Archivi del mese: Marzo 2011

Da Lampedusa a Travaglio

Guardo la televisione, stasera. Non mi capita più tanto spesso, e quando lo faccio evidentemente guardo solo dei canali “comunisti” perchè sento solo cose che anche un alieno extraterrestre giudicherebbe incredibili:

– Mr. B va al mare e promette di ripulire le spiagge il 60 giorni (come quando ripulì Napoli dalla spazzatura) … visto che il tre giorni c’è chi è risorto … non si vede perchè non dovrebbe farcela …

Poi per rafforzare la sua solidarietà con il popolo libero di Lampedusa … ci fa sapere che ha comperato un appartamentino li anche lui … fantastico … e io che pensavo che poi finita l’emergenza quando un immobile a Lampedusa tornerà a valere sempre di più la potrà rivendere con un buon utile … Che invidioso che sono … sempre a pensare male!

Poi cambio canale e sento un giornalista (evidentemente comunista) che mi dice che non è vero che sono 1000 i magistrati che  si sono dedicati a Mr. B sperperando soldi pubblici; non è vero che ha subito centinaia di processi ma solo 31; non è vero che è sempre stato assolto, ma solo che non è mai stato condannato, la differenza sarà sottile ma per me è sostanziale. Non sarà che questo signore (dal quale ripeto che non mi sento rappresentato) spara cifre a casaccio? Ma è possibile che quando apre bocca per dire qualsiasi cosa un sacco di gente gli crede ciecamente senza accorgersi delle assurdità che dice?

E  alla fine la notizia che le navi che avrebbero dovuto “raccogliere” i “migranti” (pessimo vocabolo che in questo caso puzza di ipocrisia) per portarli nei centri di “accoglienza” non hanno potuto attraccare perchè il mare è troppo grosso mi fa un po ridere (amaramente … pensando a chi fugge da guerra o miseria o comunque da una vita molto più difficile della nostra e a chi lavora e vive in una piccola isola che rischia di affondare sotto il peso di quella disperazione) e mi viene da pensare … ma come Mr. B non ha trovato un accordo con Nettuno?

Stefano

Questa volta non è una barzelletta

Ci sono un americano,un inglese, un francese e un tedesco che si incontrano … e non c’è nessun italiano.

Mi viene da pensare: ma noi allora ci siamo solo nelle barzellette? … hanno un bel da dire ma a me pare un segno dei tempi … e sono tempi grigi …

Stefano

Buffoni e burattini

Oggi rientrando in studio da un cantiere mi è capitato di ascoltare le parole di una vecchia canzone di Edoardo Bennato. Una canzone che ascoltavo da ragazzino … ” … la guerra è una cosa seria, buffini e burattini, no, non la faranno mai …”

Vero!

Lungi da me fare di Bennato un profeta (ci mancherebbe altro). Però mi trovo terribilmente d’accordo con il testo di questa canzone: la guerra E’ una cosa seria, la si può chiamare come ci pare o ci conviene, “operazioni militari”, “peace keeping” ma tale resta.

Ed è talmente seria da essere giustificata da ragioni serissime, comprensibilissime, perfino condivisibili (le motivazioni).

Quello che mi chiedo è: possibile che non ci sia il modo di arrivare in tempo a risolvere le questioni che sono alla base dei conflitti PRIMA che l’unica opzione praticabile sia quella militare, ovvero la guerra?

Possibile che si resti sempre un passo indietro a guardare quello che succede salvo poi farsi avanti quando non è più possibile stare a guardare e non resta altro da fare che combattere …

Non so forse no … ma il dubbio resta … nessuno si è accorto di quello che stava accadendo in nord Africa?  L’aumento dei prezzi dei generi alimentari di base (non del saint honorè), l’accesso diffuso alla informazione (libera o meno), il diffuso cambiamento culturale … tutte queste cose che non sono nuove ed inaspettate ma già ben visibili e registrate da almeno 4 o 5 anni, non dovevano forse farci riflettere su come la gestione di questi problemi e delle risorse alimentari ed energetiche che stanno alla base di tutto avrebbe potuto e dovuto condurre a una maggiore coscienza e forse a cercare interventi correttivi? La crisi economica conseguenza di una gestione puramente speculativa delle attività finanziarie non ha insegnato molto  e forse ci ha anche distratti dal vedere cosa stava succedendo intorno mentre eravamo tutti contratti a piangere noi stessi (in senso generale di occidentali) …

Non so … forse giunti a questo punto non si poteva fare altro, non si poteva abbandonare la gente di Libia nelle mani di un pazzo sanguinario … forse però si poteva evitare prima di restare sempre proni alle sue follie per salvaguardare interessi economici e finanziari di limitato orizzonte … fino a fargli il baciamano …

Forse si poteva fare qualcosa prima. Io comune cittadino forse nulla direttamente … ma a volte basta anche dire le cose come stanno, e se si è in un numero abbastanza grande di singole voci a volte ci si può far sentire da chi, governando, dovrebbe avere la possibilità di incidere in qualche misura sugli eventi.

Stefano

Giappone, terremoto, tsunami e nucleare

Sono in italia quindi piuttosto lontano dai reattori giapponesi, seguo con interesse e apprensione le notizie che arrivano da là .

In linea generale sono anti nuclearista anche oltre le sole questioni di convenienza economica … (ho il solo rammarico che la ricerca italiana in questo settore sia stata lasciata in secondo piano).

Sulle questioni specifiche di cosa è successo in Giappone distinguo tre aspetti:

– terremoto e tsunami: presto per dire quanti sono satati i danni reali, ma se gli edifici giapponesi hanno resistito in maniera sufficiente almeno per permettere di essere abbandonati, diverso è il discorso per tutta la fascia costiera colpita dallo tsunami. Probabilmente molta popolazione è riuscita a mettersi in salvo in tempo … ma l immagini parlano da sole … chi è riuscito a salvarsi ha perso tutto … e credo che siano molte persone …

– incidente nucleare: conseguenza del terremoto e causa di altri problemi. Quanto seri? non sono ingegnere e anche se lo fossi non sono sul posto. E se comunque è vero che è più facile avere un incidente comune piuttosto che avere guai ad una centrale nucleare, è anche vero che quella volta che le cose vanno storte per quanto statisticamente improbabile i danni possono essere talmente vasti e duraturi da rendermi comunque indesiderabile questa fonte di energia. Avere 1000 probabilità di danneggiare una persona ha lo stesso effetto di avere una sola probabilità di danneggiarne 1000.

– Media e comunicazione: i media italiani sono ormai per me privi di molta parte della loro credibilità  e quindi da tempo ormai cerco sempre di ampliare l’orizzonte delle informazioni cercando di essere sttivo nella ricerca delle informazioni che mi interessano e non ascoltatore passivo di quello che mi si vorrebbe far credere. Comunque nello specifico dell’incidente nucleare causato dal terremoto in Giappone anche la CNN mi pare che dia notizie piuttosto negativa con la notevole differenza di documentarle di più (che non è detto che equivalga a farlo bene) e le enfatizza di meno ( http://ac360.blogs.cnn.com/2011/03/16/video-they-dont-do-that-anymore  ).

Stefano

Nucleare

Sono sempre stato affascinato dalla fisica sia quella macroscopica dei pianeti e delle galassia che da quella degli atomi … detto questo, nel tempo mi sono convinto che sia stato una errore abbandonare la ricerca nucleare ai tempi del referendum perdendo in questo modo conoscenza e competenze, contemporaneamente sono sempre stato contrario all’utilizzo del nucleare in ambito militare e civile anche per fare fronte alle mutate necessità quotidiane di comfort e di vita.

Anzi direi che proprio queste esigenze dovrebbero essere rivalutate alla luce di una più ampia riflessione sullo sfruttamento e la redistribuzione delle risorse che occorrono per soddisfarle. Magari se ne potrebbe discutere …

Ma per tornare a quello che sta accadendo in Giappone, qui si continua ad assistere ad accostamenti di immagini relative all’impianto nucleare Fukushima e di Cernobyl … cose che mi pare non abbiano molto in comune se non il fatto che si tratta di due centrali atomiche piuttosto vecchie.

Non sono in grado di entrare nei dettagli tecnici, mi limito però ad osservare come ancora una volta la sofferenza altrui più che essere doverosamente documentata viene sfruttata con tono di volta in volta sensazionalistico, catastrofico e apocalittico, fino a farla diventare una “opportunità” di riflessione sul nucleare.

La sofferenza può certamente essere una opportunità … ma può esserlo solo se serve a superare la causa di sofferenze proprie e per essere di stimolo e sostegno ad iniziative di solidarietà volte ad alleviare la sofferenza altrui in modo incondizionato e concreto.

Prendo spunto da questo post http://mondoalbino.wordpress.com/ che commenta gli ultimi avvenimenti Nucleari in Giappone.

Io sto in Italia e non capisco molto di nucleare … ma sono pienamente d’accordo con la premessa sui media Italiani e con la seconda parte del post … I media italiani, quelli di massa, quelli che ti raggiungono come spettatore passivo, non quelli che richiedono o fanno un (pur minimo) sforzo di documentazione, sono funzionali la dibattito sul nucleare italiano quanto chi lo sostiene con argomentazioni altrettanto “ignoranti” per agevolare interessi di lobby se non personali … comunque di pochi.
Non è certo approfittandosi di quello che accade in Giappone per quanto anche eventualmente statisticamente irrilevante, che si può serenamente ed onestamente ragionare sui problemi di approvvigionamento energetico del nostro paese … continuando ad ignorare le alternative rinnovabili attuali e immediatamente praticabili solo perchè la loro implementazione ha una ricaduta più marcatamente diffusa e di rete … il discorso è complicato e non esauribile in poche righe … Certo che se vogliamo continuare ad usare a poco prezzo tutti i gadget tecnologici che ci alleviano le fatiche quotidiane o che semplicemente ci divertono … dovremmo cominciare a ragionare sui criteri generali di sfruttamento delle risorse energetiche di cui disponiamo … ma occorre uno sforzo culturale … la fatica di conoscere ciò di cui si parla … altrimenti continuiamo a delegare chi poi fa interessi troppo personali …

Stefano

Yara non c’è più … può bastare

Credo che per soddisfare la mia “sete” di informazione possa essere sufficiente sapere che non c’è più, che è stata uccisa “dai cattivi” , come Chiara e altre prima e dopo di lei.

Io sono già pago, non ho bisogno di avere i dettagli, non mi interessa conoscere le polemiche sulle ricerche.

E meno di tutto non mi interessa sapere come stanno i genitori … lo posso immaginare. Come papà credo che perderei il lume della ragione in un caso simile.

E non mi interessa neppure sapere come si sentono i vicini e i paesani.

Ma ovviamente è una posizione personale, dal momento che in televisione vanno in scena i soliti talk show  e dal momento che mi tocca di sapere dai TG che c’è un “pellegrinaggio” di persone sul luogo dove è stato trovato l’ultimo cadavere …

Però continuo a rifiutarmi di credere che gli italiani siano tutti così, e non credo neppure che siano la maggioranza … anche se devo prendere atto che evidentemente sono in molti a trovare interessante e forse pure “divertente” vedere e sentire tutti i dettagli …

Certo è giusto sapere che i cattivi ci sono, che il mondo non è tutto “rose e fiori” … e anche qui mi tocca di constatare che da una parte mi si vuol far credere che se le cose non vanno bene è colpa del pessimismo, che bisogna pensare positivo per non deprimersi, ma poi mi si vuol anche fare credere che i problemi gravi e dei quali ci dobbiamo preoccupare sono i cattivi che “infestano” le nostre città e che (toh!) c’è un “esodo biblico” che sta per travolgerci…

Mi pare che qualcuno stia cercando di farlo prendere a me il “metilnelano” !!!

Dovrò stare mooolto attento

Stefano