Non è colpa della scuola !!!

Non direttamente e forse anche non solo indirettamente (per il carico sui trasporti).
Qualcuno ricorda cos’altro è successo a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico?
No ? Beh io invece si.
Se ne avete voglia beccatevi un altro “pippone” !

Riflessioni e date

Si fa un gran parlare delle date e dei dati della pandemia, in particolare viene spesso sottolineato che considerando che i dati “registrano” una situazione che origina circa 7-15 giorni prima della registrazione del dato (ovvero un tempo più o meno coincidente con il periodo di incubazione della malattia) e considerando che l’impennata dei casi è stata registrata nei primi giorni di ottobre, viene conseguentemente argomentato che circa 15 giorni prima di questa ultima “impennata”, sono state riaperte le scuole per l’inizio del nuovo anno scolastico.

Quindi (sempre riportando i vari articoli giornalistici, interviste, talk televisivi o discussioni sui social da persone più o meno titolate a farlo) la ripresa del contagio viene messa direttamente o indirettamente in relazione alla riapertura della scuola.

Forse si forse no.

C’è chi cita studi e analisi epidemiologici che sembrerebbero dare come estremamente ridotto il numero di contagi riferibile direttamente a contatti avvenuti in ambito scolastico. Ma poi bisognerebbe andare ad approfondire: cosa significa “ambito scolastico” ? è possibile distinguere in modo attendibile i contagi che sono avvenuti fuori dai cancelli delle scuole da quelli che sono avvenuti dentro ? Questo indicatore complessivo nazionale è omogeneamente applicabile a tutte le regioni ? oppure ci sono state regioni o situazioni dove la lettura dei contagi in “ambito scolastico” ha dato esiti diversi che poi si sono stemperati nel dato aggregato ?

C’è chi argomenta che l’apertura delle scuola, dopo una estate di faticosa riorganizzazione, coincide ovviamente con la ripresa nell’utilizzo in massa dei trasporti pubblici, per i quali apparentemente non c’è stato un altrettanto intenso impegno riorganizzativo in vista della ripresa. E allora, è possibile leggere i dati epidemiologici riuscendo a distinguere i contagi avvenuti prima, durante e dopo l’uso dei mezzi pubblici? o prima, durante e dopo l’ingresso a scuola dei ragazzi ?

OK

Tutto giusto. Forse.

Certamente è tutto dannatamente complesso, le variabili in gioco sono molte e coinvolgono ambiti disciplinari assai diversi. (Già solo questa constatazione dovrebbe essere sufficiente a smorzare l’interesse verso le chiacchiere da bar, social o talk e così via, ma la realtà che leggo e sento e purtroppo assai diversa).

A me comunque manca un tassello:

Cosa è successo tra la metà e la fine di settembre 2020, oltre alla riapertura delle scuole, che ha “rimescolato” le persone al punto che nella stessa finestra temporale ma 15 giorni dopo il numero dei contagi ha cominciato a crescere vertiginosamente ?

A nessuno viene in mente altro ?

A me invece torna in mente un’altra cosa: il voto per il Referendum e per le Amministrative, con le relative campagne elettorali in pieno svolgimento in tutta Italia, proprio negli ultimi giorni prima della apertura delle urne il 20/21 settembre 2020 a pochissimi giorni dalla faticosa riapertura delle scuole “in presenza”.

A nessuno è passato per la mente il ricordo delle piazze piene di persone ai comizi di questo o quel lider politico ?

Non è di grande consolazione, ma in quelle giornate scambiando opinioni con qualche amico sia a voce che per iscritto, cercavo di argomentare che per me quello non era “né il caso, né il momento e nemmeno il luogo” (prevalentemente le scuole guarda caso) per chiamare gli italiani non tanto alle urne, quanto ad assistere agli show di questo o quel politico.

Tutti giustamente adesso (col senno di poi) argomentano sul fatto che per i trasporti non si sia fatto abbastanza, pur sapendo bene e con largo anticipo quando e come sarebbe ripresa l’attività di scuole e università.

Nessuno però (almeno tra quelli che ho sentito io in questi giorni) ha considerato che anche per recarsi ai comizi o agli eventi delle varie campagne elettorali o referendarie molte persone hanno utilizzato i trasporti pubblici e comunque si sono spostate e mescolate ad altre persone durante questi eventi e anche poi per recarsi alle urne.

Nessuno, meno che mai i vari esponenti politici (soprattutto quelli che quella campagna l’hanno cavalcata a gran voce sostenendo, con i loro atteggiamenti in pubblico – se non direttamente con le loro parole – una sostanziale sottovalutazione di quello che oggi nei fatti vediamo), ricorda ora la responsabilità politica di avere mosso molti italiani per mero conteggio politico, spesso poi travestito da spirito democratico e amor di patria e libertà.

Non mi spingo ad argomentare su date e dati di questi fatti, se sia stato giusto o meno, mi limito a registrare una sorta di amnesia collettiva su questi fatti che cronologicamente sono accostabili a quelli della ripresa della scuola e dell’università, sia direttamente che indirettamente e come ricaduta sui trasporti pubblici.

C’è nessuno in grado di sapermi indicare se c’è stato qualcun altro che ne abbia parlato o scritto o quanto meno accennato ?

Nessuno ha qualcosa da dire in proposito ?
A me sembra che una riflessione sarebbe utile.

S.C.M.

Post scriptum:

Quello che ho scritto sopra ha suscitato diverse reazioni che possono essere riassunte in due questioni principali:

1 qualcuno ha ritenuto di leggere nelle mie parole un giudizio negativo sulle elezioni ravvisando un intento liberticida ed “irrispettoso delle più elementari regole democratiche già così violate dal governo attuale che non è nemmeno stato eletto e che ci sta portando verso una dittatura soft con bugie e mascherine …” e non vado oltre;

2 altri più seriamente hanno osservato che mentre scuole e trasporti continuano la loro attività alimentando i contagi, la cui curva dei dati appare in continua crescita, l’episodio delle elezioni è limitato a due sole giornate ed in ambienti (quelli della scuola) certamente tutelati.

Alla prima osservazione rispondo ripetendo ciò che evidentemente è sfuggito leggendo sopra:

non era il caso (il referendum per me avrà effetti marginali sia dal punto di vista economico che etico, mentre sul piano politico amministrativo potrebbe essere addirittura deleterio ma solo nella peggiore delle ipotesi);

non era il momento (nel mezzo di un evento straordinario come la pandemia, resto convinto che data l’eccezionalità della situazione, si sarebbe potuto rimandare, certamente il referendum, forse anche – ma non saprei di quanto – le amministrative e comunque si è persa una occasione per sperimentare l’uso degli strumenti telematici per il voto … ma questo è un altro discorso e se ci sarà l’opportunità e le voglia, ne parleremo in un’altra occasione);

non era nemmeno il luogo (la scuola ! dopo la fatica e il casino fatto per riorganizzare tutta l’attività didattica in modo da renderla il più possibile sicura mi sarebbe sembrato logico trovare soluzioni alternative che credo sarebbe comunque opportuno trovare anche durante il tempo ordinario).

Detto questo non mi pare di aver sostenuto la sospensione del suffragio universale come taluni hanno ravvisato.

Riguardo invece alla seconda osservazione, concordo sul fatto che la chiamata alle urne si sia esaurita nell’arco di due giornate e che le operazioni di scrutinio abbiano comunque coinvolto, per un altrettanto breve periodo di tempo, un numero comunque assai limitato di persone in situazioni piuttosto controllate o controllabili anche sul piano igienico-sanitario.

Io però mi riferivo a ciò cui abbiamo assistito nelle giornate precedenti in tutta Italia, non solo nelle regioni dove si sarebbero tenute le amministrative; sto parlando della campagna elettorale organizzata da quasi tutti con modalità piuttosto “allegre” e certo non improntate alla prudenza ed all’esempio per il rispetto delle regola relative al distanziamento sociale ed all’uso delle mascherine, anzi !

Parallelamente al sostegno delle proprie idee politiche e dei propri candidati i maggiori leader politici hanno inscenato una vera e propria campagna di “sottovalutazione” relativamente al tema della pandemia fornendo informazioni ed esempi di comportamento spesso diametralmente all’opposto di ciò che la stragrande maggioranza di medici e scienziati continuavano a ripetere inascoltati.

A quel punto il cerino nel pagliaio lo si era di già gettato, e non importa se lo si è fatto solo per due giorni, ormai l’incendio era acceso. Peccato che poi nella realtà gli effetti dell’epidemia da infezione da SARS-cov-2 non sia evidente come un incendio, anzi, per un paio di settimane non ne vedi proprio gli effetti che diventano evidenti solo dopo, ovvero quando non puoi più fare granché. A peggiorare le cose tra l’altro c’è anche il fatto che per l’epidemia di covid-19 i medici e le strutture sanitarie non hanno nemmeno quelle che sarebbero le motopompe per i pompieri che devono spegnere un incendio. Tradotto: non ci sono cure (specifiche), non c’è il vaccino.

E il bello e che queste cose si sapevano già.

Quindi trovo curioso (in forma sarcastica) che nei dibattiti che si vedono, si sentono e si leggono in questi giorni tutti sembrano nemmeno essere sfiorati da questo sospetto, anzi !

D’altronde sono evidentemente tutti preoccupati di passare all’avversario (di qualsiasi genere esso sia) la patata bollente, scaricando elegantemente il barile.

Le uniche parole sensate che ho sentito sono come sempre (e mano male !) quelle del Presidente Mattarella.

Basta così. Il tempo dedicato al virus è stato anche troppo, la prossima volta parleremo di altro, tanto questa discussione lascia il tempo che trova.

Il virus circola con le nostre gambe ciò che possiamo fare è cercare di resistere rispettandoci a vicenda, rispettando le sole tre regole che dovrebbero essere ormai chiare per tutti: distanza, igiene e mascherina; con serietà, equilibrio e prudenza, sapendo che il tempo non gioca a nostro favore e che dovremo resistere per un periodo limitato ma non prevedibile di tempo. Non sarà facile ma al momento non mi pare che ci sia altro.

Restate in salute !

S.C.M.

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