Non mi permetto

Non mi permetto certo di paragonare le leggi razziali emanate dal governo fascista al decreto sicurezza …

Quello che vedo però, è un ministro dell’interno della Repubblica Italiana che usa la sua posizione ed il suo potere per la propria, personale, propaganda elettorale e se non direttamente, quanto meno indirettamente (mi concedo il beneficio del dubbio perchè ovviamente non ho elementi per certificare il contrario, quindi il dubbio, forte, resta) avvalla, ammicca e fomenta (anche solo senza prendere chiaramente posizione contro) un clima di sberleffo, discredito e delegittimazione di chi non la pensa come lui, fomentando ed avvallando uno stato di polizia dove solerti, piccoli, funzionari burocrati si sentono autorizzati a fermare, identificare, sospendere, coloro che esprimono visibilmente, ancorché legittimamente, un dissenso verso il loro ideale comandante.

Quello che vedo è il continuo, ininterrotto e martellante fomentare di un clima oscurantista e pseudo religioso ai limiti del millenarismo, sdoganando l’odio con sorrisi e baci falsi come quelli di Giuda.

Fare del buono il disprezzabile, fare del giusto il ridicolo, fare della serietà sberleffo e dell’onestà un secondo fine.

Fare dell’ignoranza virtù, fare della paura strumento, fare dell’insulto normalità, fare della bugia metodo.

Ora se tutto ciò non lo volete chiamare fasciamo ditemi come dovrei chiamarlo ?

s.c.m.

Una risposta a “Non mi permetto

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