Archivi del mese: Dicembre 2013

Alcune domande

Chi sono i forconi?
O per meglio dire, chi sono i loro leader ? Chi è ad esempio, Luciano Chiavegato o chi è Danilo Calvano, che si fa venire a prendere alla manifestazione in Jaguar con l’autista ?

Per carità, può essere un suo amico, certo, però se l’amico ti viene a prendere in Jaguar alla manifestazione a me viene il dubbio che più che un amico sia un sostenitore e di conseguenza sorge un’altra domanda: A che titolo è sostenitore dei disoccupati chi gira in Jaguar ?

Siamo sempre li, e non è per la Jaguar in se, ma per ciò che vi si cela dietro …

E ancora: cosa è la L.I.F.E. (di cui L. C. è o è stato leader) e che qualche anno fa in veneto distribuiva informazioni dettagliate su come comportarsi in caso di visita della finanza …

A volte 2+2 non fa quattro, e la Jaguar che si vede nelle foto paparazzate dai giornali non è neppur nuovissima e credo che ormai la si possa trovare usata a poco prezzo ma è pur sempre una Jaguar e se io non pago le tasse (o ne pago solo una parte) in poco tempo ho certamente la possibilità di acquistare una Jaguar (e di mantenerla) con meno fatica di chi invece deve fare scelte più oculate perché ha fatto il suo dovere e ha pagato le tasse …

Sempre con il dovuto rispetto con chi è veramente in difficoltà … ma sorge il dubbio che sia anche molto facile protestare quando poi si è mantenuta una condotta tale da essere perte delle cause della situazione che si sta contestando …

(dalle mie parti di direbbe “fare il finocchio con il sedere degli altri” tanto per capisco con una perifrasi elegante)

Temo però che il segnale sia più serio e preoccupante di quanto ci vogliano far credere: temo che sia il segnale che si sta esaurendo anche il patrimonio “sommerso” che in molta parte dell’Italia ha sostenuto un certo benessere “sommerso” (e in quanto tale in gran parte illecito) … tutta quella parte di lavoro ed economia “in nero” che ha permesso a chi è nominalmente disoccupato e nulla tenente di tirare avanti, tutta quella parte di “secondo lavoro” ed economia basata sullo “scambio di favori” non fondati sulla solidarietà ma (a volte in maniera occulta o mascherata) finalizzata all’interesse personale di chi fomenta per pescare poi nel torbido (perché questo è il suo habitat naturale).

In tempi come questi, assai simili ai periodi di “economia di guerra”, è sempre esistito il “mercato nero” grazie al quale chi aveva un poco di risorse in più ha potuto continuare a limitare le privazioni e le sofferenze del periodo con onesto sacrificio. Sacrificio che però è poi andato prevalentemente a beneficio di coloro che su questa sofferenza fanno speculazioni senza scrupoli.

E qui torniamo alle domande iniziali: chi sono i leader, i burattinai che tirano le fila di questo nuovo movimento così arrabbiato ? Non sono convinto della sincerità e del disinteresse di chi guida una protesta dalla sua auto di lusso (con il dubbio che sia il frutto di un modo piuttosto “egoista”, se non illegittimo, di intendere i diritti e i doveri del cittadino) e soprattutto non sono convinto che non sia soltanto un altro tentativo di cavalcare a proprio beneficio un disagio ed una sofferenza che è innegabile ma per la quale non possiamo sempre e soltanto incolpare altri.

Nessuno di costoro parla di rimboccarsi le maniche (e tanto meno lo fa in prima persona, neppure con lo sforzo di dare un buon esempio), nessuno parla di unirsi per dare supporto a idee nuove concrete e costruttive o semplicemente di fare gruppo per aiutarsi vicendevolmente, ma piuttosto propongono un facile “ricatto”: se stai con noi ne potrai poi (dopo) condividere i facili vantaggi.

In sostenta: “Agita il forcone e vedrai che qualcosa ti verrà concesso”, se non altro per paura … tutto ciò non può che portare dalla rabbia alla violenza, e dopo purtroppo ci saranno ben pochi vantaggi da spartire, temo.

Non trovo una gran differenza tra questi leader e quelli della “vecchia” (?) politica, si continua a dire che sarebbe un segnale importante ed un esempio efficace la riduzione dei costi della politica ma poi alla fine nessuno riesce a fare qualcosa di concretamente visibile, nessuno riesce a fare un sacrificio per dare l’esempio … solo parole.

La cosa preoccupante è che la rabbia è un sentimento che pur naturale e a volte comprensibile, è altrettanto difficile da controllare e ancora di più da gestire …

S.C.M.