodo del governo per decreto sarà finito.”

Attualmente i provvedimenti presi dal governo sono stati oltre al coprifuoco già in vigore, l’impiego dei militari per la conduzione delle imprese strategiche e i servizi essenziali.

Tuttavia, anche in considerazione dei numeri dell’epidemia in Ungheria, che non sono paragonabili a quelli ben più gravi di altre nazioni della Comunità Europea, la legge di Orban sui pieni poteri non era evidentemente necessaria al fine di introdurre efficaci misure di contenimento.

Inoltre, impegnata in questa drammatica battaglia, l’Europa non ha trovato il tempo e forse neppure voglia di mandare un forte avvertimento ad Orban, per fermarne la deriva autoritaria.

Il venir meno della suddivisione dei poteri dello stato, mette di fatto in quarantena la democrazia ungherese.

In un sistema democratico un meccanismo, anche se condiviso, che conduca comunque ad un esito anti-democratico non dovrebbe essere ammissibile. Una maggioranza, anche in quanto tale, in democrazia non può annientare l’opposizione pur minoritaria.

L’UE rischia di ritrovarsi fra i suoi membri una dittatura, a Budapest la democrazia si spegne nel silenzio.

LaManser

La pandemia in Africa e in Tanzania

Riporto di seguito il mio ultimo contributo pubblicato sul bollettino on-line della associazione Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere.

La pandemia in Africa

Coronavirus, complotti, laboratori misteriosi, fake news, etc …

Bene visto che un po’ di tempo l’abbiamo oggi ne metto in poco per avventurarmi lungo un pendio ripido e scivoloso, ma affascinante:

fake news, fact checking, coronavirus e complotti.

Durissima ma divertente e stimolante.

Premesse (se non avete tempo per una piccola divagazione autobiografica passate pure oltre):

  1. sono un architetto e quindi i miei studi e la mia formazione (istituzionale) sono stati quelli che a ciò mi hanno portato, ho sempre però nutrito interesse per le scienze naturali e per la fisica, (questo non fa di me uno scienziato, ma so esattamente cosa si intende per “metodo scientifico”).
  2. Nella mia curiosa esperienza formativa e professionale mi sono trovato a dovermi confrontare proprio con il metodo scientifico, dovendolo applicare con rigore nelle mia recente (ormai pluriennale comunque) attività di forensic fire analysis che in sintesi ha lo scopo di ricostruire origine e causa di un incendio.sono un architetto e quindi i miei studi e la mia formazione (istituzionale) sono stati quelli che a ciò mi hanno portato, ho sempre però nutrito interesse per le scienze naturali e per la fisica, (questo non fa di me uno scienziato, ma so esattamente cosa si intende per “metodo scientifico”).
  3. Uno dei ricordi più forti del passaggio dall’infanzia alla adolescenza è stato il momento in cui mi sono reso conto che uno dei temi che più mi affascinava in quel periodo della mia vita erano bugie. Le bugie possono essere di molti tipi, dette per diversi motivi, e persino essere in buona fede, ma bugie restano: distorsioni della realtà. In quel periodo della mia vita ero affascinato dalla fantascienza, ho letto tutti i libri di Isaac Asimov (quasi tutti), ho visto quanti più film di fantascienza possibile (dal primo “guerre stellari” alle retrospettive dei “B” movies tipo “Il giorno dei trifidi”, “L’invasione degli ultracorpi” e la serie del Dr. Qatermass. Naturalmente mi sono letto tutto ciò che si poteva leggere anche sugli U.F.O. compresi tutti i libri di Peter Colosimo. Per fortuna mia mamma, insegnante di matematica e scienze laureata in Scienze Naturali, accortasi di questa mia “deriva” ha iniziato a suggerirmi libri più scientifici e partendo proprio da Isaac Asimov, mi ha avviato a letture più scientifiche come “Il libro di fisica” e altri libri (certamente divulgativi e alla portata della testa di un sedicenne ma evidentemente scelti abbastanza bene da riuscire ad entusiasmarmi nella lettura). Ricordo ancora con chiarezza il momento in cui dopo, avere letto come si è formato l’universo, quali meccanismi lo regolano, come funziona le teoria della relatività, come è stata scoperta l’energia atomica, sono andato a rileggermi uno dei saggi più gettonati (allora) di Peter Colosimo e mi sono accorto di quante cose non potevano tornare. Quando da bambino ho scoperto che le letterine che allora si scrivevano a Gesù Bambino, in realtà non uscivano nemmeno di casa, sono rimasto un po’ deluso (ma anche contento di sapere che tutti i bei regali che avevo ricevuto alla fine mi erano stati regalati dai miei genitori e dai nonni), ma quando mi sono reso conto di quante bugie venivano raccontate sugli UFO e di quanto immenso e affascinante e comunque pieno di misteri fosse l’universo reale mi sono sentito adulto. Tutto questo per spiegare che il motivo per cui non credo ai complottismi come non credo che la terra sia piatta e non credo che gli Stati Uniti abbiano un alieno surgelato in qualche laboratorio nascosto. E’ di gran lunga più facile che a qualche matto scappi di far saltare in aria una bomba atomica.

Bene. fatta questa lunga premessa autobiografica della quale potrebbe non importarvi nulla, veniamo al punto:

La speranza che una volta superata l’emergenza Coronavirus, il nostro possa diventare un paese migliore, si abbassa di molto secondo me se il “leader” della opposizione twitta (non avendo evidentemente nulla di meglio da fare) per informare i suoi adepti che il suo partito farà una interrogazione parlamentare (!!!) per chiedere al governo spiegazioni a proposito di un documento della RAI trasmesso dal TG Leonardo a proposito di un esperimento condotto nel 2015 per tentare di modificare un virus modificandone l’RNA.

Ma un minimo di verifica? Prima di far perdere tempo in parlamento ad un governo che mi pare si possa dire, in questo momento abbia cose piuttosto urgenti da gestire.

Un minimo di serietà e di responsabilità da parte di persone che dovrebbero avere la consapevolezza di essere di riferimento per una notevole (e qui mi dispiaccio) parte della popolazione italiana, dovrebbe essere dovuta. Invece no.

Siccome qualche pirla, in malafede come lui, ha pensato bene che in un momento come questo, un po’ di casino ci voleva ed ha quindi pensato di pubblicare sui sòccialmedia un servizio giornalistico televisivo che solo in apparenza ha attinenze con la situazione attuale, e lo fa gridando “al complotto !!! … al complotto !!! Condividete !!! Diffondete subito !!! senza perdere tempo per approfondire mi raccomando perché lo toglieranno subito !!! … è tutto vero !!! …” e via così, bene, al felpato non è parso vero di recuperare un po’ di “like” in più gonfiando il petto e a testa alta gridare che sarà portata avanti una coraggiosissima (?!) interrogazione parlamentare… 

Purtroppo ho visto anche diverse persone che sono cascate nel trabocchetto ed hanno fatto altrettanto : pochi (nessuno!) si sono presi la briga di approfondire e verificare la notizia, ma si sono lasciati portare dal consolatorio vittimismo del complotto di laboratorio degli scienziati al soldo dei poteri forti, che è esattamente ciò cui ambiscono coloro che avvelenano internet per un profitto personale: molti, moltissimi click in più che danno loro nel migliore dei casi un po’ di notorietà di cui bullarsi e nel peggiore un sacco di soldi.

Eppure per verificare la reale entità di questa notizia (che per altro in questo caso è vera ! ma è l’utilizzo che se ne fa che è fuorviante e strumentale), non ci vuole nemmeno un grande sforzo perché in molti avevano già fatto e divulgato tutti i chiarimenti del caso e basta prendere quello di cui ti fidi di più e andare a verificarne le fonti …

Occorre però metterci un po’ di tempo e anche un po’ di cervello e capacità critica autonoma … insomma un minimo di sbattimento (o anche solo di curiosità !)

Una per molte : Open online di Mentana, sezione “fact checking” … e se non vi fidate di Mentana perché ritenete che anche lui si sia venduto ai poteri forti … fate lo sforzo di verificare da qualcuno di vostra fiducia, però deve essere sufficientemente onesto e serio da documentare tutto con nomi e date delle fonti, poi di verificatele !

Non dico che sia necessario comprendere il significato profondo di un articolo scientifico pubblicato su una accreditata pubblicazione scientifica, ma se in effetti l’articolo del tale ricercatore che da conto della tale ricerca esiste è assai probabile che la notizia sia vera, perché in questi casi è proprio ciò che le riviste scientifiche (ACCREDITATE) fanno: la verifica degli articoli che pubblicano. E siccome tutti possono sbagliare, le pubblicazioni serie ritirano ciò che eventualmente potrebbe essere sfuggito al primo vaglio.

Quindi, in questo caso, siccome esistono fonti accreditate che hanno analizzato e verificato che NON esiste nessun legame tra l’esperimento di laboratorio citato nel servizio televisivo del TG Leonardo (che tra l’altro secondo me resta uno dei programmi televisivi più interessanti per una informazione veloce ma attendibile) e l’attuale SARS-CoV2 (e magari andatevi anche a studiare cosa significa SARS-CoV2).

Mi fido se scienziati (magari antipatici) di fama comprovata (che significa che se anche hanno detto sciocchezze lo hanno poi riconosciuto) e citate riviste anche di divulgazione mi dicono che di questo virus che in tanti stanno studiando da tutti i punti di vista possibili non reca tracce di manipolazioni in laboratorio.

Poi per carità tutto è possibile ovviamente ma perché dovrei credere ad una complessa macchinazione complottistica se la soluzione che si propone come naturale è assai più semplice ?

Per documentarsi un poco giusto per iniziare:

https://www.open.online/2020/03/25/coronavirus-come-sono-nate-le-teorie-di-complotto-e-perche-sono-infondate/

https://www.open.online/2020/03/25/il-video-di-tgr-leonardo-del-2015-e-il-coronavirus-ingegnerizzato-in-laboratorio-non-e-il-sars-cov-2/

https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2001316

https://www.lastampa.it/cronaca/2020/03/25/news/il-coronavirus-non-nasce-in-un-laboratorio-cinese-ecco-perche-quella-di-salvini-e-una-bufala-1.38637455?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter&fbclid=IwAR1jAKaeLcQ6x3jKNlBny3xXe9IKUOZUAR8vVp9GUhQZx2QARtK4m-aT_hA&refresh_ce

Infine una nota per completezza: non ho dato per scontato che il noto leader della opposizione abbia effettivamente scritto quello che ho detto all’inizio ma sono andato a vedermi i suoi tweet e ho verificato che, si lo ha fatto, e mi sono salvato la schermata (così a futura memoria)

Nulla è mai gratuito, anche io ci ho messo una mezza mattina a scrivere ste due cavolate ma credo che sarebbe utile che tutti ci sforzassimo di essere un poco più seri.

Ah!, Buon giorno …

Pensieri da “clausura”

L’amico Stefano Ferrari, che ringrazio per essere sempre di stimolo, ha voluto condividere con me alcune sue riflessioni fatte in questo “tempo sospeso”.

Con Stefano abbiamo spesso scambi di opinioni non sempre allineate, e questo come ho detto è davvero di grande stimolo e di più, in questo momento anche di aiuto per cercare di non mandare i pensieri in “fuori giri”.

Quindi nell’illusione che anche qualche altro amico ci legga condivido con tutti le mie “repliche” che ovviamente non pretendono di essere autorevoli riferimenti ma solo un altro spunto per una discussione che magari potrebbe attivarsi nei commenti di seguito a questo articolo.

Incollo la copia del messaggio di Stefano e inserisco i miei pensieri dopo.

Pensieri da covid 19 (di Stefano Ferrari)

Questo virus ha avvicinato il pettine ai nodi, e sono tanti, una evidente inadeguatezza della politica italiana che è stata eletta con sistemi tutt’altro che meritori, una ancor più evidente inadeguatezza del sistema scolastico che sforna a ritmi forsennati laureati che sono essenzialmente degli umanoidi con qualche competenza, una drammatica inadeguatezza del sistema produttivo che ha affidato la guida ai figli dei vari cumenda che molto spesso conoscono meglio il valore di un aperitivo a Ibiza  piuttosto che il valore di un bene che producono.

L’Italia dei furbi, che se anni fa veniva stigmatizzata adesso viene adorata.

Ma il pettine si incaglia sul sistema finanziario, chi legge anche distrattamente le cronache di finanza sa che ormai da un decennio tutte le banche mondiali stampano soldi da destinare solo ed esclusivamente alla finanza, alla economia reale, a volte, arriva qualche briciola, bene, il risultato? tutti più poveri e pochissimi ricchissimi, capacità di movimento della politica pari a quasi zero, e folle di pecoroni plaudenti in occasione del respingimento di qualche disperato che scappa da guerre e fame.

Periodo eccezionale, tutti a casa, il pensiero più ricorrente che attraversa internet è su come trovare un modo di fare il furbo.

E quei politici che azzardano qualche dichiarazione, se ne escono con starnazzanti polemicucce a proposito di una tecnica espositiva del messaggio, del “io l’avevo detto prima”, nessuno che provi a dire: proviamo a pensare a qualcosa di nuovo, ovvio, servirebbero capacità, competenze, cervello funzionante.

Lo scrittore Harari sintetizza efficacemente un mito attuale:

Ciascuno di noi possiede all’interno di sé un brillante raggio di luce che dà valore e significato alla propria vita. Nelle moderne scuole dell’Occidente, insegnanti e genitori dicono ai bambini che, se i compagni di classe li prendono in giro, devono ignorare la cosa. Soltanto loro stessi, non altri, sanno qual è il proprio vero valore.

Questi bambini sono cresciuti, stanno crescendo. Questo è il risultato.

Qui di seguito le mie personali considerazioni:

Ciao Stefano,
è un piacere sentirti, ho letto come sempre con curiosità ed interesse il tuo messaggio.
Ovviamente non sono del tutto d’accordo con la prima parte , credo che la questione relativa al “come siamo” sia molto più complessa, ma su alcuni punti sono in sintonia: vent’anni di “liberismo” proposto come la panacea a tutti mali della società e metodo veloce per stare meglio, hanno sdoganato il “furbettismo” illudendo molti furbetti (più o meno ignoranti, letteralmente parlando) che stessero bene in quanto appunto furbetti.
L’illusione stava nel fatto che quelli più “furbi” di loro (gli scaltri e gli opportunisti) nel fare soldi a palate e concentrare un enorme potere nelle mani di pochi, lasciavano loro (ai furbetti) solo briciole, consistenti se paragonate alla loro pochezza ma contemporaneamente altrettanto inconsistenti se confrontate con la mole di potere che gli altri stavano rastrellando.
Finita la “mietitura”, ai furbetti sono mancate le spigolature e il “furbettismo” si è trasformato in “malpancismo”, rancore, rabbia, dalle quali uscire costa ovviamente fatica e sacrificio,  cose che per i furbetti non sono in vocabolario.
Qui gli opportunisti di turno hanno trovato una nuova fonte di potere:
La paura.
Nulla di nuovo sotto il sole, ma questa volta i furbetti, arrabbiati, hanno a disposizione un megafono che li illude di essere in molti e quindi di essere maggioranza e come sempre senza fare il minimo sforzo critico, prendono l’illusione per realtà ed escono allo scoperto, convinti di essere nel giusto perché vedono solo gli altri come loro e quindi pensano di essere l’intero, del quale invece sono solo una parte.
Alla fine sono comunque in tanti, ma non sono la maggioranza.
O almeno io mi illudo di questo: Resto convinto che le persone con un cervello funzionante, una coscienza, un minimo di senso critico, umiltà e rettitudine siano la maggioranza ma una maggioranza che si tiene alla larga dal rumore e dal caos se solo ne ha la possibilità e fino a quando può. Resto convinto che oltre le immagini della corsa ai treni o ai traghetti per tornare a casa dai propri cari, pur sapendo bene che c’è la reale possibilità di portare loro (e non solo) anche la malattia, questo faccia parte certamente di quel carattere irrazionale che ci contraddistingue tutti come Italiani (ma in diversa misura); resto convinto, dicevo, che la maggioranza delle persone, degli italiani, sia di persone consapevoli, responsabili, forse non proprio definibili come razionali ma certamente lucide e consapevoli, questo si.
Solo che questa maggioranza, silenziosa, non rende sui social, non può essere sfruttata come audience per essere poi persuasa dalle sirene dei social, e quindi non risulta istantaneamente visibile e quindi non utile per la diffusione della paura ignorante che consegna il potere agli opportunisti di turno (per fortuna). 
Se però dobbiamo indubbiamente dare merito, ad esempio, al personale della sanità (dal primario all’ultimo dei portantini, senza dimenticare chi si occupa di tenere puliti gli ospedali), è proprio a questa “maggioranza silenziosa” che bisogna rendere merito dei primi numeri positivi di questi due giorni, e siccome è altrettanto vero che è troppo presto per cantare vittoria lo è anche il fatto che è sempre questa maggioranza di persone che permetterà alla comunità di venirne comunque fuori alla fine.
Purtroppo la classe politica che attualmente esprime il governo del paese è stata eletta (eh si ! Il parlamento è stato eletto regolarmente e liberamente dagli Italiani, certamente da tutti quelli che a votare ci sono andati) non credo esprima la realtà di quella maggioranza cui faccio riferimento. Infatti se qualcosa manca a questa “maggioranza silenziosa” è forse proprio la fiducia nella politica, ed è un grave errore, perché così si è lasciata la politica in mano a personaggi di minima levatura espressione del furbettismo e del rancore passivo e brontolone che (in parte) trovando corpo e legittimazione principalmente (non solo) con l’avvento dei social media si è ritenuta maggioranza.
Per fortuna il parlamento ha mantenuto una quota di rappresentatività anche dell’Italia più seria e (per fortuna) nel momento in cui il paese (e quindi anche una parte della maggioranza silenziosa) ha dato segnali dissonanti, il parlamento dicevo è riuscito ad esprimere un governo decente e che con i limiti di chi si trova a dover fare scelte difficili in una situazione del tutto nuova dove le esperienze del passato hanno utilità relativa, ha fatto, credo, il meglio possibile cercando di tenere l’equilibrio tra realtà scientifica, realtà sociale e realtà economica. Realtà, non “racconto della realtà”.
Il discorso è certamente più lungo e complesso e altrettanto certamente oltre le mie possibilità di analisi, tuttavia ciascuno ha strumenti critici, di coscienza e di analisi sufficienti per trarre le proprie sintesi, l’importante è che non ci si fermi alla superficie degli strilli, delle notizie buttate nel megafono social o sbandierate in malafede per fomentare paure più o meno latenti e fittizie ma ci si prenda il tempo e l’impegno di fermarsi un attimo (cosa che in questo “tempo sospeso” abbiamo l’occasione di ritrovare – almeno alcuni di noi) per pensare con la nostra testa, riprendere la capacità di distinguere in coscienza tra vero e falso e tra bene e male, che ovviamente sono parametri soggettivi per ciascuno, ma se messi assieme con onestà definiscono certamente insiemi condivisibili.
Spero davvero che questa tempesta che ha causato e continua causare dolore e sofferenza (forse non maggiori di altre situazioni ma certamente di impatto più intenso e globale), valga proprio a questo: una riflessione cui segua una presa di consapevolezza seria e che porti allo scoperto la maggioranza silenziosa rendendola consapevole del proprio peso e del proprio valore oltre che naturalmente della propria diversità intrinseca.
Qui mi fermo altrimenti mi “incarto” da solo, sento passare una sirena, (io abito dietro all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna) e in questi giorni di deserto la prima cosa che mi viene in mente è (anche se so benissimo che le “sfighe” sono di tanti tipi e non si fermano certo solo per un virus): “Ecco, un altro …” e mentre lo penso, ringrazio di potermene stare in casa per scrivere a un amico.
La seconda parte del tuo messaggio purtroppo mi coglie impreparato: non conosco Yuval Noah Harari, ma da quello che ho potuto vedere, mentre cercavo di informarmi un minimo su di lui, è un personaggio del quale vale certamente la pena di conoscere il pensiero e di questo spunto ti ringrazio. Ma proprio perché non lo conosco e nemmeno conosco il contesto della sua citazione, non posso dire nulla al riguardo, anche perché il senso delle parole che hai citato al momento non mi è chiaro, anzi mi risulta piuttosto ambiguo, per cui se ti va rimanderei la nostra conversazione in proposito più avanti.
Sappi che ti sfrutterò pubblicando il tuo pensiero e i miei deliri (questi) sul mio blog al quale manco da un po’.
A presto, abbi cura della tua salute
Stefano M.

Il liceo scientifico si tempi del virus

Sofia ha iniziato il Fermi quest’anno, il liceo scientifico dove si è diplomata mia sorella, quattro cugini e una decina abbondante di amici miei.

Da quando lo frequentava mia sorella ha sempre avuto il nome di un ottimo liceo scientifico, sempre nominato tra i migliori di Bologna, sempre diretto da ottimi presidi, spesso distinti per lungimiranza e per capacità di rapportarsi con gli studenti, di coinvolgerli e di ottenere la loro fiducia.

Il passaggio dalle medie alle superiori è certamente difficile, soprattutto se lo devi affrontare frequentando una scuola che vuole presentarsi come eccellenza e che è conosciuta per essere molto esigente nei confronti degli studenti.

Tutti bravi i professori, forse un po’ troppo competitivi tra di loro, forse un po’ troppo pieni di sé e convinti che che gli studenti debbano solo stare sui libri senza dover pensare ad altro.

Per me un po’ troppo “fenomeni” sulla pelle degli studenti, la macchina del tempo va a rovescio e non è solamente colpa dei professori e dell’istituzione “scuola” che un poco alla volta ha rinunciato a tutte le “conquiste” (?) seguite al ‘68 e al ‘78. Discorso lungo che magari si potrà affrontare in un altro momento.

Ma per tornare ai tempi del virus, il nostro Corona Virus, mi sarei aspettato molto di più da una scuola, anzi da un liceo scientifico, anzi dal Liceo Scientifico Enrico Fermi, che ambisce assieme ai suoi ottimi (non buoni ma certamente ottimi) docenti, arrivare ad essere un istituto di eccellenza.

Si perché mi aspettavo che gli insegnanti bravi di un eccellente liceo scientifico avrebbero colto l’occasione per affrontare i temi scientifici legati ai virus e alle epidemie, mi aspettavo che avrebbero colto l’occasione per affrontare, ciascuno dalla prospettiva della sua materia, questi temi, rilevanti sul piano scientifico, assieme agli studenti, specialmente quelli del primo anno.

In un momento di confusione, nel momento in cui l’ignoranza viene orgogliosamente sdoganata come una condizioni di cui andare fieri, nel momento in cui chiunque si può sentire legittimato a dire qualsiasi sciocchezza con la certezza di avere comunque un uditorio, mi sarei aspettato che gli insegnanti avrebbero colto l’occasione per cercare di dare ai ragazzi qualche strumento utile per orientarsi un minimo nel caos di questi giorni.

Fino poi ad arrivare al momento della decisione di chiudere le scuole, interrompere l’attività didattica e sospendere le lezioni, e qui avrei pensato che sarebbe stato opportuno mantenere un contatto con i ragazzi, cercare si spiegare, dare strumenti di elaborazione, mantenere saldi i punti di riferimento, e invece l’unico contatto è stato affidato alla efficientissima segreteria che ha continuato ad emettere, solerte, tutte le informazioni amministrative che le venivano trasmesse.

Gli studenti sono stati lasciati nel loro brodo, qualunque fossero gli ingredienti.

Si, molto deludenti gli insegnanti, molto deludente il dirigente, si sono perse occasioni per dimostrare quali dovrebbero essere i soggetti principali di una scuola che mira all’eccellenza: gli studenti.