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La pandemia in Africa e in Tanzania

Riporto di seguito il mio ultimo contributo pubblicato sul bollettino on-line della associazione Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere.

La pandemia in Africa

Ho scritto alla Presidente

In questi giorni di tempo sospeso si trova il tempo anche per fare cose forse anche sciocche e probabilmente inutili.
Ho scritto alla Presidente della Commissione Europea … quello che un tempo era un messaggio in un bottiglia.
Quindi la cosa più probabile è che vada perso nelle onde, o che resti impigliato ed ignorato in qualche rete.

Pensavo che a quel messaggio, mandato ad un indirizzo e-mail che solamente presumevo essere quello diretto della signora Ursula Von Der Leyen, non avrebbe avuto nemmeno un seguito automatico, anzi sinceramente pensavo che mi sarebbe tornato dalla rete un messaggio di errore del tipo “indirizzo sconosciuto”.

Invece, mi è arrivata una risposta. Ho ricevuto un segnale di presenza.

Più sotto potete, se volete, leggere il breve scambio, ma la cosa che mi premeva fare in realtà non era certamente intavolare un discorso sul futuro politico della Comunità Europea, per il quale non sono evidentemente attrezzato, e nemmeno spiegare cosa secondo me la Commissione dovrebbe fare, questa al massimo sono chiacchiere da bar (una volta, adesso sono comunque chiacchiere ma da social); il motivo del messaggio era cercare non dico una prova, ma una traccia di esistenza in vita delle istituzioni Europee.

Ebbene la risposta è arrivata, ed è stata tale per cui (nonostante sia arrivata il 1° di aprile !), sono ragionevolmente certo che sia stata scritta da una persona umana e non da una A.I. e per dirla tutta credo che la possibilità (per quanto remota) che sia stata scritta proprio alla Presidente in persona esiste. Anche se molto più probabilmente la corrispondenza non importante o istituzionale sarà gestita da uno staff di assistenti, nondimeno il nome in calce alla risposta è proprio il suo, e quindi al di là di chi abbia fisicamente scritto la risposta, la faccia ce l’ha messa proprio lei.

Come dicevo il contenuto del mio messaggio non è particolarmente significativo, incisivo o sconvolgente, al contrario probabilmente piuttosto banale, anche se in effetti rispecchia il mio sentimento verso l’idea di Europa che secondo me dovrebbe essere perseguita dalle istituzioni europee.

Bene, di seguito riporto lo scambio tra il sottoscritto e la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen. Mi piacerebbe leggere anche qualche vostro commento.

Oggetto: More Europe is needed 
Da: s.manservisi
A: Mrs President U. Von Der Leyen 
Data: 29 marzo 2020 13:01

Good Morning Mrs. President,
I write to you to let you know the feeling tasted by some Italian people about EC in these days of difficulty and tragedy for many families. 

A feeling of frustration and disappointment about what we see as a lack of solidarity and cooperation between the different countries, lack of community in a real sense of mutual help. 

We know there are many legal and burocratic obstacles and rules the EC where subjected. But this is the time to show if we as European are able to be a real community. 

Please Mrs. President do as much as you can for the Community … non only for us (as Italian) but for all European people, and not only in the economic and financial way ! 

People in Europe NEED NOW to know the EC are close to them otherwise we will loos not only the “war” against the virus, bat the challenge to be Europe. 

Best regard

Stefano Manservisi 
(European citizen, proudly born and living in Italy ) 

Oggetto: RE: More Europe is needed
Da: Mrs President U. Von Der Leyen
A: s.manservisi
Data: 1 aprile 2020 18:51

Dear Stefano, thank you for sharing your thoughts and – yes, you are right with your observations. I know the situation is very difficult in Italy, Spain and increasingly so in many other European countries. It is very difficult in the hospitals where doctors and nurses are heroically striving to save people. And it is difficult in the economy where workers and companies, especially SMEs, are in difficulties. 

But in the face of this virus, we have also seen the best of humanity. We have seen solidarity go viral in Europe in support of the doctors, nurses and care workers who are our modern day heroes. We have seen others become frontline workers overnight – from supermarket cashiers to street cleaners. They have stepped up for the rest of us.
And we have seen simple gestures like clapping on doorsteps or shopping for elderly neighbours. We have seen restaurants deliver food to exhausted medical staff, designer labels make hospital gowns and car makers turn into ventilator producers. 

But we also have to support our economy and the people working in it. We will come up tomorrow with a new instrument especially for Italy and Spain and the labor market.
This crisis shows us that we need more Europe not less. We need to be able to deploy common tools to face this global crisis that impact us all. No Member State can face this threat alone. We need to work together to get over it. We need to help each other. But I am aware that more visible proof of this solidarity is needed. 

On the European Level we have to stay strong, face the criticism and keep on bridging the differences between member states, find solutions and fight for the common cause. It is good to know you at our side. 

All the best 

Ursula VON DER LEYEN President 

European Commission
BERL 13/057
B-1049 Brussels/Belgium 

Oggetto: Re: More Europe is needed
Da: s.manservisi 
A: Mrs President U. Von Der Leyen
Data: 2 aprile 2020 20:27

Dear Mrs. President,
I appreciate and thank you very much for the time you dedicated to answer me.

I read about the new instrument to support EC countries and workers and I thing it is a good start. 

I believe that Europe, together, will start again as soon as the health will be restored and I hope we will all treasure what has happened. 

I wish you good job and please take care of your health. 

Best regard

Stefano Manservisi 
(European citizen …)

Oggetto: RE: More Europe is needed
Da: Mrs President U. Von Der Leyen
 A: s.manservisi
Data: 2 aprile 2020 21:30

hank you and stay healthy!

Ursula VON DER LEYEN President

European Commission
BERL 13/057
B-1049 Brussels/Belgium

Arte e bufale

David Datuna si mangia una delle banane di Cattelan: “Quella di Cattelan è un’opera deliziosa”, avrebbe poi detto Datua, e anche se non lo avesse veramente detto, avrebbe dovuto farlo; è (o sarebbe stata) la degna conclusione di un espressione artistica inconsapevole (dell’arte).

In questa occasione, secondo me, è proprio l’Arte, non gli artisti, che reagisce alle continue provocazioni di questi ultimi ma soprattutto reagisce alla mercificazione di se stessa. Non alla commercializzazione che di per se è anche accettabile entro certi limiti ed ormai codificata quanto meno dal “moderno” in poi. L’Arte in questo caso reagisce al “mercato” dell’arte che diventa speculazione economica, indifferente sia alle opere che agli artisti e in mano alle speculazioni dei mercanti e ne diventa strumento e scopo.

La banana da 250.000 dollari si annienta “facendosi” mangiare da un altro artista, annientando il valore di mercato.

(mi auguro che Cattelan abbia già incassato i suoi soldi e spero che magari li divida con Datuna il quale probabilmente passerà un brutto quarto d’ora per essere stato strumento dell’annientamento del “valore commerciale” dell’opera di Cattelan)

La vicenda della banana mangiata non è, a mio personale parere, né  capolavoro né bufala, è l’Arte che in modo autonomo si riappropria di se stessa e della propria anima, ribellandosi al mercato ed usando gli artisti come involontari strumenti.

Una cosa ha completato l’altra … la banana di Cattelan si è perfettamente completata nella performance di Datuna.

Senza la performance di Datuna la banana di Cattelan non sarebbe una gran novità, di “provocazioni d’artista” ormai ne abbiamo viste tante, avrà anche una sua consistenza artistica ma per me, sopravvalutata; proprio da quel mercato che riduce l’arte ad una sorta di arido prodotto finanziario.

Ma la banana di Cattelan ha acquistato pieno valore e completezza artistica con la performance di Datuna, mentre quest’ultima ovviamente non sarebbe potuta esistere senza la prima.

Incredibilmente l’Arte diventa autonoma, auto-generata, quasi dotata di una volontà propria, dove gli artisti sono inconsapevoli e involontari (quanto meno parzialmente) strumenti.

Ora il punto è: riuscirà l’Arte, da sola, a recuperare a se stessa, e quindi anche ad una parte degli artisti, l’anima venduta ?

Forse. Credo però che serva l’aiuto consapevole proprio degli artisti e anche l’aiuto del pubblico cui l’Arte si rivolge, poiché l’Arte che si rivolge esclusivamente al mercato è sterile.

Tutto ciò potrebbe avere anche un lieto fine se si scoprisse che Cattelan e Datuna erano d’accordo, in questo caso la realtà sarebbe forse meno affascinante della ipotesi di un’Arte in grado di autodeterminarsi, ma il risultato sarebbe il medesimo.

Stiamo a vedere, sono proprio curioso.

Europee 2019 prima …

Vero sono “solo” exit poll …

Resta il fatto che per l’Italia la maggior parte (relativa) degli elettori si sente rappresentata dalla lega (e dal suo comandante) … è la parte di Italia che mi piace di mano e sinceramente speravo fosse più piccola.

Ma tant’è siamo messi così.

In Europa le cose non mi paiono tanto meglio, tutto molto frammentato, difficile e complesso.

Quindi aspetterò i dati definitivi … ma con un qualche speranza in meno di vedere qualche cambiamento in meglio (per come la vedo io, naturalmente).

TV radio e parlamento

In Tanzania le sessioni di discussione parlamentare sono trasmesse in diretta televisiva (quanto meno per le discussioni più importanti) e tra l’altro sono molto più seguite e discusse, anche nei locali pubblici (quando no ci sono le partite di calcio) …

Questo può voler dire due cose:

1) la televisione non è un elettrodomestico diffuso come da noi e la programmazione “on demand” non ha ancora intorpidito o pressoché completamente assuefatto la platea degli spettatori, e quindi anche la discussione parlamentare è ancora un argomento di discussione interessante, mentre da noi è forse più seguito il dibattito sulla fine di una serie televisiva che quello parlamentare

2) il senso civico e l’interesse per la politica e la discussione parlamentare e la necessità/volontà di sentire e commentare e discutere le idee e le attività istituzionali dei politici ascoltandole direttamente dalla loro stessa voce all’interno del contesto entro il quale vengono enunciate è ancora prevalente rispetto alla pigra e passiva “digestione e rigurgito” in modo totalmente acritico, della prima sciocchezza diffusa sui social per sostenere artatamente un politico o un altro a seconda delle necessità.

Insomma, nel momento in cui qui si decide di chiudere il sostegno a chi offre un servizio pubblico come la trasmissione in diretta delle attività parlamentari senza prevederne il rimpiazzo con altre modalità (magari anche più tecnologicamente adeguate e magari economiche), mi pare che la Tanzania anche in questo settore ci stia superando …

Chiosa: a me sembra che il taglio dei fondi a Radio Radicale, l’unica emittente che offre la trasmissione dei dibattiti parlamentari (servizio importante ancorché poco utilizzato, ma questo non certo per loro mancanza) sia più pretestuoso e demagogico che non realmente utile e funzionale ad una migliore gestione dei soldi pubblici.

Ma forse è solo una questione di priorità e siccome non sono io ad avere le responsabilità del governo, le mie priorità certamente non contano se non per quello che sono: una opinione.

Emozioni, incontenibili

Nel momento in cui vedo le foto che mi manda Marco dalla Tanzania, dove con la nostra associazione di volontariato stiamo realizzando assieme alla Diocesi di Iringa in impegnativo progetto per dare accesso all’energia alle persone ed alle famiglie che vivono sulle montagne dell’altopiano di Iringa e che testimoniano le prime fasi del montaggio della turbina, il cuore del nostro Progetto idroelettrico integrato; quasi all’improvviso ed in modo inaspettato vengo colto dall’emozione. Una emozione forte che vuole uscire e devo in qualche modo comunicare, condividere; è l’emozione di un ricordo che sale dal profondo, dal cuore: è il ricordo di mio padre, il ricordo di Gianfranco, di quanto si era dedicato a questo progetto negli ultimi anni della sua vita, quanto ne sentisse (ora lo comprendo appieno) la responsabilità e l’impegno.

Impegno nel quale, come sempre, si era dedicato con tutto se stesso, nonostante l’età e la fatica, nel ricordo del suo amico fraterno Edgardo, che proprio lui aveva indicato alla guida di Solidarietà per completare il suo visionario progetto, con lo scopo di dare a chi ne era privo, le medesime opportunità di sviluppo e di miglioramento della propria condizione di vita, che tutte le persone dovrebbero avere in qualsiasi parte del mondo.

Monari aveva iniziato il suo impegno in Tanzania, mosso da una fede profonda radicata ed incontenibile, per un legame di amicizia e di solidarietà con gli amici che avevano condiviso lo slancio fraterno verso le famiglie colpite dal terremoto del Friuli.
Amici, alcuni dei quali religiosi, che successivamente si erano dati missionari in Tanzania a seguito del gemellaggio tra la Diocesi di Bologna e quella di Iringa.
Amici che arrivati in Tanzania, sulle montagne dell’altopiano di Iringa con la responsabilità di allestire dal nulla una comunità, un dispensario ed un minimo di assistenza non solo religiosa, ma umanamente anche sociale e medica, con risorse scarsissime in un luogo dove non era disponibile nulla se non una natura fertile e generosa.
Erano e sono tuttora, montagne bellissime (per chi come lui amava la montagna) ma dove Edgardo, quando cogliendo la richiesta di aiuto dei suoi amici vi si recò le prime volte, restò profondamente colpito, lui medico, professore universitario e attento pediatra, dalla mancanza dei minimi presidi sanitari per far fronte alle più elementari esigenze mediche e sanitarie delle persone e soprattutto dei bambini che numerose popolano quell’altopiano.
Di qui il suo impegno crescente ed il coinvolgimento improntato alla totale gratuità e donazione di tutto se stesso per aiutare i suoi amici e le persone che diventarono anch’esse suoi “rafiki”, amici in lingua Kiswahili; una vita dedicata all’Africa ed in particolare a quelle montagne della Tanzania, coinvolgendo a sua volta gli amici più vicini e quindi anche Gianfranco e Annamaria, i miei genitori.
Ed è a loro e quindi anche al Professor Edgardo Monari che devo la mia educazione alla Solidarietà, alla Cooperazione, senza frontiere, esperienza della condivisione e tutte le opportunità di crescita e di conoscenza che ne sono venute per me e anche per la mia famiglia.

Porto profondamente impressi con affetto ed emozione, i ricordi degli anni passati a fianco di mio papà quando, dopo aver declinato ogni precedente offerta dell’amico Edgardo di seguirlo in Tanzania, si trovò ad esaudire questo desiderio per vincolo di amicizia, dopo la scomparsa dell’amico e la perdita dell’amata Annamaria, iniziando così la sua “avventura” africana che animò di speranze, entusiasmi ed anche delusioni cocenti gli ultimi anni della sua vita.

Sono proprio queste che vedo ora, le immagini che avrei voluto poter guardare assieme a papà.
So che da dove è ora le vede comunque, ma sono io che avrei voluto poterlo guardare ancora una volta negli occhi, e vedere ancora il suo sguardo, e sentire ancora la sua voce, e condividere la sua gioia e la commozione che sicuramente lo avrebbe colto come ora coglie me nello scrivere queste parole; avrei voluto poter vedere come ne avrebbe parlato, certamente con l’entusiasmo di un bambino, ai suoi nipoti.

Io che ho fatto ben poco, se non cogliere le occasioni che mi sono state offerte, grazie ad Edgardo ed ai miei genitori che hanno avuto fiducia in lui e trasmesso a me il loro entusiasmo; ho avuto la possibilità, il piacere, l’onore, oltre che l’orgoglio, di poter partecipare a questa “avventura” di vita.
Ho potuto accompagnare il Prof. Monari, molti anni fa, prima in Friuli assieme a mio papà e mia mamma per aiutarli a costruire le casette in legno per le famiglie che avevano perso ogni cosa nel terremoto; poi ho potuto aiutare come potevo, da studente, Edgardo e mio babbo nello sviluppo dei progetti in Tanzania e proprio grazie a loro ho avuto nel 1984, la possibilità di fare la mia prima esperienza in Tanzania, accompagnato dal professor Monari, assieme ad alcuni amici per fare i rilievi topografici per il primo progetto idroelettrico di Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere, che ha portato alla realizzazione dell’impianto che tuttora alimenta la missione e l’ospedale di Usokami; e infine il più recente coinvolgimento nella realizzazione del Progetto idroelettrico integrato a Madege, immaginato dalla visionaria lungimiranza del Professor Monari assieme ai Padri della Consolata e al Vescovo della Diocesi di Iringa.

Queste foto, che non ho scattato io ma che sento comunque in parte mie, sono dedicate a loro: a Edgardo, a Gianfranco ed anche ad Annamaria, amica, compagna, moglie e madre, che li ha sempre sostenuti anche nei momenti più difficili della loro amicizia:
continuate ad indicarci la strada, cercherò di seguirla come meglio posso.

Grazie !

Stefano

Nessuno si accorge di nulla ?

è possibile che il sindaco di Riace abbia commesso degli illeciti (che non sono crimini) e NEL CASO ne risponderà, il provvedimento preso dal ministero dell’interno di “trasferire” i migranti é certamente un SOPRUSO.
 
La lega incassa 49 milioni di €uro di contributi elettorali senza alcun diritto (e per me si tratta di un furto) ma può restituire in poco meno di 80 (!?) anni.
 
Stefano Cucchi poteva anche avere problemi (ma erano problemi suoi) ma ciò non autorizza nessun servitore dello stato a picchiarlo fino ad ucciderlo. E nessun politico può permettersi di offendere pubblicamente un parente stretto di una persona uccisa da servitori dello stato trasformatisi in giustizieri, aguzzini ed infine poi assassini e poi pretendere di “scusarsi” (?) in privato !
 
Ei immorale e non eticamente corretto (oltre che ridicolo e assai poco serio) che Ministro dell’Interno di un paese democratico faccia pubbliche esternazioni incontrollate ed incontrollabili ogni giorno utilizzando mezzi di comunicazione non ufficiali ed in modo palesemente superficiale e tendenzioso.
 
Nel momento in cui un cittadino viene eletto ad una carica politica pubblica diventa un rappresentante (e servitore) dello stato e in quello stato DEVE rappresentare tutti i cittadini anche quelli che non lo hanno eletto. NE HA LA RESPONSABILITA’
 
Un ministro delle infrastrutture (al quale certamente non è richiesto di essere onnisciente) non può comunque essere totalmente impreparato ed affrontare in modo colpevolmente superficiale i temi che gli si presentano.
 
Cosa altro deve succedere perché chi non vota per protesta o perché “non trova una parte politica credibile” o più banalmente (e colpevolmente) per pigrizia si renda conto di dove una casse politica di inetti, ignoranti e superficiali ci sta conducendo; cosa deve succedere perché chi ha eletto questi incompetenti arroganti riesca a vedere con obiettività cosa hanno fatto; ma soprattutto cosa deve succedere perché si ricompatti una Opposizione capace di essere concretamente e seriamente tale?

Io non ci tengo

Non ci tengo davvero !!! … anche se dicono che il video ha fatto il giro del mondo, non ci tengo a vedere il soldato arso vivo in nome di chissà quale dio … La cosa è già atroce di per se’ … e nonostante gli aguzzini pensino di essere peggiori e più atrocemente efficaci di altri, dimostrano, in questo, soprattutto la loro profonda ignoranza … non è vero. La loro è atrocità, né più ne meno di tante altre atrocità che uomini (non persone) infliggono direttamente (ma anche non direttamente) ad altri uomini … sono zombie come i loro simili che forse facendosi meno pubblicità, fanno le stesse cosa il altri luoghi e in altri tempi … e sempre, alla fine, senza raggiungere nessuno dei loro folli scopi, seminando inutilmente sofferenza, rancore, odio.

Ciascun carnefice può sceglie le motivazioni che più gli fanno comodo ma di fatto non cambia nulla … e Dio non c’entra nulla, quello che c’entra è l’odio e l’ignoranza che trasforma gli uomini in esseri privi di umanità … o forse è proprio la loro umanità distorta, profondamente ignorante e perversa a trasformarli in esseri che non è possibile classificare nemmeno come “viventi” perché della vita loro sono la negazione.

Non mi interessa vedere con gli occhi ciò che il mio cervello (per quanto limitato possa essere) e il mio cuore sanno già; ancora di meno voglio essere, pur minimamente, complice di chi con gesti di pura barbarie pensa di ottenere qualche vantaggio. Quale poi? … paura? sottomissione? potere? Il paradiso?

Quello che temo (e che in parte è già stato confermato dalle ultime notizie di questa mattina) è che il vecchio proverbio che recita: “chi semina vento raccoglie tempesta” si possa ancora una volta concretizzare … e quello che io so è che contro le tempeste non è possibile combattere, se te ne accorgi in tempo (e noi ne abbiamo la possibilità) puoi prepararti, puoi cercare di schivarle e di limitarne i danni … ma quando ci capiti in mezzo è certo che ti bagni …puoi cercare di ripararti e devi aspettare che passi …

Sarà difficile che l’incendio che stanno cercando di appiccare al nostro pur limitato e imperfetto (e spesso profondamente sbagliato) modo di pensare vivere sociale si spenga da solo … sarà meglio cercare di spegnere i focolai, combattere e isolare i piromani senza farsi prendere dal loro meccanismo folle.

E in ogni caso è sempre più necessario ed urgente spiegare, istruire e fornire alle nuove generazioni tutti gli strumenti per non cadere negli stessi errori del passato (non molto lontano) o restare preda di paure che non farebbero altro che  renderli ancora più indifesi.

Coincidenze

Premessa importante: quello che segue è frutto di una generalizzazione che fa di tutte le erbe … un fascio (!) quindi probabilmente sbagliata (forse)

I fatti

Mentre un governo (subentrato ad altri per mezzo di meccanismi legislativi certamente legittimi ma non direttamente eletto dalla volontà dei cittadini con pubbliche elezioni) di sinistra si occupa della riforma del lavoro, la Polizia (che dipende dalle Questure che sono espressione di un potere dello Stato non esattamente di sinistra e dal Ministero degli Affari Interni) interviene pesantemente contro i partecipanti ad una manifestazione organizzata da un Sindacato (sempre di sinistra anche se attualmente in aperto dissenso con la “sinistra di governo”)

Le conseguenze

A seguito di ciò lo scontro e le incomprensioni tra le due parti di una sinistra sempre più divisa si acuiscono, mentre un leader di un piccolo partito di destra e titolare del Ministero degli Affari Interni si pavoneggia a fare da pacere … cogliendo per la destra due piccioni con una fava.

Le conclusioni (mie)

Non sono supinamente appiattito su posizioni “renziane” non vedo alternative costruttive migliori ne a destra, ne oltre la sinistra ne, tanto meno, nel m5s, tuttavia non sono per nulla convinto che si tratti di una coincidenza … troppi i vantaggi e tutti da una parte sola … resta certo (per me) solo chi ci ha rimesso: i lavoratori, soprattutto quelli che in quel momento erano a lavorare o a cercare un lavoro !

Ancora buona giornata e buon lavoro a tutti !

Eufemismi …

“Attività anomale” così sono state definite le attività dell’aviazione militare russa sui cieli d’Europa.

Gli aerei mi hanno sempre affascinato e quindi mi sono preso 5′ per verificare:

Ecco cosa è passato sui cieli d’Europa mettendo in allarme le aviazioni di Finlandia, Gran Bretagna, e Portogallo:

Victory_Day_parade_in_Moscow,_Russia_in_2009

L’immagine è “di repertorio” (come dicevano i giornalisti dei TG di una volta), tratta da Wikipedia, rende però l’idea …
Alcuni di questi “gingilli” (quelli grossi davanti – IL-78 tanker – riforniscono quelli dietro – TU-95 -) assieme ad altri aerei militari sempre russi (MiG-31 Foxhound, Su-34 Fullback, Su-27 Flanker, Su-24 Fencer), hanno attraversato da N/E verso S/W i cieli d’europa fino sopra l’oceano per poi tornare indietro.
Il TU-95 H è un bombardiere strategico progettato alla fine degli anni ’50 ma ancora in servizio.

Un’altra cosa che si legge tra le righe dei report della NATO è che ad oggi gli intercettamenti di aerei russi sull’europa sono già più del triplo di tutti quelli fatti nel 2013.

Che dire … a che gioco stanno giocando?

L’immagine che mi si è formata nella mente è quella di un vecchio palestrato, potente ex KGB che a torso nudo mostra i muscoli un po’ rugosi degli anni ’50 … Resta però il fatto che se poi decide di mollarti un cazzotto può farti ancora male se non sei pronto.

Certo non credo che ci sia una intenzione bellica diretta, ma pensando a ciò che sta succedendo in Ucraina (e di cui si hanno sempre meno notizie) fatico anche a credere alle coincidenze casuali …

Se volete sapere qualche cosa di più questo è il link della notizia riportata dal sito della NATO

Buona giornata !