Archivi del mese: Settembre 2021

Diario famigliare, 0

Scrivere per ricordare,

ricordare per continuare.

I ricordi attraverso i ricordi: diverse generazioni precedenti e presenti nella mia memoria.

Non siamo del tutto morti finché qualcuno conserva un nostro ricordo.

Ovvero l’urgenza di fissare i ricordi delle persone care prima che vadano persi, scrivere i ricordi potrebbe anche significare forzarne la loro intima natura evanescente per costringerli all’interno delle parole, non di meno senza questa costrizione credo che il danno (?) sarebbe maggiore: la loro perdita.

I ricordi stanno in un luogo della mente che non può contenerli tutti, i ricordi per loro natura tendono a sfuggire nel tempo; la nostra mente li seleziona con logiche a volte difficilmente comprensibili e non necessariamente seguendo la regola del traghetto: first in first out.

Tuttavia nella nostra testa i ricordi godono di una condizione di indefinizione che rende impossibile fissarli entro confini precisi e la loro trasposizione in parole e scrittura ci costringe ad una loro più rigida definizione, mediata dalla nostra esperienza fisica.

Difficile e forse inutile tentare di dare a questa trasposizione dei ricordi una struttura logica ma per cercare di “fissarli” è pur necessario definire una sorta di scaletta:

  • I bisnonni: sono i ricordi dei genitori dei genitori dei miei genitori. Ho avuto la fortuna di conoscerne due e di conservare di loro alcuni ricordi diretti che poi si confondono con i racconti dei ricordi dei nonni e dei miei genitori.
  • I nonni: ho potuto conoscerli tutti, ho trascorso con loro molta parte della mia infanzia e adolescenza poi, purtroppo, li ho visti andare, diventare essi stessi ricordi.
  • I genitori: i miei e quelli di mia moglie e dei miei amici, sono i ricordi delle vite che maggiormente si intrecciano con la mia.
  • Gli amici: zii, cugini, molti non definibili ricordi di molte persone appartenenti a diverse generazioni.
  • i Figli: ricordi di chi spero si ricorderà di noi, ovvero rendersi conto all’improvviso che anche i nostri figli stanno popolando la nostra memoria e che noi stiamo popolando la loro … nel bene e (ahimè) anche nel male.
  • Io: ovviamente tutti questi sono ricordi miei diretti ed indiretti, assieme a quelli più intimi, personali e diretti.

Per adesso, vado a memoria poi, se troverò il tempo, farò anche ricerche e visto che qui cerco di fissare i ricordi prima che svaniscano, la memoria è, appunto, lo strumento giusto, sufficiente allo scopo.

Vigili del Fuoco di San Giovanni in Persiceto, prima metà del XIX secolo, al volante Atteone Manservisi, mio nonno (autore e data dello scatto sconosciuti).