Chi sono e cosa ci faccio qui

Sono Stefano Manservisi, classe 1962, architetto, bolognese, sposato con Manuela, architetto (la stessa persona assieme alla quale mi sono laureato a Firenze e che ora è mia moglie, mamma di Sofia e socia assieme a me di Gruppozero ambientearchitettura), papà di Sofia, splendida figlia che spero possa vedere un mondo altrettanto bello, appassionato di fotografia, di motociclette e di droni, dal 1984 impegnato con Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere, associazione di volontariato della quale mi è stata affidata la guida dal 2014, operante per progetti di promozione umana prevalentemente in Tanzania …

Mi sono ritagliato questo spazio come “diario” dove scrivere quello che penso, assumendone qui la responsabilità. Le parole volano e scrivere ciò che passa per la mente (per quanto marginale) credo possa essere utile per riflettere, almeno un poco, su ciò che attraversiamo durante la nostra vita cercando di non farsi solo portare dalla corrente …

Ovvero siccome di cose ne succedono molte e se ne dicono di più … a volte è opportuno prima di dire anche la propria ragionarci sopra con la propria testa.

Ovviamente se nessuno ci ascolta o ci legge è un po come … farsi delle pippe, ti sfoghi certo, ma non c’è poi una gran soddisfazione.

Comunque da qualche parte si deve pur cominciare … allora lo faccio qui.

Alla peggio, appunto, mi sfogo.

P.S.
La fotografia del titolo è stata scattata da me sulla spiaggia di Dar Es Salaam nel 2011 … dove ragazzi che per campare devono fare acrobazie notevoli, facevano capriole all’indietro sulla spiaggia davanti all’oceano indiano.

Io quel fisico lì non l’ho di sicuro … né sulla spiaggia e neppure nella vita suppongo !!! (ma queste sono considerazioni personali)

P.P.S.
Tempo fa (non moltissimo) per sfogarmi ascoltavo i Deep Purple o i Led Zeppelin con il volume a manetta, cosa ora spostata nel settore “piccoli piaceri (e con moderazione) … un po’ meno di tempo fa (non molto) per sfogarmi andavo a fare “due pieghe” in moto … cosa anch’essa spostata nel settore “piccoli piaceri” (e con moderazione) … adesso per sfogarmi scrivo due parole (al vento!) … Cacchio! come passa il tempo! 😉

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