Non mi permetto

Non mi permetto certo di paragonare le leggi razziali emanate dal governo fascista al decreto sicurezza …

Quello che vedo però, è un ministro dell’interno della Repubblica Italiana che usa la sua posizione ed il suo potere per la propria, personale, propaganda elettorale e se non direttamente, quanto meno indirettamente (mi concedo il beneficio del dubbio perchè ovviamente non ho elementi per certificare il contrario, quindi il dubbio, forte, resta) avvalla, ammicca e fomenta (anche solo senza prendere chiaramente posizione contro) un clima di sberleffo, discredito e delegittimazione di chi non la pensa come lui, fomentando ed avvallando uno stato di polizia dove solerti, piccoli, funzionari burocrati si sentono autorizzati a fermare, identificare, sospendere, coloro che esprimono visibilmente, ancorché legittimamente, un dissenso verso il loro ideale comandante.

Quello che vedo è il continuo, ininterrotto e martellante fomentare di un clima oscurantista e pseudo religioso ai limiti del millenarismo, sdoganando l’odio con sorrisi e baci falsi come quelli di Giuda.

Fare del buono il disprezzabile, fare del giusto il ridicolo, fare della serietà sberleffo e dell’onestà un secondo fine.

Fare dell’ignoranza virtù, fare della paura strumento, fare dell’insulto normalità, fare della bugia metodo.

Ora se tutto ciò non lo volete chiamare fasciamo ditemi come dovrei chiamarlo ?

s.c.m.

Una risposta a “Non mi permetto

  1. Ciao Stefano, ieri ti ho mandato un commento, ma oggi dopo questo post credo di aver qualcos’altro da aggiungere.

    prima di tutto complimenti, hai saputo esprimere un pensiero anche mio, con parole che non avrei saputo mettere assieme, sintetico incisivo e indiscutibilmente dalla parte della ragione. Complimenti davvero.

    La sensazione dopo aver letto era di scoramento. Se avessi letto o sentito pronunciare queste cose dieci o quindici anni fa avrei semplicemente risposto: ok, sono cose scontate quelle che dici, andiamo avanti. Ora invece c’è davvero la necessità di ribadire cose ovvie.

    é successo che abbiamo fatto un enorme salto temporale a ritroso.

    E ci si sente assaliti da una stanchezza quasi fisica, ci si ferma e ci si guarda attorno, si notano sempre più persone che amano più gli animali dei propri simili, persone che non sono più capaci di ingenuità, di fiducia.

    Il nichilismo che supera perfino le descrizioni di Kafka, il cinismo obbligatorio per difendersi dalle mille varietà di furbizia.

    Che fare? ci rinchiudiamo in una elite di persone col cervello funzionante in attesa che passi la brutta stagione?

    Ci scagliamo contro i mulini a vento?

    Come facciamo ad estrarre un pensiero da chi si incazza perchè le previsioni meteo non gli sono favorevoli, se la prende con chi gli chiede di saldare il conto in un esercizio commerciale e da piena fiducia a chi dopo aver rubato almeno 49 milioni di euro gli dice che con lui può stare tranquillo.

    Ecco, l’amarezza tende a fermare il movimento e anche l’indignazione.

    P.s. Ho imparato che venerdi pomeriggio a Bologna ci sarà Umberto Galimberti che terrà una conferenza, io purtroppo non potrò andare, ma mi piacerebbe, perchè lui oltre ad aver previsto questa situazione più di 20 anni fa spesso ha idee originali e interessanti.

    Spero che tu riesca a vederlo.

    Ciao Stefano Ferrari

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