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Non è colpa della scuola !!!

Non direttamente e forse anche non solo indirettamente (per il carico sui trasporti).
Qualcuno ricorda cos’altro è successo a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico?
No ? Beh io invece si.
Se ne avete voglia beccatevi un altro “pippone” !

Riflessioni e date

Si fa un gran parlare delle date e dei dati della pandemia, in particolare viene spesso sottolineato che considerando che i dati “registrano” una situazione che origina circa 7-15 giorni prima della registrazione del dato (ovvero un tempo più o meno coincidente con il periodo di incubazione della malattia) e considerando che l’impennata dei casi è stata registrata nei primi giorni di ottobre, viene conseguentemente argomentato che circa 15 giorni prima di questa ultima “impennata”, sono state riaperte le scuole per l’inizio del nuovo anno scolastico.

Quindi (sempre riportando i vari articoli giornalistici, interviste, talk televisivi o discussioni sui social da persone più o meno titolate a farlo) la ripresa del contagio viene messa direttamente o indirettamente in relazione alla riapertura della scuola.

Forse si forse no.

C’è chi cita studi e analisi epidemiologici che sembrerebbero dare come estremamente ridotto il numero di contagi riferibile direttamente a contatti avvenuti in ambito scolastico. Ma poi bisognerebbe andare ad approfondire: cosa significa “ambito scolastico” ? è possibile distinguere in modo attendibile i contagi che sono avvenuti fuori dai cancelli delle scuole da quelli che sono avvenuti dentro ? Questo indicatore complessivo nazionale è omogeneamente applicabile a tutte le regioni ? oppure ci sono state regioni o situazioni dove la lettura dei contagi in “ambito scolastico” ha dato esiti diversi che poi si sono stemperati nel dato aggregato ?

C’è chi argomenta che l’apertura delle scuola, dopo una estate di faticosa riorganizzazione, coincide ovviamente con la ripresa nell’utilizzo in massa dei trasporti pubblici, per i quali apparentemente non c’è stato un altrettanto intenso impegno riorganizzativo in vista della ripresa. E allora, è possibile leggere i dati epidemiologici riuscendo a distinguere i contagi avvenuti prima, durante e dopo l’uso dei mezzi pubblici? o prima, durante e dopo l’ingresso a scuola dei ragazzi ?

OK

Tutto giusto. Forse.

Certamente è tutto dannatamente complesso, le variabili in gioco sono molte e coinvolgono ambiti disciplinari assai diversi. (Già solo questa constatazione dovrebbe essere sufficiente a smorzare l’interesse verso le chiacchiere da bar, social o talk e così via, ma la realtà che leggo e sento e purtroppo assai diversa).

A me comunque manca un tassello:

Cosa è successo tra la metà e la fine di settembre 2020, oltre alla riapertura delle scuole, che ha “rimescolato” le persone al punto che nella stessa finestra temporale ma 15 giorni dopo il numero dei contagi ha cominciato a crescere vertiginosamente ?

A nessuno viene in mente altro ?

A me invece torna in mente un’altra cosa: il voto per il Referendum e per le Amministrative, con le relative campagne elettorali in pieno svolgimento in tutta Italia, proprio negli ultimi giorni prima della apertura delle urne il 20/21 settembre 2020 a pochissimi giorni dalla faticosa riapertura delle scuole “in presenza”.

A nessuno è passato per la mente il ricordo delle piazze piene di persone ai comizi di questo o quel lider politico ?

Non è di grande consolazione, ma in quelle giornate scambiando opinioni con qualche amico sia a voce che per iscritto, cercavo di argomentare che per me quello non era “né il caso, né il momento e nemmeno il luogo” (prevalentemente le scuole guarda caso) per chiamare gli italiani non tanto alle urne, quanto ad assistere agli show di questo o quel politico.

Tutti giustamente adesso (col senno di poi) argomentano sul fatto che per i trasporti non si sia fatto abbastanza, pur sapendo bene e con largo anticipo quando e come sarebbe ripresa l’attività di scuole e università.

Nessuno però (almeno tra quelli che ho sentito io in questi giorni) ha considerato che anche per recarsi ai comizi o agli eventi delle varie campagne elettorali o referendarie molte persone hanno utilizzato i trasporti pubblici e comunque si sono spostate e mescolate ad altre persone durante questi eventi e anche poi per recarsi alle urne.

Nessuno, meno che mai i vari esponenti politici (soprattutto quelli che quella campagna l’hanno cavalcata a gran voce sostenendo, con i loro atteggiamenti in pubblico – se non direttamente con le loro parole – una sostanziale sottovalutazione di quello che oggi nei fatti vediamo), ricorda ora la responsabilità politica di avere mosso molti italiani per mero conteggio politico, spesso poi travestito da spirito democratico e amor di patria e libertà.

Non mi spingo ad argomentare su date e dati di questi fatti, se sia stato giusto o meno, mi limito a registrare una sorta di amnesia collettiva su questi fatti che cronologicamente sono accostabili a quelli della ripresa della scuola e dell’università, sia direttamente che indirettamente e come ricaduta sui trasporti pubblici.

C’è nessuno in grado di sapermi indicare se c’è stato qualcun altro che ne abbia parlato o scritto o quanto meno accennato ?

Nessuno ha qualcosa da dire in proposito ?
A me sembra che una riflessione sarebbe utile.

S.C.M.

Post scriptum:

Quello che ho scritto sopra ha suscitato diverse reazioni che possono essere riassunte in due questioni principali:

1 qualcuno ha ritenuto di leggere nelle mie parole un giudizio negativo sulle elezioni ravvisando un intento liberticida ed “irrispettoso delle più elementari regole democratiche già così violate dal governo attuale che non è nemmeno stato eletto e che ci sta portando verso una dittatura soft con bugie e mascherine …” e non vado oltre;

2 altri più seriamente hanno osservato che mentre scuole e trasporti continuano la loro attività alimentando i contagi, la cui curva dei dati appare in continua crescita, l’episodio delle elezioni è limitato a due sole giornate ed in ambienti (quelli della scuola) certamente tutelati.

Alla prima osservazione rispondo ripetendo ciò che evidentemente è sfuggito leggendo sopra:

non era il caso (il referendum per me avrà effetti marginali sia dal punto di vista economico che etico, mentre sul piano politico amministrativo potrebbe essere addirittura deleterio ma solo nella peggiore delle ipotesi);

non era il momento (nel mezzo di un evento straordinario come la pandemia, resto convinto che data l’eccezionalità della situazione, si sarebbe potuto rimandare, certamente il referendum, forse anche – ma non saprei di quanto – le amministrative e comunque si è persa una occasione per sperimentare l’uso degli strumenti telematici per il voto … ma questo è un altro discorso e se ci sarà l’opportunità e le voglia, ne parleremo in un’altra occasione);

non era nemmeno il luogo (la scuola ! dopo la fatica e il casino fatto per riorganizzare tutta l’attività didattica in modo da renderla il più possibile sicura mi sarebbe sembrato logico trovare soluzioni alternative che credo sarebbe comunque opportuno trovare anche durante il tempo ordinario).

Detto questo non mi pare di aver sostenuto la sospensione del suffragio universale come taluni hanno ravvisato.

Riguardo invece alla seconda osservazione, concordo sul fatto che la chiamata alle urne si sia esaurita nell’arco di due giornate e che le operazioni di scrutinio abbiano comunque coinvolto, per un altrettanto breve periodo di tempo, un numero comunque assai limitato di persone in situazioni piuttosto controllate o controllabili anche sul piano igienico-sanitario.

Io però mi riferivo a ciò cui abbiamo assistito nelle giornate precedenti in tutta Italia, non solo nelle regioni dove si sarebbero tenute le amministrative; sto parlando della campagna elettorale organizzata da quasi tutti con modalità piuttosto “allegre” e certo non improntate alla prudenza ed all’esempio per il rispetto delle regola relative al distanziamento sociale ed all’uso delle mascherine, anzi !

Parallelamente al sostegno delle proprie idee politiche e dei propri candidati i maggiori leader politici hanno inscenato una vera e propria campagna di “sottovalutazione” relativamente al tema della pandemia fornendo informazioni ed esempi di comportamento spesso diametralmente all’opposto di ciò che la stragrande maggioranza di medici e scienziati continuavano a ripetere inascoltati.

A quel punto il cerino nel pagliaio lo si era di già gettato, e non importa se lo si è fatto solo per due giorni, ormai l’incendio era acceso. Peccato che poi nella realtà gli effetti dell’epidemia da infezione da SARS-cov-2 non sia evidente come un incendio, anzi, per un paio di settimane non ne vedi proprio gli effetti che diventano evidenti solo dopo, ovvero quando non puoi più fare granché. A peggiorare le cose tra l’altro c’è anche il fatto che per l’epidemia di covid-19 i medici e le strutture sanitarie non hanno nemmeno quelle che sarebbero le motopompe per i pompieri che devono spegnere un incendio. Tradotto: non ci sono cure (specifiche), non c’è il vaccino.

E il bello e che queste cose si sapevano già.

Quindi trovo curioso (in forma sarcastica) che nei dibattiti che si vedono, si sentono e si leggono in questi giorni tutti sembrano nemmeno essere sfiorati da questo sospetto, anzi !

D’altronde sono evidentemente tutti preoccupati di passare all’avversario (di qualsiasi genere esso sia) la patata bollente, scaricando elegantemente il barile.

Le uniche parole sensate che ho sentito sono come sempre (e mano male !) quelle del Presidente Mattarella.

Basta così. Il tempo dedicato al virus è stato anche troppo, la prossima volta parleremo di altro, tanto questa discussione lascia il tempo che trova.

Il virus circola con le nostre gambe ciò che possiamo fare è cercare di resistere rispettandoci a vicenda, rispettando le sole tre regole che dovrebbero essere ormai chiare per tutti: distanza, igiene e mascherina; con serietà, equilibrio e prudenza, sapendo che il tempo non gioca a nostro favore e che dovremo resistere per un periodo limitato ma non prevedibile di tempo. Non sarà facile ma al momento non mi pare che ci sia altro.

Restate in salute !

S.C.M.

Tra serietà ed equilibrio

Quello che segue non è proprio uno “spiegone” come adesso usa tanto dire ma più appropriatamente un vero e proprio “pippone”.
Tant’è.
Avevo già da qualche tempo la necessità di provare a fare un po’ di ordine nel caos dei pensieri di questi giorni strani.
Se ne avete il coraggio leggete e se credete rispondete o commentate; magari ne potrebbe seguire, per una volta, un dialogo o ancora meglio una discussione.
Sarebbe bello se quello che scrivo qui non restasse sempre solamente un “pippone”.

Buona lettura.

Non è facile per me scrivere di quello che mi passa per la testa in questi giorni strani.

Non è facile mantenere la lucidità e l’equilibrio necessari per non cadere negli stessi “errori” che mi ritrovo a criticare in tutto quello che leggo e sento sui giornali, alla radio, alla televisione e sui vari social-media che seguo più o meno costantemente.

C’è già un gran caos così, senza bisogno di aggiungere altro, eppure per quanto sia deleterio parlare a vanvera è, credo, altrettanto importante parlare.
Con serietà ed equilibrio, per quanto possibile e soprattutto cercando di restare al proprio posto senza tuttavia farselo fregare dagli altri.

Cosa intendo ?

Sono un architetto, ne ho i titoli e anche l’esperienza. Non sono invece un medico o uno scienziato specializzato in alcuna disciplina specifica.
Cerco di restare quindi nel posto che mi compete.
Tuttavia essendo, credo, dotato, quanto meno di buon senso, non mi va nemmeno che altri siedano al posto di esperti, medici o scienziati senza averne i titoli e l’esperienza.
Questo non esula dai limiti del “mio posto”.
Per capirci.

Tutti parlano, tutti scrivono, ciascuno a torto o a ragione ritiene di poter dire la sua. Giusto, più che giusto: giustissimo. 

Però secondo me la serietà e l’equilibrio non dovrebbero essere mai persi di vista, sia dagli esperti  che dagli scienziati, dai giornalisti ma nemmeno dalle persone comuni (come lo sono io) che parlano o scrivono di ciò che sta succedendo nelle nostre vite a causa di questa pandemia.

Serietà: 

Senza voler essere troppo pignoli credo che basterebbe sovrapporre alla parola “serietà” il vocabolo “onestà” (anche solo quella intellettuale) e si farebbero già molti passi avanti. 
Riflettere prima di dire e scrivere pensando alle parole e non scrivere come si risponde a uno che ti taglia la strada arrivando dalla tua sinistra con il semaforo rosso; modalità che invece sembra piuttosto comune sui vari “social media”.
Prendersi il tempo di riflettere si ciò che si scrive o si dice non è obsoleto o inutile ma solo serio, soprattutto quando si scrive supponendo che altri leggano.
Poi tenere sempre presente che scrivere o parlare ad altri di solito non è un obbligo e che se non si ha o non c’è nulla da dire, è sempre possibile stare in silenzio; spesso basterebbe prendere in seria considerazione questa opportunità.

Se la mia vicina di casa “non crede alle mascherine” non dovrebbe sentirsi in diritto di chiedermi se anche io non ci credo guardandomi di sbieco evidentemente convinta di essere molto più furba o intelligente di me essendo, tra l’altro, evidente la risposta dal momento che io, la mascherina, la sto indossando. Se la mia vicina di casa “non crede alle mascherine” tutto sommato non dovrebbe avere grandi problemi se io invece la porto, anche perché visto che la schivavo già da prima normalmente le sto certamente anche più alla larga adesso. Quindi perché sente il bisogno di avvicinarmi per fare domande inutili (certamente inutili per me, ma direi di nessuna utilità anche per lei), visto che non ho nessuna intenzione di argomentare con lei sul tema ?

Se incontro una persona di un’altra religione, o che so professare un credo diverso dal mio, eventualmente gli chiedo se ha voglia di spiegarmi il perché delle sua convinzioni; ascolto quello che eventualmente ha da dirmi e se capisco che ci può essere dialogo argomento a mia volta sulla mia fede o ragiono se ho trovato argomenti convincenti. Non la affronto chiedendo se anche lei condivide la mia fede, tanto meno se è evidente che non è così.

E in tutto questo non mi spingo a dare giudizi sulla sua “credenza” o meno nelle mascherine, in fin dei conti se mi sbaglio io, sono abbastanza sicuro di non arrecarle alcun danno, se invece fosse lei a sbagliarsi, la probabilità di arrecare danno ad altri sarebbe per lei decisamente più elevata.

Credo che da qui passi la differenza tra cercare di essere “seri” (senza tuttavia essere certi di riuscirci) ed essere semplicemente ignoranti, arroganti ed egoisti (e qui si, do un giudizio su chi professa un credo – o un “non credo” in questo caso – senza usare il cervello) solo per giustificare la propria esistenza.

Ma se è vero che “penso, quindi sono”, per me se non pensi … non sei (nel senso che non mi do la pena di perdere tempo con te).

Equilibrio:

Forse ancora più difficile che cercare di essere seri, è cercare di mantenere un equilibrio.
Siamo continuamente bersagliati da notizie di tutti i generi, da fonti più o meno “autorevoli”; diventa sempre più difficile verificare l’autorevolezza stessa delle fonti o delle persone; siamo bersagliati da colpi e contraccolpi di informazioni contraddittorie, a volte talmente smaccatamente false e tendenziose da rendere difficoltoso persino non farsi prendere dalla rabbia e spesso sono talmente stupide da non meritare certo di doverci spendere più tempo di un “vai a c….e”; a volte, invece, sono così destabilizzanti e preoccupanti ma contemporaneamente così concrete e credibili da toglierti quasi la capacità di astrarsi almeno quanto basta per conservare la lucidità di andare fino in fondo, verificarle ed eventualmente cercare di saperne di più … proprio per recuperare, in conoscenza, ciò che l’ansia dell’ignoranza ci tolgono.

Non è per niente facile restare equilibrati in mezzo a questa tempesta, sballottati come siamo da tutte le parti, eppure credo sia la cosa di cui in questo periodo abbiamo maggior bisogno. Pochi però hanno la volontà e forse nemmeno la forza per mantenersi in equilibrio.

E qui torniamo all’inizio di questa chiacchierata (o meglio forse monologo, visto che per chiacchierare è necessario essere almeno in due): basterebbe praticare più spesso l’onestà o uno qualunque dei suoi sinonimi.

Semplicemente.

Faticosamente.

S.C.M.

Per aspera ad astra

Una tranquilla mattina di inizio agosto, nell’anno del virus, sei e quaranta del mattino, circa.

Come sempre più o meno a quest’ora mi ritaglio un’oretta di lettura (non sono mai riuscito a leggere gran che alla sera, di solito mi cade il libro sulla faccia dopo poche righe).

Questa mattina però capita che il sole del mattino, salendo oltre i tetti delle case di via Mengoli e dribblando la tapparella della cucina ancora mezza abbassata per infilarsi tra la spalla della finestra e lo stipite della porta, mi arriva dritto in faccia …

Bella sensazione, in fin dei conti se “il sole bacia la fronte ai belli …”.

Vabbè lasciamo stare dai, se non altro l’autostima non è ancora scemata del tutto nonostante a volte sia immotivata ;-).

Abbandono la testa sul cuscino della poltrona, chiudo gli occhi “guardando” a est e mi godo il tepore del sole sulla faccia nella brezza fresca che entra dalla finestra nel silenzio di questa tranquilla mattina di agosto.

E mentre mi godo questa “bell’atmosfera” anche le sinapsi allentano la presa e dalla memoria bambina, chissà come, riemergono i ricordi delle avventure di Topolino in Formula 1 con il pilota Emerson Fritticaldi e in moto con Giacomo Tangostini.

Sorrido.

Poi le sinapsi, illuminate dal sole mattutino, per qualche altro insondabile motivo lasciano affiorare una domanda apparentemente sciocca: “Chissà se una volta fuori da questa pandemia, prima o poi i nostri nipoti leggeranno le avventure di Topolino e Paperino ai tempi dello Sbrock Down per il Carogna Virus ?”

Forse.

Sarebbe bello perché significherebbe che hanno superato questa “cosa”, che non è certamente  violenta come la guerra che hanno superato i nostri nonni ed in parte i nostri genitori (durante la quale in 6 anni hanno perso la vita più di 54 milioni di persone), ma ha comunque causato (ad oggi ma purtroppo proseguirà ancora finché non si riuscirà a trovare una cura o un vaccino efficaci), più di 700.000 morti nel mondo. 

Non è quindi possibile paragonare questa pandemia alla guerra, come fanno in modo superficiale in molti, tuttavia certamente resteranno cicatrici e conseguenze.

Mentre il sole sta salendo oltre il bordo della tapparella, penso che sarebbe stato bello se questa pandemia fosse stata solo un brutto film di fantascienza di serie B, sarebbe stato bello se i nostri figli non dovessero sopportarne (chi più chi meno certo) le conseguenze.

Poi, probabilmente agitate dal medesimo ottimismo fanciullesco di prima, le mie sinapsi di cinquantenne (inoltrato) hanno generato altri pensieri in libertà.

Forse, in effetti, privare i nostri figli dell’esperienze della pandemia significherebbe privarli di una parte della realtà.

Il ragionamento è paradossale ma mi suggerisce un parallelo.

Forse questa esperienza potrebbe influire sulla educazione dei loro figli, dei nostri nipoti e pronipoti.

Qui si che mi sento di fare un aggancio con la guerra che vissero i nostri nonni e i nostri genitori allora bambini.

Noi in fin dei conti siamo cresciuti in un mondo migliore del loro, nonostante noi ci si lamenti in continuazione delle crisi e dei problemi che dobbiamo affrontare, nonostante gli scienziati portino le lancette dell’orologio del mondo sempre più vicine alla mezzanotte, credo che i progressi fatti, se da un lato (quello oscuro), ci hanno portato ad una corsa frenetica ed incosciente verso un egoistico continuo “miglioramento” del nostro personale benessere, spesso scambiandolo impropriamente con quello di tutti gli altri, dall’altro chi hanno portato certamente ad un miglioramento delle condizioni di vita, non per tutti, ma per molti. Per quel che posso osservare anche in Africa, in Tanzania, nonostante il perdurare di aspri contrasti credo che la medi, pur sempre molto più bassa della nostra, si sia comunque alzata.

Oggi abbiamo strumenti e risorse per poter combattere virus e malattie che i nostri genitori e nonni non avrebbero potuto minimamente fronteggiare.

Si è vero che mascherine, distanziamento ed igiene personale non sono novità e che anche i nostri nonni potevano starsene chiusi in casa, uscire con la mascherina e lavarsi le mani col sapone ma non avevano certamente a disposizione la conoscenza che abbiamo noi oggi e nemmeno la comunicazione che nonostante le fake news è fondamentale per poter condividere la consapevolezza di ciò che succede e di come si può reagire. 

Molte delle malattie che hanno causato immense e diffuse sofferente alle generazioni che ci hanno preceduto sono state pressoché debellate o comunque si possono curare, e forse succederà anche con questo “Carogna Virus”.

Soprattutto però ci hanno consegnato (almeno in Europa e in “occidente”) un periodo di pace relativa o almeno di ridotti conflitti se paragonato alla prima metà del secolo scorso dove in nemmeno 50 anni hanno perso la vita più di 60 milioni di persone e un numero molto maggiore ha dovuto sopportare dolori e sofferenze inimmaginabili.

Nella consapevolezza di tutto ciò che ancora causa sofferenze e morte nel mondo di oggi, penso che le generazioni che ci hanno preceduto ci abbiano lasciato un mondo se non migliore almeno “meno peggio” di quello che hanno vissuto loro.

Forse è proprio la nostra generazione che non può dire altrettanto, anzi che ha la colpa di non aver saputo migliorare ciò che ci è stato consegnato da chi ci ha preceduto, lasciando a chi ci seguirà (quindi proprio ai nostri figli) un mondo non così migliore quanto ci si sarebbe aspettato.

La speranza che mi permette di alzarmi dalla poltrona e proseguire è proprio che dall’esperienza degli errori e dei fallimenti della generazione che li sta precedendo, assieme a quella portata dalle conseguenze di questa pandemia, la prossima generazione possa riuscire a comprendere e correggere i nostri errori ed educare i loro figli ad un maggiore rispetto del pianeta in cui viviamo e degli altri esseri (tutti) che lo popolano; così come i nostri genitori hanno educato noi alla pace ed alla cura della libertà (Solo che noi abbiamo ben pensato che ci si potesse liberamente prendere tutto).

Ormai il sole è alto e devo andare a lavorare ma ho la speranza che le asperità di questo periodo possano dare ai nostri figli strumenti ed idee per migliorare loro stessi, l’ambiente in cui vivono ed educare i loro figli al rispetto di ciò che abbiamo sapendo che deve essere condiviso.

Per aspera ad astra (*), appunto.

Buona giornata !

S.C.M.

25 aprile 2020

nonostante l’epidemia “Ho visto un bel mondo”

Non credo che canterò “Bella Ciao” a squarciagola dal balcone ci casa mia ma solo per pudore e rispetto della musica. Ai tempi dell’epidemia il 25 aprile si festeggia da casa ma resta comunque la festa della Liberazione.

Mio babbo Gianfranco non è stato partigiano, era troppo piccolo per esserlo (era del ’33) ma mi raccontava sempre gli episodi che durante la guerra gli rimasero impressi per sempre.

Mi raccontava di quanto sua mamma (la mia nonna Elvira Forni) era preoccupata tutte le volte che bombardavano Bologna e il babbo (il mio nonno Atteone Manservisi) che era stato comandante dei Vigili del Fuoco volontari di San Giovanni in Persiceto, correva in città assieme agli altri Pompieri.

Mi raccontava di come il nonno Atteone aveva nascosto in una buca scavata in cantina una scorta di strutto che gli aveva regalato un contadino perchè a San Giovanni c’erano i Tedeschi e i Fascisti verso la fine della guerra non si facevano scrupoli di rapinare ogni genere alimentare dalle case.

Mi raccontava di come per guadagnare qualche tavoletta di cioccolata dagli americani dopo la liberazione di San Giovanni, “boxava” con gli amici della sua età (10, 12 anni circa) in improvvisati ring per divertire i soldati americani.

Mi raccontava di come un ufficiale tedesco che gli insegnava ad andare a cavallo (di nascosto dai suoi) nel piazzale del mercato, gli salvò la vita gettandosi su di lui per ripararlo dalle mitragliate di “pippo”, il ricognitore americano che tutti i giorni passava sopra San Giovanni e sparava sui tedeschi.

Mi raccontava che una sera i fascisti delle “squadracce”, agitati e feroci per l’avvicinarsi degli americani, si presentarono a casa sfondando la porta, minacciando la nonna con i manganelli e le pistole, perché dovevano “convincere” ‘Teone (come era chiamato il nonno a San Giovanni) ad indossare il fez e il distintivo del partito fascista e la deridevano perché secondo loro evidentemente ‘Teone non avena nemmeno il coraggio di farsi vedere, lasciando la moglie alla porta per nascondersi come un vigliacco; salvo poi andarsene “con la coda tra le gambe” (diceva proprio così) quando la nonna senza battere ciglio disse loro che suo marito era con gli altri pompieri volontari sotto le bombe degli americani a Bologna per salvare le persone e spegnere gli incendi e che i vigliacchi erano loro che invece di aiutare andavano in giro in gruppo, armati, a minacciare donne sole e bambini. (hai capito la nonna Elvira !!!)

Mi raccontava che il nonno non si era mai tolto il cappello davanti ai gerarchi della casa del fascio e alla domenica non si era mai messo la spilla del partito fascista anche se per questo era stato più volte minacciato di “purga”. Il nonno mi raccontava che erano talmente codardi che comunque a lui, comandante dei Pompieri di San Giovanni, e a suo fratello, macchinista ferroviere, non avrebbero mai avuto il coraggio di fare nulla perché sapevano che ci avrebbero solo rimesso, visto che in paese erano più i loro amici che non gli amici dei fascisti.

Mi ricordo che il nonno per il mio diciottesimo compleanno mi disse: “Non toglierti mai il cappello davanti nessuno, il cappello lo devi togliere solo in chiesa. Solo così sarai rispettato da tutti”; il nonno Atteone non era di molte parole e non si è mai permesso di “interferire” con la mia educazione che come la nonna, riteneva fosse compito di mio papà e di mia mamma; quelle furono le parole che più mi sono rimaste nella mente e nel cuore, le stesse che mi avrebbe detto più volte anche papà.

Atteone e Gianfranco
Atteone e Gianfranco Manservisi a passeggio in piazza a San Giovanni in Persiceto (anni ’40 del secolo scorso)

Anche la mamma raccontava, figlia di un falegname e di una rilegatrice, mi raccontava della fame e del freddo, e di come la nonna Rita correva spaventata giù in falegnameria quando la sega si fermava e in strada si sentiva solo la voce del nonno “‘Gusto” che cantava l’internazionale socialista e per questo era già stato pestato e “purgato” dai fascisti.

I miei genitori ed i miei nonni non erano partigiani, ma erano anche certamente, Antifascisti e non per questo mio babbo ha mai dimenticato quando seppe che l’amico Giuseppe Fanin, suo compagno di giochi e di catechismo in “Sede” (a San Giovanni la parrocchia era “La Sede”, sottintendendo “della azione cattolica”, mentre la Casa del Popolo, sede del P.C.I. era “il cremlino”), era stato ucciso a botte solo perchè sindacalista cattolico e non allineato con il PCI.

Uno dei periodi della sua vita del quale mio babbo andava più fiero, fu quello durante il quale, andò con la Croce Rossa ad aiutare gli Ungheresi che nell’inverno del 1956, cercavano di attraversare la Cortina di Ferro per scappare dal regime comunista verso l’Austria.

Gianfranco in Austri nell’inverno del 1956 a 23 anni, per aiutare i profughi in fuga dall’Ungheria durante l’insurrezione ungherese

Tutto questo non ha mai comunque distratto i miei dall’idea che la Libertà va conquista e difesa contro tutti i totalitarismi e dalla necessità di trasmettere questa idea ed insegnarla ai loro figli. Una idea di pace e libertà per tutti. Per ricordare che l’Italia ha dovuto lottare e soffrire proprio per liberarsi dal fascismo per conquistare la libertà e difenderla poi dal comunismo, per permettere a chiunque di avere ed esprimere le proprie idee liberamente purché non voglia imporle agli altri con la forza o la violenza.

Se posso dire di avere visto un bel mondo lo devo anche a mio nonno Atteone Manservisi e al mio nonno Isidoro Augusto Morisi, a mio papà Gianfranco e alle loro mogli le quali non hanno mai fatto mancare il loro coraggioso e concreto sostegno, Elvira Forni, Rita e Anna Maria Morisi.

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao …

Buona festa della liberazione attui !!!

Ungheria : Orban assume pieni poteri e mette in quarantena la democrazia.

Il primo ministro ha ottenuto pieni poteri per governare per decreto senza limiti di tempo, estromettendo il Parlamento dal controllo.

L’emergenza sanitaria dovuta all’epidemia di Covid-19, la malattia causata dalla diffusione del virus SARS-CoV-2 (Severe Acute Respiratory Sindrome – Coronavirus – 2), comparsa inizialmente nella provincia di Wuhan in Cina tra dicembre 2019 e gennaio 2020, dichiarata dalla Organizzazione Mondiale Della Sanità (WHO, World Health Organization) emergenza internazionale il 30 gennaio 2020 e classificata poi come pandemia l’11 marzo 2020, è ormai diffusa in tutto il mondo.

Attualmente (18 aprile 2020) le zone più colpite sono l’Europa e gli Stati Uniti; in particolare in Europa l’epidemia, cominciata in Italia, si è presto diffusa in tutti i paesi dell’Unione.

L’Ungheria con 1.834 persone contagiate e confermate, 231 guariti e 172 decessi (fonte : Google al 17 aprile), sta affrontando la difficile fase di espansione, anche se con numeri inferiori agli stati più colpiti.
Proprio durante la fase espansiva del contagio i sistemi sanitari delle nazioni colpite vengono messi a durissima prova, sia per le strutture, che per il personale medico sanitario.

Il sistema sanitario ungherese era già in condizioni critiche, a causa dei tagli economici subiti per decenni, i più importanti e recenti dei quali sono stati inflitti proprio durante i governi condotti da Viktor Orbán.

Viktor Mihály Orbán (nato a Székesfehérvár il 23 maggio 1963) fa parte di Fidesz – unione civica ungherese, formazione politica traslata dall’iniziale liberalismo all’attuale sovranismo nazionale populista, proprio sotto la sua conduzione, ed è a capo del governo ungherese dal 2010 (dopo un primo periodo di governo dal 1998 al 2002).

In questi 10 anni, il suo governo, sostenuto da un’ampia parte dell’elettorato ungherese (49,7% alle ultime elezioni del 2018), ha tenacemente perseguito una politica nazionalista cercando di limitare in ogni modo le voci dell’opposizione, cavalcando con grande successo il diffuso sentimento di nazionalismo anti-europeista, restando tuttavia sino ad ora nel rispetto delle regole democratiche.

Da tempo i giornalisti e gli oppositori del suo governo lamentano questo tipo di atteggiamento sempre più autoritario.

Proprio in questo momento di grande difficoltà del paese, dovuta al dilagare dell’epidemia, il primo ministro ungherese, forte della schiacciante maggioranza parlamentare, fa approvare una legge che gli conferisce pieni poteri motivandola con il contrasto all’epidemia.
Cercando in questo modo di nascondere la crisi del sistema sanitario nazionale, in gran parte aggravata proprio dai governi da lui stesso presieduti.
Il tutto riducendo al silenzio oltre ai giornalisti anche medici e infermieri.

La legge approvata nella seduta del 30 marzo 2020 a larga maggioranza (138 voti a favore e 53 contrari) consente al premier magiaro di governare assumendosi tutti i poteri dello stato per decreto, senza limiti di tempo né avversari.

L’opposizione è insorta : “lei vuole mano libera per eliminare anche ciò che resta della libertà di opinione” ha accusato la deputata di “Dialogo per l’Ungheria” (partito politico ungherese ecologista di centrosinistra); “Ha inizio la dittatura di Orban” dichiara il deputato socialista Tamas Haranzogo.
In un intervista al fatto quotidiano il giornalista ungherese Gábor Polyák dice : “É dal 2010 che vengono approvate norme contro lo stato di diritto inimmaginabili – e aggiunge – è da più di dieci anni che viviamo governati da una persona che non viene controllata né limitata in alcun modo. Sappiamo che Orban odia qualsiasi tipo di interferenza e di dibattito : adesso ha avuto formalmente la possibilità di eliminarli.”

L’ambasciatore ungherese in Italia, alla domanda, “Orban, una volta finita l’emergenza, sospenderà questa legge?” risponde “Non ne ha bisogno sul lungo periodo, politicamente è troppo rischioso, ma sarà il vincitore quando annuncerà che il periodo del governo per decreto sarà finito.”

Attualmente i provvedimenti presi dal governo sono stati oltre al coprifuoco già in vigore, l’impiego dei militari per la conduzione delle imprese strategiche e i servizi essenziali.

Tuttavia, anche in considerazione dei numeri dell’epidemia in Ungheria, che non sono paragonabili a quelli ben più gravi di altre nazioni della Comunità Europea, la legge di Orban sui pieni poteri non era evidentemente necessaria al fine di introdurre efficaci misure di contenimento.

Inoltre, impegnata in questa drammatica battaglia, l’Europa non ha trovato il tempo e forse neppure voglia di mandare un forte avvertimento ad Orban, per fermarne la deriva autoritaria.

Il venir meno della suddivisione dei poteri dello stato, mette di fatto in quarantena la democrazia ungherese.

In un sistema democratico un meccanismo, anche se condiviso, che conduca comunque ad un esito anti-democratico non dovrebbe essere ammissibile. Una maggioranza, anche in quanto tale, in democrazia non può annientare l’opposizione pur minoritaria.

L’UE rischia di ritrovarsi fra i suoi membri una dittatura, a Budapest la democrazia si spegne nel silenzio.

LaManser

La pandemia in Africa e in Tanzania

Riporto di seguito il mio ultimo contributo pubblicato sul bollettino on-line della associazione Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere.

La pandemia in Africa

Buona Pasqua

Cari quattro amici che leggete questo strano diario, per farvi gli Auguri in questa strana Pasqua ho pensatori condividere con voi le parole che (non senza qualche imbarazzo) ho cercato di raccogliere per gli amici di Solidarietà e Cooperazione. Sono parole che potrebbero anche apparire un po’ scontate e retoriche ma credetemi non mi è stato facile trovarle e comunque è il meglio che sono riuscito a fare con sincerità.

Cari amici,
è una Pasqua differente quella di questo 2020, difficile per certi versi, certamente carica delle sofferenze causate dall’epidemia che sta flagellando tutto il mondo, dove più e dove meno, causa di disagi e sofferenze, soprattutto per i più deboli e per i più poveri, tuttavia non priva di nuove speranze e forse anche opportunità.

Opportunità che non dovremo sprecare e dimenticare una volta che tutto ciò sarà superato.

Il tempo per stare assieme in famiglia, il tempo per pensare, per ritrovare ritmi meno frenetici, la solidarietà con i vicini, la riscoperta di amici lontani, il tempo per pregare e per ricordare chi non c’è più, il silenzio e l’odore diverso dell’aria delle nostre città, sono tutte cose delle quali non dovremmo dimenticarci appena tornati alla “normalità”.

Forse è proprio quella normalità che dovremmo cercare di cambiare, di migliorare.

Certo la preoccupazione per il futuro ancora più incerto c’è ed è forte e reale, ma non ci deve mancare la volontà di riprendere con maggiore solidarietà e maggiore cooperazione, perché come amava scrivere il nostro dottor Monari:

INSIEME SI PUO’ – PAMOJA IWEZEKANA – TOGETHER WE CAN !

Ed ancora una volta faccio mie le sue parole per porgerle a tutti voi come augurio in questa strana Pasqua 2020.

Auguri a voi, alle vostre famiglie, ai vostri cari a casa o lontani e un abbraccio da lontano a chi in questo momento di tempesta ha sofferto la perdita di parenti o amici.

Forza ! Resistiamo per ricominciare meglio di prima.

Stefano Manservisi

Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere ha deciso di contribuire al progetto “PIU’ FORTI INSIEME” della Fondazione Policlinico Sant’Orsola di Bologna che sostiene proprio il Policlinico, dove anche Edgardo Monari fu medico e docente.

Vi esortiamo a sostenere assieme a noi il progetto “PIU’ FORTI INSIEME

Potete trovare tutte le informazioni necessarie seguendo questo collegamento: https://www.fondazionesantorsola.it/progetti/piu-forti-insieme/

Ciascuno di noi quindi si preoccupi della salute di tutti noi e di quella dei propri cari, rispettando le indicazioni dei medici e delle autorità sanitarie e pubbliche, aiutando coloro che sono in difficoltà secondo le proprie possibilità e sensibilità, secondo coscienza e prudenza.

E SE TUTTI SCRIVESSIMO UN MESSAGGIO ALLA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA ?

Torno sullo scambio di messaggi avuto con la Presidente della Commissione Europea, Sig.ra Ursula Von Der Leyen, perché il commento ricevuto su Facebook dall’amico Piero Mezzetti a proposito di questa iniziativa, mi ha suggerito una idea:

Perché ciascuno di noi, nei modi che ritiene più opportuni, non si prende qualche minuto per fare la stessa cosa: scrivere un breve messaggio a Ursula VON Der Leyen, nella sua veste di Presidente della Commissione Europea ?

In fin dei conti non ci vuole molto, bastano pochi minuti per esprimere i propri suggerimenti o sentimenti in merito alla nostra comunità più ampia.

Chi ritiene che ci sia bisogno di più Europa, più unita, più solidale, anche più forte ed attrezzata per resistere agli scossoni ed alle tempeste provocate in questo caso dalla pandemia ma poi per essere più incisivi sul piano internazionale, può esprimere il proprio apprezzamento, critica, sprone, vicinanza o dissenso, direttamente alla persona che in questo momento è nella stanza dei bottoni.

Ma anche coloro che sono critici nei confronti di questa istituzione potrebbero utilmente esprimere le proprie ragioni.

L’importante è mantenere l’educazione e la serietà che sono sempre e comunque richieste scambiando idee con altre persone.
Sempre.
Altrimenti si resta inefficacemente maleducati e si perde qualsiasi possibilità di considerazione.

Due sono le ragioni per le quali questa mi pare una buona idea:

  1. per avere un cenno di “esistenza in vita”, di presenza di quella che altrimenti è sempre percepita come una istituzione lontana ed irraggiungibile;
  2. se saremo in molti sarà per l’istituzione un segno di vicinanza nostra nei suoi confronti, sapranno che ci siamo, più di prima, e che siamo attenti !

Certo, non mi illudo che legga ed eventualmente risponda direttamente lei in persona, ci sarà uno staff per questo, ma a firma è la sua, quindi la faccia è la sua e lo staff comunque deve riferire; e se magari per un singolo cittadino può rispondere in autonomia se saremo in molti forse riusciremo ad arrivare direttamente alla attenzione della Presidente in persona.

Senza bisogno di fare un gruppo identificabile ma per il solo fatto di essere cittadini europei italiani.

Senza illusioni di essere incisivi ma al solo scopo di far sapere che la gente, i cittadini Italiani Europei, noi, ci siamo.

Non è difficile trovare l’indirizzo di posta elettronica diretto della Presidente la sintassi è quella istituzionale della Commissione Europea e la ricerca dell’indirizzo può anche diventare l’occasione per andare a spulciare sia il sito della Commissione che quello più generale della Comunità Europea.

Proviamoci ! 

Se poi ne avete voglia e mi date il riscontro dei vostri tentativi potrei pubblicarli sul mio blog (nessuno scopo secondario, tanto per ora siamo due o tre a leggerlo) ma così ne resterebbe una traccia comune …

S.C.M.

Ho scritto alla Presidente

In questi giorni di tempo sospeso si trova il tempo anche per fare cose forse anche sciocche e probabilmente inutili.
Ho scritto alla Presidente della Commissione Europea … quello che un tempo era un messaggio in un bottiglia.
Quindi la cosa più probabile è che vada perso nelle onde, o che resti impigliato ed ignorato in qualche rete.

Pensavo che a quel messaggio, mandato ad un indirizzo e-mail che solamente presumevo essere quello diretto della signora Ursula Von Der Leyen, non avrebbe avuto nemmeno un seguito automatico, anzi sinceramente pensavo che mi sarebbe tornato dalla rete un messaggio di errore del tipo “indirizzo sconosciuto”.

Invece, mi è arrivata una risposta. Ho ricevuto un segnale di presenza.

Più sotto potete, se volete, leggere il breve scambio, ma la cosa che mi premeva fare in realtà non era certamente intavolare un discorso sul futuro politico della Comunità Europea, per il quale non sono evidentemente attrezzato, e nemmeno spiegare cosa secondo me la Commissione dovrebbe fare, questa al massimo sono chiacchiere da bar (una volta, adesso sono comunque chiacchiere ma da social); il motivo del messaggio era cercare non dico una prova, ma una traccia di esistenza in vita delle istituzioni Europee.

Ebbene la risposta è arrivata, ed è stata tale per cui (nonostante sia arrivata il 1° di aprile !), sono ragionevolmente certo che sia stata scritta da una persona umana e non da una A.I. e per dirla tutta credo che la possibilità (per quanto remota) che sia stata scritta proprio alla Presidente in persona esiste. Anche se molto più probabilmente la corrispondenza non importante o istituzionale sarà gestita da uno staff di assistenti, nondimeno il nome in calce alla risposta è proprio il suo, e quindi al di là di chi abbia fisicamente scritto la risposta, la faccia ce l’ha messa proprio lei.

Come dicevo il contenuto del mio messaggio non è particolarmente significativo, incisivo o sconvolgente, al contrario probabilmente piuttosto banale, anche se in effetti rispecchia il mio sentimento verso l’idea di Europa che secondo me dovrebbe essere perseguita dalle istituzioni europee.

Bene, di seguito riporto lo scambio tra il sottoscritto e la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen. Mi piacerebbe leggere anche qualche vostro commento.

Oggetto: More Europe is needed 
Da: s.manservisi
A: Mrs President U. Von Der Leyen 
Data: 29 marzo 2020 13:01

Good Morning Mrs. President,
I write to you to let you know the feeling tasted by some Italian people about EC in these days of difficulty and tragedy for many families. 

A feeling of frustration and disappointment about what we see as a lack of solidarity and cooperation between the different countries, lack of community in a real sense of mutual help. 

We know there are many legal and burocratic obstacles and rules the EC where subjected. But this is the time to show if we as European are able to be a real community. 

Please Mrs. President do as much as you can for the Community … non only for us (as Italian) but for all European people, and not only in the economic and financial way ! 

People in Europe NEED NOW to know the EC are close to them otherwise we will loos not only the “war” against the virus, bat the challenge to be Europe. 

Best regard

Stefano Manservisi 
(European citizen, proudly born and living in Italy ) 

Oggetto: RE: More Europe is needed
Da: Mrs President U. Von Der Leyen
A: s.manservisi
Data: 1 aprile 2020 18:51

Dear Stefano, thank you for sharing your thoughts and – yes, you are right with your observations. I know the situation is very difficult in Italy, Spain and increasingly so in many other European countries. It is very difficult in the hospitals where doctors and nurses are heroically striving to save people. And it is difficult in the economy where workers and companies, especially SMEs, are in difficulties. 

But in the face of this virus, we have also seen the best of humanity. We have seen solidarity go viral in Europe in support of the doctors, nurses and care workers who are our modern day heroes. We have seen others become frontline workers overnight – from supermarket cashiers to street cleaners. They have stepped up for the rest of us.
And we have seen simple gestures like clapping on doorsteps or shopping for elderly neighbours. We have seen restaurants deliver food to exhausted medical staff, designer labels make hospital gowns and car makers turn into ventilator producers. 

But we also have to support our economy and the people working in it. We will come up tomorrow with a new instrument especially for Italy and Spain and the labor market.
This crisis shows us that we need more Europe not less. We need to be able to deploy common tools to face this global crisis that impact us all. No Member State can face this threat alone. We need to work together to get over it. We need to help each other. But I am aware that more visible proof of this solidarity is needed. 

On the European Level we have to stay strong, face the criticism and keep on bridging the differences between member states, find solutions and fight for the common cause. It is good to know you at our side. 

All the best 

Ursula VON DER LEYEN President 

European Commission
BERL 13/057
B-1049 Brussels/Belgium 

Oggetto: Re: More Europe is needed
Da: s.manservisi 
A: Mrs President U. Von Der Leyen
Data: 2 aprile 2020 20:27

Dear Mrs. President,
I appreciate and thank you very much for the time you dedicated to answer me.

I read about the new instrument to support EC countries and workers and I thing it is a good start. 

I believe that Europe, together, will start again as soon as the health will be restored and I hope we will all treasure what has happened. 

I wish you good job and please take care of your health. 

Best regard

Stefano Manservisi 
(European citizen …)

Oggetto: RE: More Europe is needed
Da: Mrs President U. Von Der Leyen
 A: s.manservisi
Data: 2 aprile 2020 21:30

hank you and stay healthy!

Ursula VON DER LEYEN President

European Commission
BERL 13/057
B-1049 Brussels/Belgium

Coronavirus, complotti, laboratori misteriosi, fake news, etc …

Bene visto che un po’ di tempo l’abbiamo oggi ne metto in poco per avventurarmi lungo un pendio ripido e scivoloso, ma affascinante:

fake news, fact checking, coronavirus e complotti.

Durissima ma divertente e stimolante.

Premesse (se non avete tempo per una piccola divagazione autobiografica passate pure oltre):

  1. sono un architetto e quindi i miei studi e la mia formazione (istituzionale) sono stati quelli che a ciò mi hanno portato, ho sempre però nutrito interesse per le scienze naturali e per la fisica, (questo non fa di me uno scienziato, ma so esattamente cosa si intende per “metodo scientifico”).
  2. Nella mia curiosa esperienza formativa e professionale mi sono trovato a dovermi confrontare proprio con il metodo scientifico, dovendolo applicare con rigore nelle mia recente (ormai pluriennale comunque) attività di forensic fire analysis che in sintesi ha lo scopo di ricostruire origine e causa di un incendio.sono un architetto e quindi i miei studi e la mia formazione (istituzionale) sono stati quelli che a ciò mi hanno portato, ho sempre però nutrito interesse per le scienze naturali e per la fisica, (questo non fa di me uno scienziato, ma so esattamente cosa si intende per “metodo scientifico”).
  3. Uno dei ricordi più forti del passaggio dall’infanzia alla adolescenza è stato il momento in cui mi sono reso conto che uno dei temi che più mi affascinava in quel periodo della mia vita erano bugie. Le bugie possono essere di molti tipi, dette per diversi motivi, e persino essere in buona fede, ma bugie restano: distorsioni della realtà. In quel periodo della mia vita ero affascinato dalla fantascienza, ho letto tutti i libri di Isaac Asimov (quasi tutti), ho visto quanti più film di fantascienza possibile (dal primo “guerre stellari” alle retrospettive dei “B” movies tipo “Il giorno dei trifidi”, “L’invasione degli ultracorpi” e la serie del Dr. Qatermass. Naturalmente mi sono letto tutto ciò che si poteva leggere anche sugli U.F.O. compresi tutti i libri di Peter Colosimo. Per fortuna mia mamma, insegnante di matematica e scienze laureata in Scienze Naturali, accortasi di questa mia “deriva” ha iniziato a suggerirmi libri più scientifici e partendo proprio da Isaac Asimov, mi ha avviato a letture più scientifiche come “Il libro di fisica” e altri libri (certamente divulgativi e alla portata della testa di un sedicenne ma evidentemente scelti abbastanza bene da riuscire ad entusiasmarmi nella lettura). Ricordo ancora con chiarezza il momento in cui dopo, avere letto come si è formato l’universo, quali meccanismi lo regolano, come funziona le teoria della relatività, come è stata scoperta l’energia atomica, sono andato a rileggermi uno dei saggi più gettonati (allora) di Peter Colosimo e mi sono accorto di quante cose non potevano tornare. Quando da bambino ho scoperto che le letterine che allora si scrivevano a Gesù Bambino, in realtà non uscivano nemmeno di casa, sono rimasto un po’ deluso (ma anche contento di sapere che tutti i bei regali che avevo ricevuto alla fine mi erano stati regalati dai miei genitori e dai nonni), ma quando mi sono reso conto di quante bugie venivano raccontate sugli UFO e di quanto immenso e affascinante e comunque pieno di misteri fosse l’universo reale mi sono sentito adulto. Tutto questo per spiegare che il motivo per cui non credo ai complottismi come non credo che la terra sia piatta e non credo che gli Stati Uniti abbiano un alieno surgelato in qualche laboratorio nascosto. E’ di gran lunga più facile che a qualche matto scappi di far saltare in aria una bomba atomica.

Bene. fatta questa lunga premessa autobiografica della quale potrebbe non importarvi nulla, veniamo al punto:

La speranza che una volta superata l’emergenza Coronavirus, il nostro possa diventare un paese migliore, si abbassa di molto secondo me se il “leader” della opposizione twitta (non avendo evidentemente nulla di meglio da fare) per informare i suoi adepti che il suo partito farà una interrogazione parlamentare (!!!) per chiedere al governo spiegazioni a proposito di un documento della RAI trasmesso dal TG Leonardo a proposito di un esperimento condotto nel 2015 per tentare di modificare un virus modificandone l’RNA.

Ma un minimo di verifica? Prima di far perdere tempo in parlamento ad un governo che mi pare si possa dire, in questo momento abbia cose piuttosto urgenti da gestire.

Un minimo di serietà e di responsabilità da parte di persone che dovrebbero avere la consapevolezza di essere di riferimento per una notevole (e qui mi dispiaccio) parte della popolazione italiana, dovrebbe essere dovuta. Invece no.

Siccome qualche pirla, in malafede come lui, ha pensato bene che in un momento come questo, un po’ di casino ci voleva ed ha quindi pensato di pubblicare sui sòccialmedia un servizio giornalistico televisivo che solo in apparenza ha attinenze con la situazione attuale, e lo fa gridando “al complotto !!! … al complotto !!! Condividete !!! Diffondete subito !!! senza perdere tempo per approfondire mi raccomando perché lo toglieranno subito !!! … è tutto vero !!! …” e via così, bene, al felpato non è parso vero di recuperare un po’ di “like” in più gonfiando il petto e a testa alta gridare che sarà portata avanti una coraggiosissima (?!) interrogazione parlamentare… 

Purtroppo ho visto anche diverse persone che sono cascate nel trabocchetto ed hanno fatto altrettanto : pochi (nessuno!) si sono presi la briga di approfondire e verificare la notizia, ma si sono lasciati portare dal consolatorio vittimismo del complotto di laboratorio degli scienziati al soldo dei poteri forti, che è esattamente ciò cui ambiscono coloro che avvelenano internet per un profitto personale: molti, moltissimi click in più che danno loro nel migliore dei casi un po’ di notorietà di cui bullarsi e nel peggiore un sacco di soldi.

Eppure per verificare la reale entità di questa notizia (che per altro in questo caso è vera ! ma è l’utilizzo che se ne fa che è fuorviante e strumentale), non ci vuole nemmeno un grande sforzo perché in molti avevano già fatto e divulgato tutti i chiarimenti del caso e basta prendere quello di cui ti fidi di più e andare a verificarne le fonti …

Occorre però metterci un po’ di tempo e anche un po’ di cervello e capacità critica autonoma … insomma un minimo di sbattimento (o anche solo di curiosità !)

Una per molte : Open online di Mentana, sezione “fact checking” … e se non vi fidate di Mentana perché ritenete che anche lui si sia venduto ai poteri forti … fate lo sforzo di verificare da qualcuno di vostra fiducia, però deve essere sufficientemente onesto e serio da documentare tutto con nomi e date delle fonti, poi di verificatele !

Non dico che sia necessario comprendere il significato profondo di un articolo scientifico pubblicato su una accreditata pubblicazione scientifica, ma se in effetti l’articolo del tale ricercatore che da conto della tale ricerca esiste è assai probabile che la notizia sia vera, perché in questi casi è proprio ciò che le riviste scientifiche (ACCREDITATE) fanno: la verifica degli articoli che pubblicano. E siccome tutti possono sbagliare, le pubblicazioni serie ritirano ciò che eventualmente potrebbe essere sfuggito al primo vaglio.

Quindi, in questo caso, siccome esistono fonti accreditate che hanno analizzato e verificato che NON esiste nessun legame tra l’esperimento di laboratorio citato nel servizio televisivo del TG Leonardo (che tra l’altro secondo me resta uno dei programmi televisivi più interessanti per una informazione veloce ma attendibile) e l’attuale SARS-CoV2 (e magari andatevi anche a studiare cosa significa SARS-CoV2).

Mi fido se scienziati (magari antipatici) di fama comprovata (che significa che se anche hanno detto sciocchezze lo hanno poi riconosciuto) e citate riviste anche di divulgazione mi dicono che di questo virus che in tanti stanno studiando da tutti i punti di vista possibili non reca tracce di manipolazioni in laboratorio.

Poi per carità tutto è possibile ovviamente ma perché dovrei credere ad una complessa macchinazione complottistica se la soluzione che si propone come naturale è assai più semplice ?

Per documentarsi un poco giusto per iniziare:

https://www.open.online/2020/03/25/coronavirus-come-sono-nate-le-teorie-di-complotto-e-perche-sono-infondate/

https://www.open.online/2020/03/25/il-video-di-tgr-leonardo-del-2015-e-il-coronavirus-ingegnerizzato-in-laboratorio-non-e-il-sars-cov-2/

https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2001316

https://www.lastampa.it/cronaca/2020/03/25/news/il-coronavirus-non-nasce-in-un-laboratorio-cinese-ecco-perche-quella-di-salvini-e-una-bufala-1.38637455?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter&fbclid=IwAR1jAKaeLcQ6x3jKNlBny3xXe9IKUOZUAR8vVp9GUhQZx2QARtK4m-aT_hA&refresh_ce

Infine una nota per completezza: non ho dato per scontato che il noto leader della opposizione abbia effettivamente scritto quello che ho detto all’inizio ma sono andato a vedermi i suoi tweet e ho verificato che, si lo ha fatto, e mi sono salvato la schermata (così a futura memoria)

Nulla è mai gratuito, anche io ci ho messo una mezza mattina a scrivere ste due cavolate ma credo che sarebbe utile che tutti ci sforzassimo di essere un poco più seri.

Ah!, Buon giorno …