Greta, i giovani e il clima

Avevo iniziato a scrivere queste righe citando la traduzione di una invettiva di Andrew Bolt (giornalista di Sky News Australia) sulla ipocrisia dei giovani che manifestano.

Prima però ho cercato di verificare la fonte.

Non ci ho dedicato più di mezz’ora (di solito è sufficiente per verificare in internet l’attendibilità di una fonte) ma non ho trovato molto:

In buona sostanza ho trovato moltissimi riferimenti alle sue invettive scettiche sul cambiamento climatico, ma ho faticato a trovare invece a quali fonti scientifiche lui si riferisce.

Ovvero moltissimi citano lui ma lui non cita le sue fonti o per lo meno è difficile risalire alla credibilità delle sue fonti (il che per me equivale ad una scarsa credibilità della fonte)

Non sono riuscito a trovare il discorso originale in inglese (ovvero forse ci sarà ma non è così immediato da trovare), in compenso ho trovato una valanga di riferimenti alla sua invettiva in Italiano (ovvero siccome la ricerca proviene da un PC – il mio – situato in italia, tutti i motori di ricerca da Google a Facebook ti restituiscono prima i risultati italiani) resta comunque il dubbio sul reale significato del ragionamento attribuito ad Andrew Bolt.

Appare anche evidente che nella grande abbondanza di citazioni in italiano delle parole (ovviamente in origine in inglese) originali si trovano moltissime traduzioni differenti a volte anche in maniera sostanziale (anche se comunque tutte utilizzate per evidenziare in modo più o meno veemente l’ipocrisia del movimento F.f.F. e la pretesa inconsistenza sulla teoria del riscaldamento globale e del Climate Change).

Provo a fare ordine:

Climate Change: tema generale di facile esperienza comune (“non ci sono più le stagioni di una volta”), comunque inoppugnabile, tutte le fonti concordano: è in atto un cambiamento climatico. Le differenze di opinione si marcano sulle cause, ovvero se sia da imputare alla attività umana o se invece sia dovuto a cause “naturali” in senso generico. E comunque anche i detrattori faticano a poter sostenere il contrario, in quanto è diffusa la sensazione (anche superficiale) che in effetti il clima stia cambiando è quindi più difficile (e non utile alla causa negazionista) cercare di sostenere ciò che è contro l’evidenza comunemente percepita.

Andiamo avanti.

Global Worming: il riscaldamento globale, questione più controversa dove si innestano opinioni basate su risultati di ricerche scientifiche con pareri scientificamente inconsistenti e qui le cose si “incartano” notevolmente, troppi sono i climatologi improvvisati o i “divulgatori” che offrono comode semplificazioni. Le serie numeriche da quando si è iniziato a registrare le temperature in modo scientifico comunque sono in costante (anche se non lineare) aumento e tant’è , bisognerebbe almeno prenderne atto. Anche qui ovviamente poi si aprono le due possibilità: è l’effetto della attività umana, è la conseguenza di un ciclo naturale (le cui cause a sua volta bisognerebbe però descrivere altrimenti siamo daccapo: se è un fenomeno naturale allora si è già presentato? perché? a cosa è dovuto?), i negazionisti (per semplificare ed intenderci al volo) dovrebbero per lo meno porsi queste domande prima di affermare con certezza assoluta che si tratta di un fenomeno naturale verso il quale le attività umane sono indifferenti ecc…

E veniamo alle discussioni di questi giorni.

Climate Strike e Friday for Future: non ho elementi per capire esattamente cosa sia successo e ancor meno per avere certezze sulla genuinità di Greta, resta il fatto che mi pare indiscutibile il fatto che questa ragazzina giovane abbia effettivamente smosso qualcosa.

A mia modesto parere però un risultato di consenso così vasto (anche mio intendiamoci) non può essere liquidato con le manipolazioni occulte di un potere forte altrettanto occulto che ci vuole spingere … (dove poi ? anche questo è tutto da discutere)

Un movimento ed un consenso così vasto e immediato presuppone anche una vasta e matura sensibilità verso questi temi.

La platea era già pronta e ne i governi ne la mia generazione se ne è accorta.

Ovvero, appunto, abbiamo continuato con le nostre abitudini, supportate da un tenore ed una modalità non più sostenibile (ma molto comodo ed al quale siamo assuefatti) accentuando quindi gli effetti e le conseguenze di queste modalità a livello globale, cioè planetario. Abbiamo perseverato, sostenuto ed esportato un modello che moltiplicato per 9 miliardi di volte non potrà essere a lungo sostenibile per il nostro pianeta.

Non è una novità, che le risorse prima o poi si esauriranno lo si dice da molto tempo. Forse troppo, quindi siccome una gran parte di questi 9 miliardi (quella con gli strumenti economici e culturali per poterlo capire) si è poi resa conto che si le risorse si consumano ma la riserva è abbondante, ne abbiamo alla fine ricavato la sensazione che sia inesauribile. Non è così e dobbiamo farcene una ragione

Non è che se una vecchia casa piena di crepe non è ancora crollata possiamo starcene tranquilli che siccome non è crollata fino ad ora non lo farà mai più. Anzi è vero il contrario più il tempo passa più la catastrofe diventa statisticamente più probabile fino al momento in cui inevitabilmente si verificherà. E’ solo questione di tempo.

Il ponte Morandi a Genova è purtroppo, secondo me, un fulgido esempio di queste dinamiche.

Quindi è necessario prendere coscienza dei rischi ed intervenire finché si è in tempo per evitare la catastrofe.

Naturalmente sapendo che anche nel caso che si operi con serietà e coscienza e che quindi si riesca ad evitare la catastrofe ci sarà sempre che sarà pronto a dimostrare che dal momento che nessuna catastrofe si è concretizzata gli sforzi fatti non erano necessari.

Tutto ciò ha un senso ? Per me no.

Penso che tutti quelli che si prendono la briga in questi giorni di insultare, sbertucciare, screditare e ridicolizzare un ragazza di 16 anni perchè sarebbe manipolata, e con altrettanta solerzia, impegno di tempo e risorse per dimostrare l’ipocrisia dei ragazzi che partecipano in massa alle manifestazioni del movimento in sostegno della salvaguardia del nostro (anche loro) ambiente, penso, dicevo, che stiano semplicemente sbagliando bersaglio.

A chi giova screditare una ragazza di 16 anni ? Solo a dimostrare il proprio cinismo e la propria pretesa conoscenza “profonda” di come va il mondo e di come siano ingenui quelli che seguono Greta.

A che cosa giova bollare migliaia di ragazzi che scendono in piazza come ipocriti ? Risolve forse qualche problema ?

Non mi pare.

E adesso torniamo ad Andrew Bolt fieramente citato da chi cerca in tutti i modi di togliere l’attenzione da chi manifesta per una cosa giusta dimostrando la loro incoerenza ed ipocrisia, argomentando che in fin dei conti questa sarebbe la prima generazione ad aver preteso (?) l’aria condizionata nelle scuole (ma avete presente le scuole italiane ????????????) o ad andare a scuola con qualsiasi mezzo (inquinante ovviamente).

Ma quale generazione ha inventato, prodotto ed esasperato il profitto ricavabile da questi prodotti fino a farli diventare indispensabili ?

Quale è la generazione che ha costruito strade e parcheggi asfaltati per poter utilizzare meglio e più comodamente le automobili, facendole diventare un simbolo ed un paradigma di benessere e addirittura di libertà?

Quale generazione ha prodotto milioni di condizionatori spendendo miliardi in comunicazione per “educare” si da piccoli le generazioni successive al diritto ad avere l’aria fresca senza spiegare che anche quell’aria fresca (moltiplicata per molti milioni o forse per miliardi di volte) alla fine ha un costo energetico enorme ???

E allora di cosa stiamo parlando ? Aprite gli occhi, usate la testa !

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