25 aprile 2020

nonostante l’epidemia “Ho visto un bel mondo”

Non credo che canterò “Bella Ciao” a squarciagola dal balcone ci casa mia ma solo per pudore e rispetto della musica. Ai tempi dell’epidemia il 25 aprile si festeggia da casa ma resta comunque la festa della Liberazione.

Mio babbo Gianfranco non è stato partigiano, era troppo piccolo per esserlo (era del ’33) ma mi raccontava sempre gli episodi che durante la guerra gli rimasero impressi per sempre.

Mi raccontava di quanto sua mamma (la mia nonna Elvira Forni) era preoccupata tutte le volte che bombardavano Bologna e il babbo (il mio nonno Atteone Manservisi) che era stato comandante dei Vigili del Fuoco volontari di San Giovanni in Persiceto, correva in città assieme agli altri Pompieri.

Mi raccontava di come il nonno Atteone aveva nascosto in una buca scavata in cantina una scorta di strutto che gli aveva regalato un contadino perchè a San Giovanni c’erano i Tedeschi e i Fascisti verso la fine della guerra non si facevano scrupoli di rapinare ogni genere alimentare dalle case.

Mi raccontava di come per guadagnare qualche tavoletta di cioccolata dagli americani dopo la liberazione di San Giovanni, “boxava” con gli amici della sua età (10, 12 anni circa) in improvvisati ring per divertire i soldati americani.

Mi raccontava di come un ufficiale tedesco che gli insegnava ad andare a cavallo (di nascosto dai suoi) nel piazzale del mercato, gli salvò la vita gettandosi su di lui per ripararlo dalle mitragliate di “pippo”, il ricognitore americano che tutti i giorni passava sopra San Giovanni e sparava sui tedeschi.

Mi raccontava che una sera i fascisti delle “squadracce”, agitati e feroci per l’avvicinarsi degli americani, si presentarono a casa sfondando la porta, minacciando la nonna con i manganelli e le pistole, perché dovevano “convincere” ‘Teone (come era chiamato il nonno a San Giovanni) ad indossare il fez e il distintivo del partito fascista e la deridevano perché secondo loro evidentemente ‘Teone non avena nemmeno il coraggio di farsi vedere, lasciando la moglie alla porta per nascondersi come un vigliacco; salvo poi andarsene “con la coda tra le gambe” (diceva proprio così) quando la nonna senza battere ciglio disse loro che suo marito era con gli altri pompieri volontari sotto le bombe degli americani a Bologna per salvare le persone e spegnere gli incendi e che i vigliacchi erano loro che invece di aiutare andavano in giro in gruppo, armati, a minacciare donne sole e bambini. (hai capito la nonna Elvira !!!)

Mi raccontava che il nonno non si era mai tolto il cappello davanti ai gerarchi della casa del fascio e alla domenica non si era mai messo la spilla del partito fascista anche se per questo era stato più volte minacciato di “purga”. Il nonno mi raccontava che erano talmente codardi che comunque a lui, comandante dei Pompieri di San Giovanni, e a suo fratello, macchinista ferroviere, non avrebbero mai avuto il coraggio di fare nulla perché sapevano che ci avrebbero solo rimesso, visto che in paese erano più i loro amici che non gli amici dei fascisti.

Mi ricordo che il nonno per il mio diciottesimo compleanno mi disse: “Non toglierti mai il cappello davanti nessuno, il cappello lo devi togliere solo in chiesa. Solo così sarai rispettato da tutti”; il nonno Atteone non era di molte parole e non si è mai permesso di “interferire” con la mia educazione che come la nonna, riteneva fosse compito di mio papà e di mia mamma; quelle furono le parole che più mi sono rimaste nella mente e nel cuore, le stesse che mi avrebbe detto più volte anche papà.

Atteone e Gianfranco
Atteone e Gianfranco Manservisi a passeggio in piazza a San Giovanni in Persiceto (anni ’40 del secolo scorso)

Anche la mamma raccontava, figlia di un falegname e di una rilegatrice, mi raccontava della fame e del freddo, e di come la nonna Rita correva spaventata giù in falegnameria quando la sega si fermava e in strada si sentiva solo la voce del nonno “‘Gusto” che cantava l’internazionale socialista e per questo era già stato pestato e “purgato” dai fascisti.

I miei genitori ed i miei nonni non erano partigiani, ma erano anche certamente, Antifascisti e non per questo mio babbo ha mai dimenticato quando seppe che l’amico Giuseppe Fanin, suo compagno di giochi e di catechismo in “Sede” (a San Giovanni la parrocchia era “La Sede”, sottintendendo “della azione cattolica”, mentre la Casa del Popolo, sede del P.C.I. era “il cremlino”), era stato ucciso a botte solo perchè sindacalista cattolico e non allineato con il PCI.

Uno dei periodi della sua vita del quale mio babbo andava più fiero, fu quello durante il quale, andò con la Croce Rossa ad aiutare gli Ungheresi che nell’inverno del 1956, cercavano di attraversare la Cortina di Ferro per scappare dal regime comunista verso l’Austria.

Gianfranco in Austri nell’inverno del 1956 a 23 anni, per aiutare i profughi in fuga dall’Ungheria durante l’insurrezione ungherese

Tutto questo non ha mai comunque distratto i miei dall’idea che la Libertà va conquista e difesa contro tutti i totalitarismi e dalla necessità di trasmettere questa idea ed insegnarla ai loro figli. Una idea di pace e libertà per tutti. Per ricordare che l’Italia ha dovuto lottare e soffrire proprio per liberarsi dal fascismo per conquistare la libertà e difenderla poi dal comunismo, per permettere a chiunque di avere ed esprimere le proprie idee liberamente purché non voglia imporle agli altri con la forza o la violenza.

Se posso dire di avere visto un bel mondo lo devo anche a mio nonno Atteone Manservisi e al mio nonno Isidoro Augusto Morisi, a mio papà Gianfranco e alle loro mogli le quali non hanno mai fatto mancare il loro coraggioso e concreto sostegno, Elvira Forni, Rita e Anna Maria Morisi.

O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao …

Buona festa della liberazione attui !!!

Ungheria : Orban assume pieni poteri e mette in quarantena la democrazia.

Il primo ministro ha ottenuto pieni poteri per governare per decreto senza limiti di tempo, estromettendo il Parlamento dal controllo.

L’emergenza sanitaria dovuta all’epidemia di Covid-19, la malattia causata dalla diffusione del virus SARS-CoV-2 (Severe Acute Respiratory Sindrome – Coronavirus – 2), comparsa inizialmente nella provincia di Wuhan in Cina tra dicembre 2019 e gennaio 2020, dichiarata dalla Organizzazione Mondiale Della Sanità (WHO, World Health Organization) emergenza internazionale il 30 gennaio 2020 e classificata poi come pandemia l’11 marzo 2020, è ormai diffusa in tutto il mondo.

Attualmente (18 aprile 2020) le zone più colpite sono l’Europa e gli Stati Uniti; in particolare in Europa l’epidemia, cominciata in Italia, si è presto diffusa in tutti i paesi dell’Unione.

L’Ungheria con 1.834 persone contagiate e confermate, 231 guariti e 172 decessi (fonte : Google al 17 aprile), sta affrontando la difficile fase di espansione, anche se con numeri inferiori agli stati più colpiti.
Proprio durante la fase espansiva del contagio i sistemi sanitari delle nazioni colpite vengono messi a durissima prova, sia per le strutture, che per il personale medico sanitario.

Il sistema sanitario ungherese era già in condizioni critiche, a causa dei tagli economici subiti per decenni, i più importanti e recenti dei quali sono stati inflitti proprio durante i governi condotti da Viktor Orbán.

Viktor Mihály Orbán (nato a Székesfehérvár il 23 maggio 1963) fa parte di Fidesz – unione civica ungherese, formazione politica traslata dall’iniziale liberalismo all’attuale sovranismo nazionale populista, proprio sotto la sua conduzione, ed è a capo del governo ungherese dal 2010 (dopo un primo periodo di governo dal 1998 al 2002).

In questi 10 anni, il suo governo, sostenuto da un’ampia parte dell’elettorato ungherese (49,7% alle ultime elezioni del 2018), ha tenacemente perseguito una politica nazionalista cercando di limitare in ogni modo le voci dell’opposizione, cavalcando con grande successo il diffuso sentimento di nazionalismo anti-europeista, restando tuttavia sino ad ora nel rispetto delle regole democratiche.

Da tempo i giornalisti e gli oppositori del suo governo lamentano questo tipo di atteggiamento sempre più autoritario.

Proprio in questo momento di grande difficoltà del paese, dovuta al dilagare dell’epidemia, il primo ministro ungherese, forte della schiacciante maggioranza parlamentare, fa approvare una legge che gli conferisce pieni poteri motivandola con il contrasto all’epidemia.
Cercando in questo modo di nascondere la crisi del sistema sanitario nazionale, in gran parte aggravata proprio dai governi da lui stesso presieduti.
Il tutto riducendo al silenzio oltre ai giornalisti anche medici e infermieri.

La legge approvata nella seduta del 30 marzo 2020 a larga maggioranza (138 voti a favore e 53 contrari) consente al premier magiaro di governare assumendosi tutti i poteri dello stato per decreto, senza limiti di tempo né avversari.

L’opposizione è insorta : “lei vuole mano libera per eliminare anche ciò che resta della libertà di opinione” ha accusato la deputata di “Dialogo per l’Ungheria” (partito politico ungherese ecologista di centrosinistra); “Ha inizio la dittatura di Orban” dichiara il deputato socialista Tamas Haranzogo.
In un intervista al fatto quotidiano il giornalista ungherese Gábor Polyák dice : “É dal 2010 che vengono approvate norme contro lo stato di diritto inimmaginabili – e aggiunge – è da più di dieci anni che viviamo governati da una persona che non viene controllata né limitata in alcun modo. Sappiamo che Orban odia qualsiasi tipo di interferenza e di dibattito : adesso ha avuto formalmente la possibilità di eliminarli.”

L’ambasciatore ungherese in Italia, alla domanda, “Orban, una volta finita l’emergenza, sospenderà questa legge?” risponde “Non ne ha bisogno sul lungo periodo, politicamente è troppo rischioso, ma sarà il vincitore quando annuncerà che il periodo del governo per decreto sarà finito.”

Attualmente i provvedimenti presi dal governo sono stati oltre al coprifuoco già in vigore, l’impiego dei militari per la conduzione delle imprese strategiche e i servizi essenziali.

Tuttavia, anche in considerazione dei numeri dell’epidemia in Ungheria, che non sono paragonabili a quelli ben più gravi di altre nazioni della Comunità Europea, la legge di Orban sui pieni poteri non era evidentemente necessaria al fine di introdurre efficaci misure di contenimento.

Inoltre, impegnata in questa drammatica battaglia, l’Europa non ha trovato il tempo e forse neppure voglia di mandare un forte avvertimento ad Orban, per fermarne la deriva autoritaria.

Il venir meno della suddivisione dei poteri dello stato, mette di fatto in quarantena la democrazia ungherese.

In un sistema democratico un meccanismo, anche se condiviso, che conduca comunque ad un esito anti-democratico non dovrebbe essere ammissibile. Una maggioranza, anche in quanto tale, in democrazia non può annientare l’opposizione pur minoritaria.

L’UE rischia di ritrovarsi fra i suoi membri una dittatura, a Budapest la democrazia si spegne nel silenzio.

LaManser

La pandemia in Africa e in Tanzania

Riporto di seguito il mio ultimo contributo pubblicato sul bollettino on-line della associazione Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere.

La pandemia in Africa

Buona Pasqua

Cari quattro amici che leggete questo strano diario, per farvi gli Auguri in questa strana Pasqua ho pensatori condividere con voi le parole che (non senza qualche imbarazzo) ho cercato di raccogliere per gli amici di Solidarietà e Cooperazione. Sono parole che potrebbero anche apparire un po’ scontate e retoriche ma credetemi non mi è stato facile trovarle e comunque è il meglio che sono riuscito a fare con sincerità.

Cari amici,
è una Pasqua differente quella di questo 2020, difficile per certi versi, certamente carica delle sofferenze causate dall’epidemia che sta flagellando tutto il mondo, dove più e dove meno, causa di disagi e sofferenze, soprattutto per i più deboli e per i più poveri, tuttavia non priva di nuove speranze e forse anche opportunità.

Opportunità che non dovremo sprecare e dimenticare una volta che tutto ciò sarà superato.

Il tempo per stare assieme in famiglia, il tempo per pensare, per ritrovare ritmi meno frenetici, la solidarietà con i vicini, la riscoperta di amici lontani, il tempo per pregare e per ricordare chi non c’è più, il silenzio e l’odore diverso dell’aria delle nostre città, sono tutte cose delle quali non dovremmo dimenticarci appena tornati alla “normalità”.

Forse è proprio quella normalità che dovremmo cercare di cambiare, di migliorare.

Certo la preoccupazione per il futuro ancora più incerto c’è ed è forte e reale, ma non ci deve mancare la volontà di riprendere con maggiore solidarietà e maggiore cooperazione, perché come amava scrivere il nostro dottor Monari:

INSIEME SI PUO’ – PAMOJA IWEZEKANA – TOGETHER WE CAN !

Ed ancora una volta faccio mie le sue parole per porgerle a tutti voi come augurio in questa strana Pasqua 2020.

Auguri a voi, alle vostre famiglie, ai vostri cari a casa o lontani e un abbraccio da lontano a chi in questo momento di tempesta ha sofferto la perdita di parenti o amici.

Forza ! Resistiamo per ricominciare meglio di prima.

Stefano Manservisi

Solidarietà e Cooperazione Senza Frontiere ha deciso di contribuire al progetto “PIU’ FORTI INSIEME” della Fondazione Policlinico Sant’Orsola di Bologna che sostiene proprio il Policlinico, dove anche Edgardo Monari fu medico e docente.

Vi esortiamo a sostenere assieme a noi il progetto “PIU’ FORTI INSIEME

Potete trovare tutte le informazioni necessarie seguendo questo collegamento: https://www.fondazionesantorsola.it/progetti/piu-forti-insieme/

Ciascuno di noi quindi si preoccupi della salute di tutti noi e di quella dei propri cari, rispettando le indicazioni dei medici e delle autorità sanitarie e pubbliche, aiutando coloro che sono in difficoltà secondo le proprie possibilità e sensibilità, secondo coscienza e prudenza.

E SE TUTTI SCRIVESSIMO UN MESSAGGIO ALLA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA ?

Torno sullo scambio di messaggi avuto con la Presidente della Commissione Europea, Sig.ra Ursula Von Der Leyen, perché il commento ricevuto su Facebook dall’amico Piero Mezzetti a proposito di questa iniziativa, mi ha suggerito una idea:

Perché ciascuno di noi, nei modi che ritiene più opportuni, non si prende qualche minuto per fare la stessa cosa: scrivere un breve messaggio a Ursula VON Der Leyen, nella sua veste di Presidente della Commissione Europea ?

In fin dei conti non ci vuole molto, bastano pochi minuti per esprimere i propri suggerimenti o sentimenti in merito alla nostra comunità più ampia.

Chi ritiene che ci sia bisogno di più Europa, più unita, più solidale, anche più forte ed attrezzata per resistere agli scossoni ed alle tempeste provocate in questo caso dalla pandemia ma poi per essere più incisivi sul piano internazionale, può esprimere il proprio apprezzamento, critica, sprone, vicinanza o dissenso, direttamente alla persona che in questo momento è nella stanza dei bottoni.

Ma anche coloro che sono critici nei confronti di questa istituzione potrebbero utilmente esprimere le proprie ragioni.

L’importante è mantenere l’educazione e la serietà che sono sempre e comunque richieste scambiando idee con altre persone.
Sempre.
Altrimenti si resta inefficacemente maleducati e si perde qualsiasi possibilità di considerazione.

Due sono le ragioni per le quali questa mi pare una buona idea:

  1. per avere un cenno di “esistenza in vita”, di presenza di quella che altrimenti è sempre percepita come una istituzione lontana ed irraggiungibile;
  2. se saremo in molti sarà per l’istituzione un segno di vicinanza nostra nei suoi confronti, sapranno che ci siamo, più di prima, e che siamo attenti !

Certo, non mi illudo che legga ed eventualmente risponda direttamente lei in persona, ci sarà uno staff per questo, ma a firma è la sua, quindi la faccia è la sua e lo staff comunque deve riferire; e se magari per un singolo cittadino può rispondere in autonomia se saremo in molti forse riusciremo ad arrivare direttamente alla attenzione della Presidente in persona.

Senza bisogno di fare un gruppo identificabile ma per il solo fatto di essere cittadini europei italiani.

Senza illusioni di essere incisivi ma al solo scopo di far sapere che la gente, i cittadini Italiani Europei, noi, ci siamo.

Non è difficile trovare l’indirizzo di posta elettronica diretto della Presidente la sintassi è quella istituzionale della Commissione Europea e la ricerca dell’indirizzo può anche diventare l’occasione per andare a spulciare sia il sito della Commissione che quello più generale della Comunità Europea.

Proviamoci ! 

Se poi ne avete voglia e mi date il riscontro dei vostri tentativi potrei pubblicarli sul mio blog (nessuno scopo secondario, tanto per ora siamo due o tre a leggerlo) ma così ne resterebbe una traccia comune …

S.C.M.

Ho scritto alla Presidente

In questi giorni di tempo sospeso si trova il tempo anche per fare cose forse anche sciocche e probabilmente inutili.
Ho scritto alla Presidente della Commissione Europea … quello che un tempo era un messaggio in un bottiglia.
Quindi la cosa più probabile è che vada perso nelle onde, o che resti impigliato ed ignorato in qualche rete.

Pensavo che a quel messaggio, mandato ad un indirizzo e-mail che solamente presumevo essere quello diretto della signora Ursula Von Der Leyen, non avrebbe avuto nemmeno un seguito automatico, anzi sinceramente pensavo che mi sarebbe tornato dalla rete un messaggio di errore del tipo “indirizzo sconosciuto”.

Invece, mi è arrivata una risposta. Ho ricevuto un segnale di presenza.

Più sotto potete, se volete, leggere il breve scambio, ma la cosa che mi premeva fare in realtà non era certamente intavolare un discorso sul futuro politico della Comunità Europea, per il quale non sono evidentemente attrezzato, e nemmeno spiegare cosa secondo me la Commissione dovrebbe fare, questa al massimo sono chiacchiere da bar (una volta, adesso sono comunque chiacchiere ma da social); il motivo del messaggio era cercare non dico una prova, ma una traccia di esistenza in vita delle istituzioni Europee.

Ebbene la risposta è arrivata, ed è stata tale per cui (nonostante sia arrivata il 1° di aprile !), sono ragionevolmente certo che sia stata scritta da una persona umana e non da una A.I. e per dirla tutta credo che la possibilità (per quanto remota) che sia stata scritta proprio alla Presidente in persona esiste. Anche se molto più probabilmente la corrispondenza non importante o istituzionale sarà gestita da uno staff di assistenti, nondimeno il nome in calce alla risposta è proprio il suo, e quindi al di là di chi abbia fisicamente scritto la risposta, la faccia ce l’ha messa proprio lei.

Come dicevo il contenuto del mio messaggio non è particolarmente significativo, incisivo o sconvolgente, al contrario probabilmente piuttosto banale, anche se in effetti rispecchia il mio sentimento verso l’idea di Europa che secondo me dovrebbe essere perseguita dalle istituzioni europee.

Bene, di seguito riporto lo scambio tra il sottoscritto e la Presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen. Mi piacerebbe leggere anche qualche vostro commento.

Oggetto: More Europe is needed 
Da: s.manservisi
A: Mrs President U. Von Der Leyen 
Data: 29 marzo 2020 13:01

Good Morning Mrs. President,
I write to you to let you know the feeling tasted by some Italian people about EC in these days of difficulty and tragedy for many families. 

A feeling of frustration and disappointment about what we see as a lack of solidarity and cooperation between the different countries, lack of community in a real sense of mutual help. 

We know there are many legal and burocratic obstacles and rules the EC where subjected. But this is the time to show if we as European are able to be a real community. 

Please Mrs. President do as much as you can for the Community … non only for us (as Italian) but for all European people, and not only in the economic and financial way ! 

People in Europe NEED NOW to know the EC are close to them otherwise we will loos not only the “war” against the virus, bat the challenge to be Europe. 

Best regard

Stefano Manservisi 
(European citizen, proudly born and living in Italy ) 

Oggetto: RE: More Europe is needed
Da: Mrs President U. Von Der Leyen
A: s.manservisi
Data: 1 aprile 2020 18:51

Dear Stefano, thank you for sharing your thoughts and – yes, you are right with your observations. I know the situation is very difficult in Italy, Spain and increasingly so in many other European countries. It is very difficult in the hospitals where doctors and nurses are heroically striving to save people. And it is difficult in the economy where workers and companies, especially SMEs, are in difficulties. 

But in the face of this virus, we have also seen the best of humanity. We have seen solidarity go viral in Europe in support of the doctors, nurses and care workers who are our modern day heroes. We have seen others become frontline workers overnight – from supermarket cashiers to street cleaners. They have stepped up for the rest of us.
And we have seen simple gestures like clapping on doorsteps or shopping for elderly neighbours. We have seen restaurants deliver food to exhausted medical staff, designer labels make hospital gowns and car makers turn into ventilator producers. 

But we also have to support our economy and the people working in it. We will come up tomorrow with a new instrument especially for Italy and Spain and the labor market.
This crisis shows us that we need more Europe not less. We need to be able to deploy common tools to face this global crisis that impact us all. No Member State can face this threat alone. We need to work together to get over it. We need to help each other. But I am aware that more visible proof of this solidarity is needed. 

On the European Level we have to stay strong, face the criticism and keep on bridging the differences between member states, find solutions and fight for the common cause. It is good to know you at our side. 

All the best 

Ursula VON DER LEYEN President 

European Commission
BERL 13/057
B-1049 Brussels/Belgium 

Oggetto: Re: More Europe is needed
Da: s.manservisi 
A: Mrs President U. Von Der Leyen
Data: 2 aprile 2020 20:27

Dear Mrs. President,
I appreciate and thank you very much for the time you dedicated to answer me.

I read about the new instrument to support EC countries and workers and I thing it is a good start. 

I believe that Europe, together, will start again as soon as the health will be restored and I hope we will all treasure what has happened. 

I wish you good job and please take care of your health. 

Best regard

Stefano Manservisi 
(European citizen …)

Oggetto: RE: More Europe is needed
Da: Mrs President U. Von Der Leyen
 A: s.manservisi
Data: 2 aprile 2020 21:30

hank you and stay healthy!

Ursula VON DER LEYEN President

European Commission
BERL 13/057
B-1049 Brussels/Belgium

Coronavirus, complotti, laboratori misteriosi, fake news, etc …

Bene visto che un po’ di tempo l’abbiamo oggi ne metto in poco per avventurarmi lungo un pendio ripido e scivoloso, ma affascinante:

fake news, fact checking, coronavirus e complotti.

Durissima ma divertente e stimolante.

Premesse (se non avete tempo per una piccola divagazione autobiografica passate pure oltre):

  1. sono un architetto e quindi i miei studi e la mia formazione (istituzionale) sono stati quelli che a ciò mi hanno portato, ho sempre però nutrito interesse per le scienze naturali e per la fisica, (questo non fa di me uno scienziato, ma so esattamente cosa si intende per “metodo scientifico”).
  2. Nella mia curiosa esperienza formativa e professionale mi sono trovato a dovermi confrontare proprio con il metodo scientifico, dovendolo applicare con rigore nelle mia recente (ormai pluriennale comunque) attività di forensic fire analysis che in sintesi ha lo scopo di ricostruire origine e causa di un incendio.sono un architetto e quindi i miei studi e la mia formazione (istituzionale) sono stati quelli che a ciò mi hanno portato, ho sempre però nutrito interesse per le scienze naturali e per la fisica, (questo non fa di me uno scienziato, ma so esattamente cosa si intende per “metodo scientifico”).
  3. Uno dei ricordi più forti del passaggio dall’infanzia alla adolescenza è stato il momento in cui mi sono reso conto che uno dei temi che più mi affascinava in quel periodo della mia vita erano bugie. Le bugie possono essere di molti tipi, dette per diversi motivi, e persino essere in buona fede, ma bugie restano: distorsioni della realtà. In quel periodo della mia vita ero affascinato dalla fantascienza, ho letto tutti i libri di Isaac Asimov (quasi tutti), ho visto quanti più film di fantascienza possibile (dal primo “guerre stellari” alle retrospettive dei “B” movies tipo “Il giorno dei trifidi”, “L’invasione degli ultracorpi” e la serie del Dr. Qatermass. Naturalmente mi sono letto tutto ciò che si poteva leggere anche sugli U.F.O. compresi tutti i libri di Peter Colosimo. Per fortuna mia mamma, insegnante di matematica e scienze laureata in Scienze Naturali, accortasi di questa mia “deriva” ha iniziato a suggerirmi libri più scientifici e partendo proprio da Isaac Asimov, mi ha avviato a letture più scientifiche come “Il libro di fisica” e altri libri (certamente divulgativi e alla portata della testa di un sedicenne ma evidentemente scelti abbastanza bene da riuscire ad entusiasmarmi nella lettura). Ricordo ancora con chiarezza il momento in cui dopo, avere letto come si è formato l’universo, quali meccanismi lo regolano, come funziona le teoria della relatività, come è stata scoperta l’energia atomica, sono andato a rileggermi uno dei saggi più gettonati (allora) di Peter Colosimo e mi sono accorto di quante cose non potevano tornare. Quando da bambino ho scoperto che le letterine che allora si scrivevano a Gesù Bambino, in realtà non uscivano nemmeno di casa, sono rimasto un po’ deluso (ma anche contento di sapere che tutti i bei regali che avevo ricevuto alla fine mi erano stati regalati dai miei genitori e dai nonni), ma quando mi sono reso conto di quante bugie venivano raccontate sugli UFO e di quanto immenso e affascinante e comunque pieno di misteri fosse l’universo reale mi sono sentito adulto. Tutto questo per spiegare che il motivo per cui non credo ai complottismi come non credo che la terra sia piatta e non credo che gli Stati Uniti abbiano un alieno surgelato in qualche laboratorio nascosto. E’ di gran lunga più facile che a qualche matto scappi di far saltare in aria una bomba atomica.

Bene. fatta questa lunga premessa autobiografica della quale potrebbe non importarvi nulla, veniamo al punto:

La speranza che una volta superata l’emergenza Coronavirus, il nostro possa diventare un paese migliore, si abbassa di molto secondo me se il “leader” della opposizione twitta (non avendo evidentemente nulla di meglio da fare) per informare i suoi adepti che il suo partito farà una interrogazione parlamentare (!!!) per chiedere al governo spiegazioni a proposito di un documento della RAI trasmesso dal TG Leonardo a proposito di un esperimento condotto nel 2015 per tentare di modificare un virus modificandone l’RNA.

Ma un minimo di verifica? Prima di far perdere tempo in parlamento ad un governo che mi pare si possa dire, in questo momento abbia cose piuttosto urgenti da gestire.

Un minimo di serietà e di responsabilità da parte di persone che dovrebbero avere la consapevolezza di essere di riferimento per una notevole (e qui mi dispiaccio) parte della popolazione italiana, dovrebbe essere dovuta. Invece no.

Siccome qualche pirla, in malafede come lui, ha pensato bene che in un momento come questo, un po’ di casino ci voleva ed ha quindi pensato di pubblicare sui sòccialmedia un servizio giornalistico televisivo che solo in apparenza ha attinenze con la situazione attuale, e lo fa gridando “al complotto !!! … al complotto !!! Condividete !!! Diffondete subito !!! senza perdere tempo per approfondire mi raccomando perché lo toglieranno subito !!! … è tutto vero !!! …” e via così, bene, al felpato non è parso vero di recuperare un po’ di “like” in più gonfiando il petto e a testa alta gridare che sarà portata avanti una coraggiosissima (?!) interrogazione parlamentare… 

Purtroppo ho visto anche diverse persone che sono cascate nel trabocchetto ed hanno fatto altrettanto : pochi (nessuno!) si sono presi la briga di approfondire e verificare la notizia, ma si sono lasciati portare dal consolatorio vittimismo del complotto di laboratorio degli scienziati al soldo dei poteri forti, che è esattamente ciò cui ambiscono coloro che avvelenano internet per un profitto personale: molti, moltissimi click in più che danno loro nel migliore dei casi un po’ di notorietà di cui bullarsi e nel peggiore un sacco di soldi.

Eppure per verificare la reale entità di questa notizia (che per altro in questo caso è vera ! ma è l’utilizzo che se ne fa che è fuorviante e strumentale), non ci vuole nemmeno un grande sforzo perché in molti avevano già fatto e divulgato tutti i chiarimenti del caso e basta prendere quello di cui ti fidi di più e andare a verificarne le fonti …

Occorre però metterci un po’ di tempo e anche un po’ di cervello e capacità critica autonoma … insomma un minimo di sbattimento (o anche solo di curiosità !)

Una per molte : Open online di Mentana, sezione “fact checking” … e se non vi fidate di Mentana perché ritenete che anche lui si sia venduto ai poteri forti … fate lo sforzo di verificare da qualcuno di vostra fiducia, però deve essere sufficientemente onesto e serio da documentare tutto con nomi e date delle fonti, poi di verificatele !

Non dico che sia necessario comprendere il significato profondo di un articolo scientifico pubblicato su una accreditata pubblicazione scientifica, ma se in effetti l’articolo del tale ricercatore che da conto della tale ricerca esiste è assai probabile che la notizia sia vera, perché in questi casi è proprio ciò che le riviste scientifiche (ACCREDITATE) fanno: la verifica degli articoli che pubblicano. E siccome tutti possono sbagliare, le pubblicazioni serie ritirano ciò che eventualmente potrebbe essere sfuggito al primo vaglio.

Quindi, in questo caso, siccome esistono fonti accreditate che hanno analizzato e verificato che NON esiste nessun legame tra l’esperimento di laboratorio citato nel servizio televisivo del TG Leonardo (che tra l’altro secondo me resta uno dei programmi televisivi più interessanti per una informazione veloce ma attendibile) e l’attuale SARS-CoV2 (e magari andatevi anche a studiare cosa significa SARS-CoV2).

Mi fido se scienziati (magari antipatici) di fama comprovata (che significa che se anche hanno detto sciocchezze lo hanno poi riconosciuto) e citate riviste anche di divulgazione mi dicono che di questo virus che in tanti stanno studiando da tutti i punti di vista possibili non reca tracce di manipolazioni in laboratorio.

Poi per carità tutto è possibile ovviamente ma perché dovrei credere ad una complessa macchinazione complottistica se la soluzione che si propone come naturale è assai più semplice ?

Per documentarsi un poco giusto per iniziare:

https://www.open.online/2020/03/25/coronavirus-come-sono-nate-le-teorie-di-complotto-e-perche-sono-infondate/

https://www.open.online/2020/03/25/il-video-di-tgr-leonardo-del-2015-e-il-coronavirus-ingegnerizzato-in-laboratorio-non-e-il-sars-cov-2/

https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2001316

https://www.lastampa.it/cronaca/2020/03/25/news/il-coronavirus-non-nasce-in-un-laboratorio-cinese-ecco-perche-quella-di-salvini-e-una-bufala-1.38637455?utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter&fbclid=IwAR1jAKaeLcQ6x3jKNlBny3xXe9IKUOZUAR8vVp9GUhQZx2QARtK4m-aT_hA&refresh_ce

Infine una nota per completezza: non ho dato per scontato che il noto leader della opposizione abbia effettivamente scritto quello che ho detto all’inizio ma sono andato a vedermi i suoi tweet e ho verificato che, si lo ha fatto, e mi sono salvato la schermata (così a futura memoria)

Nulla è mai gratuito, anche io ci ho messo una mezza mattina a scrivere ste due cavolate ma credo che sarebbe utile che tutti ci sforzassimo di essere un poco più seri.

Ah!, Buon giorno …

Pensieri da “clausura”

L’amico Stefano Ferrari, che ringrazio per essere sempre di stimolo, ha voluto condividere con me alcune sue riflessioni fatte in questo “tempo sospeso”.

Con Stefano abbiamo spesso scambi di opinioni non sempre allineate, e questo come ho detto è davvero di grande stimolo e di più, in questo momento anche di aiuto per cercare di non mandare i pensieri in “fuori giri”.

Quindi nell’illusione che anche qualche altro amico ci legga condivido con tutti le mie “repliche” che ovviamente non pretendono di essere autorevoli riferimenti ma solo un altro spunto per una discussione che magari potrebbe attivarsi nei commenti di seguito a questo articolo.

Incollo la copia del messaggio di Stefano e inserisco i miei pensieri dopo.

Pensieri da covid 19 (di Stefano Ferrari)

Questo virus ha avvicinato il pettine ai nodi, e sono tanti, una evidente inadeguatezza della politica italiana che è stata eletta con sistemi tutt’altro che meritori, una ancor più evidente inadeguatezza del sistema scolastico che sforna a ritmi forsennati laureati che sono essenzialmente degli umanoidi con qualche competenza, una drammatica inadeguatezza del sistema produttivo che ha affidato la guida ai figli dei vari cumenda che molto spesso conoscono meglio il valore di un aperitivo a Ibiza  piuttosto che il valore di un bene che producono.

L’Italia dei furbi, che se anni fa veniva stigmatizzata adesso viene adorata.

Ma il pettine si incaglia sul sistema finanziario, chi legge anche distrattamente le cronache di finanza sa che ormai da un decennio tutte le banche mondiali stampano soldi da destinare solo ed esclusivamente alla finanza, alla economia reale, a volte, arriva qualche briciola, bene, il risultato? tutti più poveri e pochissimi ricchissimi, capacità di movimento della politica pari a quasi zero, e folle di pecoroni plaudenti in occasione del respingimento di qualche disperato che scappa da guerre e fame.

Periodo eccezionale, tutti a casa, il pensiero più ricorrente che attraversa internet è su come trovare un modo di fare il furbo.

E quei politici che azzardano qualche dichiarazione, se ne escono con starnazzanti polemicucce a proposito di una tecnica espositiva del messaggio, del “io l’avevo detto prima”, nessuno che provi a dire: proviamo a pensare a qualcosa di nuovo, ovvio, servirebbero capacità, competenze, cervello funzionante.

Lo scrittore Harari sintetizza efficacemente un mito attuale:

Ciascuno di noi possiede all’interno di sé un brillante raggio di luce che dà valore e significato alla propria vita. Nelle moderne scuole dell’Occidente, insegnanti e genitori dicono ai bambini che, se i compagni di classe li prendono in giro, devono ignorare la cosa. Soltanto loro stessi, non altri, sanno qual è il proprio vero valore.

Questi bambini sono cresciuti, stanno crescendo. Questo è il risultato.

Qui di seguito le mie personali considerazioni:

Ciao Stefano,
è un piacere sentirti, ho letto come sempre con curiosità ed interesse il tuo messaggio.
Ovviamente non sono del tutto d’accordo con la prima parte , credo che la questione relativa al “come siamo” sia molto più complessa, ma su alcuni punti sono in sintonia: vent’anni di “liberismo” proposto come la panacea a tutti mali della società e metodo veloce per stare meglio, hanno sdoganato il “furbettismo” illudendo molti furbetti (più o meno ignoranti, letteralmente parlando) che stessero bene in quanto appunto furbetti.
L’illusione stava nel fatto che quelli più “furbi” di loro (gli scaltri e gli opportunisti) nel fare soldi a palate e concentrare un enorme potere nelle mani di pochi, lasciavano loro (ai furbetti) solo briciole, consistenti se paragonate alla loro pochezza ma contemporaneamente altrettanto inconsistenti se confrontate con la mole di potere che gli altri stavano rastrellando.
Finita la “mietitura”, ai furbetti sono mancate le spigolature e il “furbettismo” si è trasformato in “malpancismo”, rancore, rabbia, dalle quali uscire costa ovviamente fatica e sacrificio,  cose che per i furbetti non sono in vocabolario.
Qui gli opportunisti di turno hanno trovato una nuova fonte di potere:
La paura.
Nulla di nuovo sotto il sole, ma questa volta i furbetti, arrabbiati, hanno a disposizione un megafono che li illude di essere in molti e quindi di essere maggioranza e come sempre senza fare il minimo sforzo critico, prendono l’illusione per realtà ed escono allo scoperto, convinti di essere nel giusto perché vedono solo gli altri come loro e quindi pensano di essere l’intero, del quale invece sono solo una parte.
Alla fine sono comunque in tanti, ma non sono la maggioranza.
O almeno io mi illudo di questo: Resto convinto che le persone con un cervello funzionante, una coscienza, un minimo di senso critico, umiltà e rettitudine siano la maggioranza ma una maggioranza che si tiene alla larga dal rumore e dal caos se solo ne ha la possibilità e fino a quando può. Resto convinto che oltre le immagini della corsa ai treni o ai traghetti per tornare a casa dai propri cari, pur sapendo bene che c’è la reale possibilità di portare loro (e non solo) anche la malattia, questo faccia parte certamente di quel carattere irrazionale che ci contraddistingue tutti come Italiani (ma in diversa misura); resto convinto, dicevo, che la maggioranza delle persone, degli italiani, sia di persone consapevoli, responsabili, forse non proprio definibili come razionali ma certamente lucide e consapevoli, questo si.
Solo che questa maggioranza, silenziosa, non rende sui social, non può essere sfruttata come audience per essere poi persuasa dalle sirene dei social, e quindi non risulta istantaneamente visibile e quindi non utile per la diffusione della paura ignorante che consegna il potere agli opportunisti di turno (per fortuna). 
Se però dobbiamo indubbiamente dare merito, ad esempio, al personale della sanità (dal primario all’ultimo dei portantini, senza dimenticare chi si occupa di tenere puliti gli ospedali), è proprio a questa “maggioranza silenziosa” che bisogna rendere merito dei primi numeri positivi di questi due giorni, e siccome è altrettanto vero che è troppo presto per cantare vittoria lo è anche il fatto che è sempre questa maggioranza di persone che permetterà alla comunità di venirne comunque fuori alla fine.
Purtroppo la classe politica che attualmente esprime il governo del paese è stata eletta (eh si ! Il parlamento è stato eletto regolarmente e liberamente dagli Italiani, certamente da tutti quelli che a votare ci sono andati) non credo esprima la realtà di quella maggioranza cui faccio riferimento. Infatti se qualcosa manca a questa “maggioranza silenziosa” è forse proprio la fiducia nella politica, ed è un grave errore, perché così si è lasciata la politica in mano a personaggi di minima levatura espressione del furbettismo e del rancore passivo e brontolone che (in parte) trovando corpo e legittimazione principalmente (non solo) con l’avvento dei social media si è ritenuta maggioranza.
Per fortuna il parlamento ha mantenuto una quota di rappresentatività anche dell’Italia più seria e (per fortuna) nel momento in cui il paese (e quindi anche una parte della maggioranza silenziosa) ha dato segnali dissonanti, il parlamento dicevo è riuscito ad esprimere un governo decente e che con i limiti di chi si trova a dover fare scelte difficili in una situazione del tutto nuova dove le esperienze del passato hanno utilità relativa, ha fatto, credo, il meglio possibile cercando di tenere l’equilibrio tra realtà scientifica, realtà sociale e realtà economica. Realtà, non “racconto della realtà”.
Il discorso è certamente più lungo e complesso e altrettanto certamente oltre le mie possibilità di analisi, tuttavia ciascuno ha strumenti critici, di coscienza e di analisi sufficienti per trarre le proprie sintesi, l’importante è che non ci si fermi alla superficie degli strilli, delle notizie buttate nel megafono social o sbandierate in malafede per fomentare paure più o meno latenti e fittizie ma ci si prenda il tempo e l’impegno di fermarsi un attimo (cosa che in questo “tempo sospeso” abbiamo l’occasione di ritrovare – almeno alcuni di noi) per pensare con la nostra testa, riprendere la capacità di distinguere in coscienza tra vero e falso e tra bene e male, che ovviamente sono parametri soggettivi per ciascuno, ma se messi assieme con onestà definiscono certamente insiemi condivisibili.
Spero davvero che questa tempesta che ha causato e continua causare dolore e sofferenza (forse non maggiori di altre situazioni ma certamente di impatto più intenso e globale), valga proprio a questo: una riflessione cui segua una presa di consapevolezza seria e che porti allo scoperto la maggioranza silenziosa rendendola consapevole del proprio peso e del proprio valore oltre che naturalmente della propria diversità intrinseca.
Qui mi fermo altrimenti mi “incarto” da solo, sento passare una sirena, (io abito dietro all’Ospedale Sant’Orsola di Bologna) e in questi giorni di deserto la prima cosa che mi viene in mente è (anche se so benissimo che le “sfighe” sono di tanti tipi e non si fermano certo solo per un virus): “Ecco, un altro …” e mentre lo penso, ringrazio di potermene stare in casa per scrivere a un amico.
La seconda parte del tuo messaggio purtroppo mi coglie impreparato: non conosco Yuval Noah Harari, ma da quello che ho potuto vedere, mentre cercavo di informarmi un minimo su di lui, è un personaggio del quale vale certamente la pena di conoscere il pensiero e di questo spunto ti ringrazio. Ma proprio perché non lo conosco e nemmeno conosco il contesto della sua citazione, non posso dire nulla al riguardo, anche perché il senso delle parole che hai citato al momento non mi è chiaro, anzi mi risulta piuttosto ambiguo, per cui se ti va rimanderei la nostra conversazione in proposito più avanti.
Sappi che ti sfrutterò pubblicando il tuo pensiero e i miei deliri (questi) sul mio blog al quale manco da un po’.
A presto, abbi cura della tua salute
Stefano M.

Il liceo scientifico si tempi del virus

Sofia ha iniziato il Fermi quest’anno, il liceo scientifico dove si è diplomata mia sorella, quattro cugini e una decina abbondante di amici miei.

Da quando lo frequentava mia sorella ha sempre avuto il nome di un ottimo liceo scientifico, sempre nominato tra i migliori di Bologna, sempre diretto da ottimi presidi, spesso distinti per lungimiranza e per capacità di rapportarsi con gli studenti, di coinvolgerli e di ottenere la loro fiducia.

Il passaggio dalle medie alle superiori è certamente difficile, soprattutto se lo devi affrontare frequentando una scuola che vuole presentarsi come eccellenza e che è conosciuta per essere molto esigente nei confronti degli studenti.

Tutti bravi i professori, forse un po’ troppo competitivi tra di loro, forse un po’ troppo pieni di sé e convinti che che gli studenti debbano solo stare sui libri senza dover pensare ad altro.

Per me un po’ troppo “fenomeni” sulla pelle degli studenti, la macchina del tempo va a rovescio e non è solamente colpa dei professori e dell’istituzione “scuola” che un poco alla volta ha rinunciato a tutte le “conquiste” (?) seguite al ‘68 e al ‘78. Discorso lungo che magari si potrà affrontare in un altro momento.

Ma per tornare ai tempi del virus, il nostro Corona Virus, mi sarei aspettato molto di più da una scuola, anzi da un liceo scientifico, anzi dal Liceo Scientifico Enrico Fermi, che ambisce assieme ai suoi ottimi (non buoni ma certamente ottimi) docenti, arrivare ad essere un istituto di eccellenza.

Si perché mi aspettavo che gli insegnanti bravi di un eccellente liceo scientifico avrebbero colto l’occasione per affrontare i temi scientifici legati ai virus e alle epidemie, mi aspettavo che avrebbero colto l’occasione per affrontare, ciascuno dalla prospettiva della sua materia, questi temi, rilevanti sul piano scientifico, assieme agli studenti, specialmente quelli del primo anno.

In un momento di confusione, nel momento in cui l’ignoranza viene orgogliosamente sdoganata come una condizioni di cui andare fieri, nel momento in cui chiunque si può sentire legittimato a dire qualsiasi sciocchezza con la certezza di avere comunque un uditorio, mi sarei aspettato che gli insegnanti avrebbero colto l’occasione per cercare di dare ai ragazzi qualche strumento utile per orientarsi un minimo nel caos di questi giorni.

Fino poi ad arrivare al momento della decisione di chiudere le scuole, interrompere l’attività didattica e sospendere le lezioni, e qui avrei pensato che sarebbe stato opportuno mantenere un contatto con i ragazzi, cercare si spiegare, dare strumenti di elaborazione, mantenere saldi i punti di riferimento, e invece l’unico contatto è stato affidato alla efficientissima segreteria che ha continuato ad emettere, solerte, tutte le informazioni amministrative che le venivano trasmesse.

Gli studenti sono stati lasciati nel loro brodo, qualunque fossero gli ingredienti.

Si, molto deludenti gli insegnanti, molto deludente il dirigente, si sono perse occasioni per dimostrare quali dovrebbero essere i soggetti principali di una scuola che mira all’eccellenza: gli studenti.

A proposito del referendum

“Sulla riduzione del numero dei parlamentari”

Sono convinto che il referendum sulla riduzione del numero dei deputati rappresenti il fallimento di una classe politica che ancora una volta, non è riuscita ad assumersi la responsabilità di prendere le decisioni per le quali è stata eletta. Al sicuro delle loro poltrone rimbalzano agli elettori le loro responsabilità e forse molto di più.

In un primo momento ho pensato che la miglior cosa da fare sarebbe stata quella di rifiutare la scheda al seggio o di invalidare scheda stessa; rifiutare di fare il lavoro che avrebbero dovuto fare loro. Lavoro per il quale loro stessi si sono dati disponibili (mica glielo ha ordinato il dottore di candidarsi, e nemmeno sono stati minacciati per farlo), sono pagati per quello e per quello sono loro accordati molti (troppi) privilegi.

Ragionandoci su mi sono chiesto: “Ma perché invece di dimezzare il numero non si riducono i compensi ed i privilegi di ciascuno? Perchè invece di dimezzare il numero non si fa in modo che ciascuno debba e possa fare seriamente il proprio dovere ? Non è questo il punto vero della questione ?”
(ovviamente non è tutta farina del mio sacco, ma leggo e sento altri che si fanno le stesse domande, e siccome mi sono parse legittime, le ho fatte mie)

In fin dei conti se riduciamo il numero, ne riducono in effetti la rappresentatività, riducendo anche la possibilità che qualche persona onesta (che pure esiste, anche tra i parlamentari, ne sono certo, altrimenti non avrebbe alcun senso andare a votare), riducendo anche la possibilità, dicevo, che qualche persona onesta possa essere eletta e possa contrastare la ineludibile presenza di un certo numero di disonesti.

Diminuendo il numero dei parlamentari, a fronte di qualche risibile risparmio, certamente sbandierato come conquista di democrazia, si lascerebbe comunque un numero ridotto di persone che gestisce il medesimo potere, conservando i medesimi privilegi che ora vengono contestati. Quindi i privilegi resterebbero invariati, anzi potrebbero con facilità essere aumentati proprio perché sarebbero in meno a doverne ragionare, diminuendo al contempo la rappresentatività del parlamento.

Non mi pare un gran risultato, anzi mi pare piuttosto una gran presa in giro (avrei usato altri termini) ! A mio modesto e probabilmente inutile parere la riduzione degli sprechi e dei privilegi (ingiustificati) parte proprio da qui: dalla riduzione degli sprechi e dei privilegi (ingiustificati), ovvero dalla necessità che ciascun parlamentare eletto sia messo in condizioni di dovere, seriamente ed onestamente, fare il lavoro per il quale è stato eletto, avendo, per altro, egli stesso scelto di mettersi a disposizione candidandosi. Credo che se si realizzassero queste condizioni, molti cialtroni opportunisti cercherebbero altre strade per fare il proprio interesse.

Solo in un secondo momento, una volta raggiunta una reale ed accettabile riduzione di sprechi e privilegi (ingiustificati), sarà eventualmente possibile valutare una riduzione, magari progressiva, del numero dei parlamentari. Il referendum, così come è stato posto, pensandoci, assomiglia troppo ad una fregatura! Resterebbero in meno a spartirsi lo stesso potere, la stessa quantità di sprechi e la stessa quantità di privilegi. Quindi potranno sbandierare una minima riduzione degli sprechi come grande conquista a fronte dell’effettivo aumento degli sprechi procapite e potranno quindi altrettanto sbandierare un modesta riduzione complessiva dei privilegi a fronte di un consistente aumento dei privilegi di ciascuno, spacciando tutto ciò come grande risultato della azione politica, prendendosi in un colpo solo, merito e privilegi e lasciando agli elettori responsabilità e sprechi.

E noi dovremmo essere pure contenti di esserci presi la responsabilità di questo bel risultato ? Io non ci sto, io ci andrò a votare al referendum, mio malgrado in questo caso, e voterò “NO”, non mi interessa avere un parlamento con metà cialtroni pagati troppo che detengono il doppio del potere di prima e magari si sentiranno anche autorizzati e legittimati proprio dal mio voto ad aumentarsi il compenso già eccessivo.

Lo spreco non si combatte riducendo i rappresentanti eletti da noi, ma riducendone i compensi non dovuti e combattendo la corruzione…. so che più o meno è la stessa cosa che avrebbe detto qualunque persona di buon senso … ma per quanto banale possa sembrare è proprio la cosa più difficile da realizzare e non per questo è giustificabile perseguire una scorciatoia che solo in apparenza più semplice, condurrebbe probabilmente ad un risultato profondamente sbagliato e anche pericoloso per la democrazia, deteriorando nel tempo la già limitata fiducia nella classe politica, fiducia che resta alla base del nostro sistema di democrazia rappresentativa: il potere non è del popolo, ma il popolo ha il potere di decidere chi dovrà gestire il potere.